Novanta giovani musicisti accenderanno i “fochi di San Giovanni”. Appuntamento il 24 giugno sul Lungarno della Zecca Vecchia e a Piazzale Michelangelo

Firenze, Focus

Il 24 giugno 2018 è alle porta e a Firenze è tutto pronto per i “fochi di San Giovanni” che sono stati preceduti dagli appuntamenti (cinque) della manifestazione “Aspettando i Fochi. San Giovanni tutto l’anno” che ha visto conferenze e piccole dimostrazioni d’arte pirica nella cornice di Villa Bardini. Ma ora stanno per andare in scena i “fochi veri”, quelli che celebrano il patrono della città gigliata, “fochi” per i quali vi è un contributo della Fondazione CR Firenze.

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La serata si aprirà sul Lungarno della Zecca Vecchia alle ore 20.30 con un concerto tenuto dall’Orchestra dei Ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole: oltre 90 musicisti, diretti dal Maestro Edoardo Rosadini che accenderanno i “fochi” di S. Giovanni, in un’atmosfera senz’altro speciale.
Alle ore 22, dopo i saluti delle autorità, partirà la pioggia di “fochi” da Piazzale Michelangelo.
Il presidente della Società di San Giovanni Battista avv. Franco Puccioni dichiara: “L’organizzazione e gestione dei Fochi per il Santo Patrono della Città di Firenze è per la Società di San Giovanni Battista il più duro, ma gradito compito: con gioia annunciamo che anche quest’anno potremo offrire il tradizionale spettacolo tanto amato da cittadini e turisti. Un ringraziamento speciale va alla Fondazione CR Firenze, che, particolarmente attenta alle preoccupazioni per la realizzazione dei Fochi, ha deciso di offrire un contributo sostanziale e determinante sottolineando ancora una volta la vicinanza tra la Fondazione e la Società di San Giovanni Battista. Da menzionare anche la vicinanza dell’Amministrazione comunale che ci ha accompagnati durante tutte le fasi organizzative al fine di rispettare tutte le norme di sicurezza necessarie per il sereno svolgimento della serata’’.
“Come avevamo già annunciato – sottolinea sua volta il direttore della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – quest’anno sosteniamo interamente il costo dei “fochi” del 24 giugno, ma ricordo che il nostro apporto alla San Giovanni è stato costante fin dalla nostra costituzione, 26 anni fa. Siamo sempre attenti alle tradizioni di Firenze e soprattutto a questa ricorrenza particolarmente cara alla città come testimoniato dall’affluenza, davvero considerevole, al progetto ‘Aspettando i Fochi’ che il 24 di ogni mese ha visto a Villa Bardini centinaia di fiorentini assistere agli incontri culturali e al piccolo ‘assaggio’ dello spettacolo che ci attende domenica prossima’’.
L’Orchestra dei ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole renderà gradevole l’attesa sul Lungarno della Zecca Vecchia. “Last but not least” un ringraziamento va a tutti i cittadini che portano questa festa nel cuore.

Durante la conferenza stampa è stata presentata in anteprima dal maestro orafo Paolo Penco la Croce di San Giovanni 2018 (realizzata da lui in collaborazione col figlio Riccardo): come ogni anno dal 2004, l’opera riproduce una delle Croci con le quali è stato raffigurato San Giovanni Battista. Quest’anno l’ispirazione è tratta dalla Croce rappresentata sulla tavola a fondo oro del XIV Secolo conservata nel Museo di Arte Sacra di San Casciano Val di Pesa e verrà donata al cardinale, al sindaco e, in riconoscimento all’impegno straordinario, non solo di quest’anno, per la realizzazione dei Fochi, anche, in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, al presidente Umberto Tombari.

A seguire il programma musicale della serata di domenica 24 giugno 2018:

Una festa musicale nella festa fiorentina per antonomasia: l’ardore degli oltre 90 musicisti fiesolani, capitanati da Edoardo Rosadini accende i fochi di S. Giovanni, con un concerto che si preannuncia molto speciale.

Vario e festoso, si apre con i due movimenti veloci – Allegro assai e Allegro – dalla Sinfonia in re maggiore K. 297 “Parigi” di Wolfgang Amadeus Mozart; prosegue con il Terremoto da Le Sette ultime parole di Cristo sulla croce di Haydn, e ritorna ad un’atmosfera di gaia spensieratezza con l’Ouverture che apre il Barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello, rappresentato a S. Pietroburgo nel 1782 e replicato con un grande successo, che solo il Barbiere rossiniano – di cui ascolteremo Il temporale dall’Atto II – offuscherà a partire dal 1816.
Seguono due pagine di Johann Strauss figlio: Schatz-Walzer (1885), il Valzer del tesoro, rielaborazione di una delle più belle arie di Der Zigeunerbaron, e Orpheus-Quadrille op. 236, su temi di Jacques Offenbach. Viene invece dal catalogo del fratello Josef Strauss – geniale ingegnere prestato alla musica, in cui rivela altrettanto talento – Plappermäulchen!, una polka veloce di andamento scherzoso, dedicata alla figlioletta Karoline.
Il programma si conclude con un omaggio al genio precoce di Franz Schubert, quindicenne autore di una Ouverture per la commedia Der Teufel als Hydraulicus di Johann Ernst Friedrich Albrecht.

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