futurismo

Le super mostre dell’autunno 2019 in Toscana: l’11 ottobre a Pisa (Palazzo Blu) apre “Futurismo” mentre a Prato (dal 14 dicembre) appuntamento con “Dopo Caravaggio. Il seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito”. E Livorno aspetta Modigliani

Arte, Livorno, Pisa, Prato

Aspettando due – anzi tre – grandi mostre d’arte. La prima sarà inaugurata a Pisa il prossimo 11 ottobre 2019 ed ha come titolo “Futurismo”. La seconda, invece, sarà a Prato a partire dal prossimo 14 dicembre. Si intitolerà “Dopo Caravaggio. Il seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito”. La sede espositiva sarà quella del Museo di Palazzo Pretorio. La presentazione ufficiale di questo evento sarà il 7 ottobre presso l’Opificio delle Pietre Dure – Laboratori di restauro in Fortezza da Basso a Firenze. Senza dimenticare il grande allestimento a Livorno della mostra su Modigliani nel centenario della morte: lunedì 16 settembre 2019 sarà firmato a Livorno,  dal Comune, il contratto con l’Istituto Restellini e si potranno così conoscere dettagli precisi sull’evento di livello internazionale.

Ma torniamo a Pisa, al Palazzo Blu, dove l’inaugurazione di “Futurismo” è ormai prossima: nelle sale dello straordinario edificio affacciatosull’Arno saranno esposte oltre cento opere di maestri futuristi.

“Il 20 febbraio 1909 usciva con un clamore internazionale su “Le Figaro”, a Parigi, il Manifesto di fondazione del futurismo, stilato da F.T Marinetti, poeta, letterato e geniale comunicatore. Con quello scritto programmatico – si legge sulla scheda Internet della rassegna pisana – Marinetti inaugurava una modalità di comunicazione dirompente e inedita per la cultura, utilizzata sino ad allora solo nella propaganda politica o nella nascente pubblicità, perché, come scrisse, «gli articoli, le poesie e le polemiche non bastano più. Bisogna assolutamente cambiare metodo, scendere in strada, prendere d’assalto i teatri e introdurre il pugno nella lotta artistica». Strumento di comunicazione “rumoroso” e popolare, il manifesto, diffuso con volantini stampati talora in centinaia di migliaia di copie, declamato nelle battagliere e frequentatissime “serate futuriste”, o pubblicato su organi d’informazione non specialistici, destinati a un pubblico vasto ed eterogeneo, rappresentava un’assoluta novità e una specificità del futurismo rispetto alle altre avanguardie europee del tempo. D’allora in poi, il movimento avrebbe adottato questa pratica comunicativa per ognuno dei molti ambiti in cui si avventurò (dalla poesia alla pittura alla scultura, dall’architettura alla danza al teatro, dalle arti decorative alla grafica, alla pubblicità), nel suo sogno di saldare l’arte e la vita ridisegnando l’intero orizzonte umano”.

Dall’11 ottobre 2019 al 9 febbraio 2020, al Palazzo Blu di Pisa, i picchi più significativi di questo straordinario movimento artistico si ritrovano, eccezionalmente, l’uno accanto all’altro nella mostra intitolata “Futurismo”, organizzata da Fondazione Palazzo Blu insieme con MondoMostre e curata da Ada Masoero. La mostra ha il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Pisa. Il catalogo della mostra è edito da Skira Editore.

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