“Sauro Cavallini. Luce e ombra”: dal 5 al 30 ottobre oltre 70 opere dell’artista compongono a Firenze la mostra antologica all’Accademia delle Arti del Disegno

Arte, Firenze

A poco più di due anni dalla sua scomparsa, l’artista Sauro Cavallini (1927 – 2016) è protagonista di una grande mostra nella Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno, in via Ricasoli 68, a Firenze. Con il titolo “Sauro Cavallini – Luce e Ombra”, la mostra antologica curata da Domenico Viaggiano è stata inaugurata giovedì 4 ottobre 2018: propone  l’intera parabola artistica di Cavallini, dalle prime creazioni di grafica degli anni ‘60 alle grandi sculture in ferro e bronzo, fino alle tempere dell’ultimo, prolifico periodo.

L’iniziativa espositiva, visitabile dal 5 al 30 ottobre 2018, è realizzata dall’Accademia delle Arti del Disegno e dal Centro Studi Sauro Cavallini grazie al prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, dell’Ufficio Consulenti finanziari di Firenze di Banca Mediolanum e del Consiglio Regionale della Toscana, ed è patrocinata dal Comune di Firenze, dalla Regione Toscana, dalla Città Metropolitana, dal Comune di Fiesole e dalla Fondazione Michelucci.
Si tratta di un vero e proprio “omaggio a Firenze”, città che accolse l’artista alla fine degli anni ‘30 del Novecento dopo che la sua famiglia vi si trasferì da La Spezia, in cui è possibile ammirare opere frutto dell’intenso lavoro di Sauro Cavallini impegnato per oltre mezzo secolo nella ricerca tridimensionale attraverso forme dalle curve gentili, sinuose, senza fine e dal continuo movimento.

Mostra Cavallini
L’allestimento della mostra di Sauro Cavallini

IN MOSTRA OLTRE 70 OPERE/ Nella retrospettiva antologica dedicata a Sauro Cavallini troveranno sistemazione, all’interno della sala adiacente al grande spazio espositivo dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, una ventina di disegni degli anni ’60 caratterizzati dallo studio della linea, così importante per la formazione degli scultori.

Nella grande sala verrà invece testimoniato il cinquantennale dialogo tra sculture in ferro, primo materiale metallico utilizzato da Cavallini agli esordi del suo percorso artistico dopo la ceramica e il legno, una decina di bozzetti in bronzo inclusa l’opera Natura (immagine simbolo dell’esposizione) e quello definitivo sullo studio dell’opera magna di Cavallini – L’Ultima Cena, che la Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, Cristina Acidini, nel ricco catalogo edito da Polistampa che accompagna e impreziosisce la mostra definisce “Simbolo altissimo della potenza inventiva di Cavallini, e altresì retaggio incompiuto” accompagnato da un busto in gesso del monumento definitivo ancora in attesa di fusione in bronzo.

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Una sala della mostra

Alle pareti della grande Sala delle Esposizioni troverà spazio una selezione di circa 40 opere pittoriche a colori assolutamente inedite e realizzate da Sauro Cavallini nel momento di massima maturità artistica. Opere care al maestro, tali da non aver mai visto la luce al di fuori del suo studio sulle colline di Fiesole (oggi sede del Centro Studi Sauro Cavallini) perché gelosamente conservate.

Nello spazio esterno all’Accademia delle Arti del Disegno, sotto il porticato tra le volte che si affacciano su Piazza San Marco, verranno invece sistemate tre sculture monumentali in bronzo, i due Titani e il Ginnasta (opera già esposta al Salon D’Automne Grand Palais di Parigi nel 1975), oltre a un allestimento con i versi che il maestro pubblicò nel suo libro di poesia Cantici del Mare e della Vita, edito da Polistampa nel 1998.

Come aggiunge il curatore nel catalogo, Domenico Viggiano, tuttavia “i grandi monumenti che più rappresentano l’opera di Cavallini sono visibili al pubblico negli spazi aperti da Strasburgo a Montecarlo o Genova e specialmente a Firenze dove il Monumento alla Pace nel parco dell’ex Villa Vittoria oggi Palazzo dei Congressi, la Crocifissione di San Miniato al Monte, collocata all’interno del cimitero delle Porte Sante o le cinque figure che compongono la Fontana della Maternità in Piazza Ferrucci, ne testimoniano non soltanto la fortuna di cui ha goduto lo scultore durante la sua vita, ma anche la sua visione dell’arte in senso pubblico”.

La mostra sarà visitabile dal 5 al 30 ottobre 2018 con i seguenti orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19, domenica dalle 10 alle 13, lunedì chiuso. Ingresso libero.

