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MADAMA BUTTERFLY / 2. Cento anni dell’eroina pucciniana a Livorno. Toti Dal Monte, Magda Olivero, Galliani Masini, Renato Cioni, Carlo Bosi… Un intervento del musicologo Fulvio Venturi (con fotogallery)

Concerti e Lirica, Livorno

di FULVIO VENTURI

Per la verità Madama Butterfly giunse un po’ tardi a Livorno, solo nel 1913, ovvero a nove anni dalla prima rappresentazione assoluta. Credo che il ritardo sia stato dovuto ad un duplice motivo: la fama dubitosa che aleggiava intorno all’opera dopo l’insuccesso scaligero e la consonanza ambientale, il Giappone, con l’Iris di Mascagni. La produzione, che si tenne nel più elegante e raccolto dei teatri livornesi, il Rossini, fu tuttavia buona con Nella Zanatta per protagonista, un direttore di ottimo livello come Ugo Tansini e tre tenori di ambito scaligero, Mario Massa, Giulio Cretti e Fulgencio Abela che si alternarono nel ruolo di Pinkerton. Per Butterfly fu un franco successo che si protrasse per venti serate, le ultime cinque delle quali si tennero al Politeama per sfruttare la maggiore capienza della sala.

Le produzioni livornesi di Madama Butterfly sono state venticinque, disseminate nei maggiori nostri teatri anche non più esistenti: Rossini, Politeama, Avvalorati, La gran Guardia, ovviamente Goldoni e persino lo stadio comunale che fra gli Anni Quaranta e Cinquanta, in estate, ospitò anche spettacoli lirici. Fra i moltissimi interpreti troviamo grandi nomi e come si conviene alle vicende teatrali scopriamo qualcosa di sorprendente.

Ad esempio nel 1924, al Politeama, Pinkerton fu interpretato da un giovane tenore americano di nome Frederick Jagel. Ai livornesi il giovane cantante (aveva ventisette anni) piacque molto, ma i nostri concittadini di allora non avrebbero mai immaginato che di lì a poco egli sarebbe diventato una colonna del Metropolitan di New York, dove fu scritturato ininterrottamente fra il 1927 e il 1950. Nella stessa stagione Jagel cantò anche La Bohème.

L‘anno successivo, agli Avvalorati, la candida uniforme dell‘ufficiale di marina fu indossata da Galliano Masini. Al celebre tenore livornese questa parte si attagliava perfettamente e con essa, nel 1932, avrebbe debuttato alla Scala. La cosa curiosa di questa produzione è che al fianco di Masini si alternarono addirittura quattro protagoniste, dalla statunitense Madeleine Keltie, allora molto nota, all‘esperta Olga Guerrieri, solida cantante dell‘aurea provincia. Nel 1931 una deliziosa giapponese incantò i livornesi, come aveva fatto in tutto il mondo: si chiamava Tamaki Miura ed aveva cantato anche davanti a Puccini. Al termine della sua lunga carriera le recite di Madama Butterfly sarebbero state circa settecento e molte anche quelle di Iris. Nel 1938, al Goldoni, nella parte di Suzuki scese per la prima volta a Livorno Giulietta Simionato. Diciassette anni più tardi, al culmine della fama, alla Gran Guardia avrebbe interpretato Carmen con Mario del Monaco. Nel 1940, ancora al Goldoni, Toti dal Monte presentò la sua bamboleggiante Cio-Cio-san. Anche se i fatidici quindici anni “netti netti” erano per lei trascorsi da tempo, la “Toti” seppe portare i livornesi all’entusiasmo. E ci voleva, perché in terra, in mare e in cielo già infuriava la guerra. Al suo fianco un ottimo tenore napoletano, Augusto Ferrauto. Nel 1942 fu la volta di un’altra grande cantante, Rosetta Pampanini.

15088F51-64D8-4094-BD72-7572C0C78940Passata la bufera della guerra e con tanta gente scomparsi a Livorno anche tre teatri storici: Avvalorati, San Marco e Rossini, Madama Butterfly fu la prima opera ad essere di nuovo allestita sulle tavole del Goldoni. Era il primo aprile 1945, una data storica. L’Italia non era ancora liberata. Nella rappresentazione organizzata dal Peninsular Base Service dell‘esercito americano cantarono Elvira Balderi, Gino Sinimberghi e il baritono livornese Vasco Niccolai. Ancora due livornesi sugli scudi nel 1946, le giovani Miriam Malacarne e Luciana Veroni, festeggiatissime, che si alternarono al fianco di un Pinkerton dal grande avvenire, il tenore Antonio Annaloro. Nel 1950 Galliano Masini tornò a vestire la divisa di Pinkerton. La sua Butterfly fu un‘altra bravissima giapponese, Toshiko Hasegawa, ma in questo caso la sorpresa è data da Sharpless, ovvero Carlo Bergonzi, che per l‘ultima volta si produsse da baritono. Egli stesso, durante una chiacchierata amichevole con il sottoscritto, dichiarò di essersi deciso a cambiare registro vocale proprio ascoltando Masini durante la recita. Periodo intenso per il tenore livornese, che proprio in quei giorni stava anche interpretando Tosca a Pisa insieme con Maria Callas.

Una freschissima voce tenorile fu poi ascoltata nella Madama Butterfly allestita allo stadio nell‘estate 1957. Tirava libeccio, ma Renato Cioni seppe ugualmente farsi notare. Per il giovane tenore elbano una luminosa carriera era agli inizi. Nel 1958 la Signora del teatro d‘opera italiano, Magda Olivero, lasciò stupefatta la platea della Gran Guardia con la sua interpretazione. Tanta fu la catarsi che al termine dello spettcolo un lungo istante di silenziosa emozione trascorse prima che lo strepito degli applausi salutasse la commossa cantante. Con Magda Olivero fu ottimo Pinkerton il veneto Gastone Limarilli. Ancora il tempo di ricordare il baritono pisano Afro Poli, un grande artista, che dette voce a Sharpless nel 1931 e con lui altri specialisti del ruolo come Gino Vanelli, Spartaco Marchi e Marcello Rossi, prima di nominare la bellissima Butterfly di Lucia Stanescu, ascoltata con ammirazione nel 1971 e 1974.

Ancora un‘interprete giapponese per la produzione del 1984, Akiko Kuroda, buona voce, che cantò con il generoso Pinkerton di Doro Antonioli ed il partecipe Sharpless di Giancarlo Ceccarini, pisano sagace al pari di Spartaco Marchi e Marcello Rossi. Infine ricordiamo con piacere la produzione 1990 per più di un motivo: l‘interesse saziato di ascoltare l‘edizione originale dell‘opera, i molti problemi che in qualche modo danno sapore al teatro, Maria Dragoni al debutto livornese, il correttissimo Sharpless di Roberto Frontali e l’intelligente regia di Marisa Fabbri. Senza dimenticare il magnifico Goro di Carlo Bosi pronto a muovere da Livorno verso i teatri di tutto il mondo solcando i mari dell‘arte…

***MADAMA BUTTERFLY debutta al Teatro Goldoni di Livorno la sera – ore 20.30 – di venerdì 29 marzo 2019, con replica domenica 31 marzo alle 16.30. Ultima opera del cartellone lirico della stagione  2018/2019.

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