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Un tourbillon di battimani ed entusiasmo (con bis verdiano e canto corale dell’Inno di Mameli) per il concerto di Capodanno al Goldoni di Livorno. Con l’Orchestra del Conservatorio Mascagni

Concerti e Lirica, Livorno

Capodanno a teatro, per ascoltare buona musica. Il Goldoni di Livorno – per il tradizionale concerto del 1° gennaio che in questo caso ha dato il benvenuto al 2020 – si è riempito in tutti gli ordini di posti, loggione compreso. E l’Orchestra del Conservatorio Mascagni diretta dal maestro Lorenzo Sbaffi ha dato il meglio di sé nel percorrere – per un tratto anche in compagnia del soprano Francesca Maionchi e del tenore Leonardo Gramegna (fra l’altro insegnante di canto nell’istituto musicale livornese) – alcune belle pagine musicali che hanno compreso vari generi.

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Il concerto si è aperto con l’Orchestra dei Fiati del Mascagni che ha proposto “Globe and Eagle” di John Philip Sousa, a cui ha fatto seguito  la Second Suite for Band (Latino-Mexicana) di Alfred Reed. A concludere la prima parte le Slavonic Dances di Dvorák.

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La seconda parte del programma di Capodanno si è invece aperta con il classicissimo “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss figlio, per lasciare poi il posto a “Granada” di Augustìn Lara cantata da Leonardo Gramegna mentre Francesca Maionchi si è esibita in “Meine Lippen, sie kussen so heis (da Giuditta)” di Franz Lehár. Gramegna e Maionchi hanno invece duettato in “Tace il labbro” dalla Vedova Allegra e “Tu che mi hai preso il cuor” dal Paese del sorriso, entrambe operette di Lehár, per poi concludere il  concerto con il famoso “Libiamo” dalla Traviata di Giuseppe Verdi. Per questo è stato chiesto il bis (concesso) con il “regalo” supplementare di buon 2020 con l’esecuzione dell’Inno di Mameli – anche questo in duetto Maionchi-Gramegna – che ha visto alzarsi tutti gli spettatori che hanno cantato insieme al soprano e al tenore.

Nel programma anche due chicche di Pietro Mascagni, graditissime dal pubblico: prima “Il sogno – Intermezzo” dal Giuglielmo Ratcliff e poi “Intermezzo” dalla Cavalleria rusticana. 

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Un pomeriggio piacevole, di grande livello musicale, che per i giovani musicisti dell’Orchestra del Conservatorio Mascagni è stato particolarmente gratificante. Brillante come sempre il maestro Sbaffi, che ha diretto con passione il programma proposto.

L’evento è stato aperto dai saluti di Marco Leone direttore generale del Teatro Goldoni, da Marcello Murziani vicepresidente della Fondazione Livorno che proprio con la partecipazione all’organizzazione del concerto ha dato il via ai progetti del 2020, e dal professor Meucci neo direttore del Conservatorio Mascagni. Ha voluto dedicare l’evento alla violinista madre di cinque figli, moglie dell’ex direttore dell’istituto, rimasta vittima pochi giorni prima di Natale di un investimento a Rosignano Solvay. (e.a.)

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