UN’ACCADEMIA RICCA DI STORIA /  L’Accademia delle Arti del Disegno è la più antica accademia d’arte al mondo, fondata nel gennaio 1563 da Cosimo I de’ Medici su sollecitazione di Giorgio Vasari, Benvenuto Cellini, Alessandro Allori, Agnolo Bronzino e Bartolomeo Ammannati, al fine di garantire il valore intellettuale dell’attività artistica. Un’istituzione che vanta 455 anni di storia e che ha storicamente svolto un ruolo di soprintendenza ante litteram ai beni culturali, interpellata a esprimersi in merito a importanti questioni legate alla valorizzazione e conservazione delle opere d’arte. Fedele al proposito di promuovere la mutualità tra gli artisti e un approccio metodico all’apprendimento dell’arte, nel 1673 l’Accademia delle Arti del Disegno fu la prima istituzione al mondo a realizzare nei chiostri del convento della Santissima Annunziata, a Firenze, pubbliche esposizioni artistiche con intento istituzionale. All’interno del Complesso della Santissima Annunziata si trova la “Cappella degli Accademici del Disegno”, detta anche “Cappella dei Pittori”, affrescata da Giorgio Vasari, Alessandro Allori, Luca Giordano, Santi di Tito. All’inizio dell’Ottocento, sotto l’affresco “San Luca che dipinge la Vergine”, realizzato da Giorgio Vasari intorno al 1570, fu collocato l’altare e la cappella assunse la denominazione di “Cappella di San Luca” dove ancora oggi si svolgono le funzione di carattere religioso, celebrativo e commemorativo dell’Accademia. L’Accademia così articolata ebbe grande successo e la sua fama fu avvalorata dall’iscrizione d’illustri artisti provenienti da tutto il mondo. Dieci anni dopo la sua fondazione, sul prototipo fiorentino, nacque a Roma l’Accademia di San Luca.
Dal 1974 l’Accademia delle Arti del Disegno ha la sua sede in via Orsanmichele n.4, nel trecentesco Palazzo dell’Arte dei Beccai. Gli stemmi presenti sulla facciata rappresentano la storia della città: in alto, al centro, si trova il caprone, emblema dell’Arte dei Beccai, più in basso si trova il giglio di Firenze, mentre i tre cerchi intrecciati, simbolo dell’Accademia, rappresentano le tre arti maggiori, Pittura, Scultura e Architettura, che hanno fondamento comune nel Disegno, padre delle arti e all’origine della creatività artistica. I tre cerchi intrecciati, utilizzati come mimesi del simbolo trinitario fin dal Quattrocento da numerosi artisti, tra cui Leonardo da Vinci, furono ripresi anche da Michelangelo per porre il suo sigillo sui blocchi di marmo. Giorgio Vasari scelse come simbolo dell’Accademia quei tre cerchi, trasformandoli in tre corone di fronde, che così compaiono anche sulla tomba di Michelangelo in Santa Croce.
Accademici dell’Accademia delle Arti del Disegno sono Michelangelo Buonarroti, Benvenuto Cellini, Pontormo, Artemisia Gentileschi, Antonio Canova, Giovanni Fattori, George Braque, Pablo Picasso, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Marino Marini, Pietro Annigoni, Marc Chagall, Francis Bacon, Alberto Burri, Lucio Fontana, Sandro Chia, Henry Moore, ma anche Renzo Piano, Richard Rogers, così come tanti illustri protagonisti della storia dell’arte rinascimentale, moderna e contemporanea.

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LE OPERE DI CAVALLINI IN EUROPA E IN ITALIA /  L’opera più nota di Sauro Cavallini, pubblicata in copertina (e all’interno) del volume Variations edito dalla Comunità Europea e che racchiude la collezione del Consiglio d’Europa, è il Monumento alla Vita, il cui bronzo di oltre 3 metri di altezza si può ammirare a Strasburgo, davanti al Palazzo del Consiglio d’Europa, mentre il modello in scala fu donato a Papa Wojtyla durante una cerimonia ufficiale nel 1992.
Di notevole suggestione sono anche i due monumenti in bronzo di circa 3 metri appartenenti alla collezione privata del Principato di Monaco, ovvero il Passo a Due che dagli inizi degli anni Novanta del Novecento si può ammirare nel giardino dedicato a Grace Kelly nel quartiere di Fointville e la scultura Fraternità che si trova dal 2000 davanti alla Stazione ferroviaria del Principato inaugurata dal Principe Ranieri III, suo figlio Alberto e dal Senatore a vita (ed ex-Presidente della Repubblica Italiana) Francesco Cossiga.
Senza dimenticare che nel 1963 la scultura raffigurante il Ritratto di Konrad Adenauer fu collocato nel Palazzo del Governo di Bonn.
In Italia le sue grandi sculture in bronzo sono visibili in varie città. A Genova troviamo il Monumento a Cristoforo Colombo (8 metri di altezza) realizzato per l’Expo e dedicato all’anniversario della scoperta dell’America; a Diano Marina, in provincia di Imperia è invece sistemato il Monumento ai Caduti della seconda guerra mondiale (alto circa 2 metri e mezzo).
A Firenze le sue opere pubbliche monumentali si possono ammirare in numerosi luoghi pubblici. Nel giardino di Piazza Ferrucci (il gruppo di cinque sculture dal titolo Fontana della maternità), presso la sede Rai TV della Toscana (Volo di gabbiani), al Palazzo degli Affari di piazza Adua (Monumento alla pace), a Villa Favard (Icaro) e presso la Basilica di San Miniato al Monte (Crocifissione).
Innumerevoli le presenze delle sue opere all’interno di collezioni private e di Istituti di Credito tra le quali ricordiamo solo alcune: il Cavallo Morente, La Ballerina, Passo a due, Ballerini, la Natura, l’Estensione e una Figura frontale.
Nel parco del suo Studio sulla collina fiesolana inoltre si possono ammirare diverse sculture di grandi dimensioni tra le quali un monumentale David (alto 4 metri), accanto al quale lo stesso artista si volle far ritrarre, e la serie completa di passi di danza.

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