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Up&Down, in tournée lo spettacolo teatrale di Paolo Ruffini con cinque attori con sindrome di Down. Fra le nuove tappe italiane c’è anche Firenze

Livorno, Teatro e Danza

Prosegue il tour nei più importanti teatri d’Italia di UP&Down, lo spettacolo teatrale che Paolo Ruffini porta in scena con cinque attori con sindrome di Down, uno autistico e uno in carrozzina. Uno straordinario esempio di teatro integrato, una vera e propria esperienza in cui le distanze tra palcoscenico e platea si annullano: comicità e irriverenza accompagnano gli spettatori in un viaggio che racconta della bellezza che risiede nella diversità. UP&Down (da cui nasce il docu-film presentato pochi giorni fa alla Festa del Cinema di Roma e quindi proiettato in anteprima a Livorno, città di Ruffini e della Compagnia Mayor Von Frinzius) ha debuttato nel 2018 al Teatro Sistina e ha calcato importanti palcoscenici in tutta Italia, registrando numerosi sold out (nella foto sopra il titolo particolare di una locandina).

Il tour teatrale, dopo la pausa estiva, è ripartito con tre date sold out al Teatro Nazionale di Milano e ora toccherà in successione Roma, Genova, Torino, Firenze e Bologna. Un ricco calendario di appuntamenti che tuttavia prevede anche moltissime altre date, disponibili per tutte le informazioni sul sito www.siamobelli.it.

Roma – Teatro Brancaccio: 6 e 26 novembre 2018

Genova – Teatro Politeama Genovese: 13 novembre 2018

Torino – Teatro Alfieri: 14 novembre 2018

Firenze – Teatro Verdi: 20 novembre 2018

Bologna – Teatro Celebrazioni: 29 novembre 2018

Lo scheletro dello spettacolo, prodotto da Non c’è Problema e Fenix Entertainment, è costruito sull’intenzione di Paolo Ruffini di realizzare uno straordinario One Man Show, con imponenti scenografie ed effetti speciali. Parte però una sequela di boicottaggi e rocambolesche interruzioni in cui gli attori fanno irruzione dimostrando di essere molto più “abili” di lui. Un happening comico con una forte connotazione d’improvvisazione, sorprese e coinvolgimento che alterna i momenti esilaranti a quelli commoventi. Attraverso il filtro dell’ironia si sviluppano monologhi e gag per affrontare, con sapiente leggerezza, il significato della parola “disabilità”: tante persone non sono “abili” alla felicità o all’ascolto. Questi attori invece dimostrano di essere dei resilienti, di avere una tale confidenza con la vita e con il sorriso, che sarebbe più corretto definire “Sindrome di UP”. Dimostrano soprattutto che siamo tutti diversamente abili, diversamente normali e meravigliosamente diversi.

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