“Il trovatore”, una pietra miliare del melodramma e della “trilogia popolare” (con Rigoletto e Traviata) di Giuseppe Verdi. Appuntamento con un nuovo allestimento al Teatro Goldoni di Livorno il 19 e 21 gennaio

Torna a 50 anni di assenza al Teatro Goldoni e 27 anni dopo la sua ultima apparizione nella città di Livorno (ma al Teatro La Gran Guardia) Il trovatore, uno dei capolavori di Giuseppe Verdi atteso venerdì 19 gennaio 2024, alle ore 20 ed in replica domenica 21, alle ore 16 quale secondo titolo della stagione lirica.

Il debutto assoluto di quest’opera risale esattamente a 171 anni fa, il 19 gennaio 1853 in uno dei più importanti teatri romani dell’epoca con un successo enorme, mai venuto meno. Il trovatore è una pietra miliare del melodramma: il compositore di Busseto riuscì ad inanellarlo nel giro di soli due anni con altri due celeberrimi titoli (Rigoletto e La traviata) che insieme costituiscono la cosiddetta “trilogia popolare”, testimonianza dell’altissima maturità artistica raggiunta da Verdi e che accrebbe la sua già enorme popolarità.  

Un ritorno molto atteso a Livorno, quindi, che si realizza grazie ad un nuovo allestimento e coproduzione realizzato con i Teatri di Piacenza, Comunale Pavarotti-Freni di Modena, Goldoni di Livorno, Giglio di Lucca e Opera Giocosa di Savona. Rispetto ai debutti della produzione nei mesi scorsi nei Teatri di Piacenza e Modena, accolti con grande favore di pubblico e critica, le rappresentazioni dell’opera a Livorno si avvarranno di una parte musicale completamente diversa, affidata al M° Giovanni Di Stefano, che sarà sul podio dell’Orchestra del Teatro Goldoni, compagine da lui stesso tenuta a battesimo il 10 aprile 2021 a Livorno in occasione del trentennale della tragedia del Moby Prince; Coro del Teatro Goldoni, maestro del coro Maurizio Preziosi.  Bacchetta di vastissima esperienza sia in campo lirico che sinfonico, Giovanni Di Stefano ha diretto in importanti teatri in molte città italiane (a Livorno Orfeo ed Euridice nel 1995 alla Gran Guardia e Aida nel 2008 al Goldoni) ed all’estero (Austria, Bulgaria, Inghilterra, Giappone, Lussemburgo, Slovenia, Germania, Svizzera, Finlandia, ecc.). Molto attivo anche nel campo dell’organizzazione musicale (tra l’altro, dal dicembre 2003 è Direttore artistico del Teatro di tradizione dell’Opera Giocosa di Savona), è anche titolare di cattedra in Direzione d’orchestra, attualmente presso il Conservatorio di Musica “G. Puccini” della Spezia. Di Verdi ha già diretto Aida, La traviata, Rigoletto, I due Foscari.

Il regista Stefano Monti (a destra) durante le prove del Trovatore al Teatro Goldoni di Livorno. Sopra il titolo: il cast in palcoscenico (Le foto sono di Trifiletti – Bizzi)

Completamente rinnovato anche il cast che resterà inalterato in entrambe le rappresentazioni. 

A dominare lo spazio un’imponente scatola scenica “che nel suo scomporsi e ricomporsi evoca in modo astratto torri, macchine da guerra medievali, spazi claustrofobici di prigionia”, spiega il regista Stefano Monti, che firma anche costumi e scene (queste con Allegra Bernacchioni), mentre le luci sono di Fiammetta Baldiserri: “Il tema del fuoco, simbolo del Trovatore, inteso come metafora delle passioni amorose, carnali, talvolta brucianti e distruttive, dei desideri di vendetta ed evocativo della pira” – prosegue il regista – ritorna nel rosso fuoco materico intriso di nero carbonizzato che costituisce la materia dell’incombente scatola scenica, e che avvolge in un irreversibile destino comune le vite dei nostri personaggi”. Assistente alla regia Tony Contartese; sagome del Teatro Gioco Vita; movimenti mimici Francesca Martignetti.

Il regista Stefano Monti al Goldoni (Ph. Trifiletti – Bizzi)

Stefano Monti, artista eclettico e globale, modenese di nascita ma cittadino del mondo con spettacoli in scena dal Giappone alla Cina ed alla Korea passando per tutta l’Europa, nella sua carriera si è confrontato con gli spazi più inusuali di messa in scena, dai teatri di tradizione al grande stadio olimpico di Seul: ne è un esempio The Great Aida, la più grande messa in scena mai realizzata. Ha costruito ponti culturali, come: Turandot all’Opera di Roma con artisti del Teatro Tradizionale Cinese dell’Opera di Pechino, o introducendo la Poetica del Teatro Noh Giapponese nella Madama Butterfly del Teatro Pavarotti di Modena. Per primo ha riteatralizzato lo spazio scenico per ciò che riguarda l’Opera Lirica, superando la dicotomia platea palcoscenico, con il Figliol Prodigo di B. Britten a Spoleto.

 

Nei panni dei protagonisti, Claire de Monteil (Leonora), che ha vinto numerosi premi prestigiosi (tra cui a New York, Avignone, Filadelfia e Elizabeth Connell in Australia) e sta rapidamente guadagnando il riconoscimento in tutto il mondo come un importante soprano in ascesa; Victória Pitts (Azucena), mezzosoprano  nata a Belém, in Brasile, il cui debutto sulle scene è avvenuto nel 2018 all’Opéra de Lyon, seguito da quelli al Teatro del Maggio Fiorentino, al Festival della Valle d’Itria ed in altri teatri tra cui, l’anno successivo, l’Opera di Sofia proprio nella parte di Azucena nel Trovatore di Verdi ed al Ravenna Festival come Amneris nell’Aida di Verdi. Da allora prosegue un’intensa carriera lirica in importanti teatri nazionali ed esteri; Matteo Desole (Manrico), che ha tra i suoi recenti e futuri impegni quelli nei Teatri di Bologna, Modena, Parma, Piacenza, Firenze, Reggio Emilia, il debutto al Teatro alla Scala, al Carlo Felice di Genova, all’Opera di Roma, a Tokyo, alla Fenice, al Maggio Musicale, a Londra, Petruzzelli Bari, Prague Opera, Lirico di Cagliari, ecc; il baritono Min Kim (Il conte di Luna), nato in Corea del Sud, distintosi in vari concorsi nazionali di canto, ha vinto il primo premio al Concorso Voci Mascagnane di Livorno (2022). Al Goldoni nella passata stagione lirica è stato Capitan Spavento (Le maschere di Pietro Mascagni).

Biglietti disponibili per entrambe le rappresentazioni presso il botteghino del Goldoni (tel. 0586 204290) aperto martedì e giovedì ore 10/13; mercoledì, venerdì e sabato ore 16.30/19.30; vendita online su goldoniteatro.it e ticketone.it; prezzi da € 20 ad € 43.

Tutte le informazioni sull’opera ed il cast su www.goldoniteatro.it

A seguire una foto di scena dell’opera al Teatro di Piacenza / Ph. A. Bernacchioni