“Politeama”, il regista Gianni Amelio diventa scrittore e si racconta alla Limonaia del Castello Pasquini

Libri & Fumetti

Lunedì 24 luglio 2017, alle ore 18, il regista Gianni Amelio, Leone d’oro per «Così ridevano» e candidato all’Oscar con «Porte aperte», si racconta a “Più donne che uomini”, gli Incontri al Castello organizzati dal comune di Rosignano Marittimo, alla Limonaia nel parco di castello Pasquini curati da Gloria de Antoni. Gianni Amelio presenterà il suo primo romanzo “Politeama” edito da Mondadori. “Questo libro parla della dignità e del riscatto da tutto ciò che la calpesta – racconta l’autore – Parte dalla constatazione della sofferenza che si vince. Tutti abbiamo problemi e dobbiamo affrontarli con il coraggio che abbiamo dentro di noi. Alla fine trionfa l’orgoglio e l’idea che se hai davanti una montagna la devi scalare. “Politeama” è nato in 28 giorni – prosegue D’Amelio – ogni capitolo è introdotto da una strofa di canzone, l’ho scritto in cucina, carta e penna. È un film senza pellicola, proseguimento dei miei film, lo stesso cammino che continua per un sentiero diverso”.

“Politeama” è un romanzo di formazione struggente scritto in terza persona, che è un po’ anche un autobiografia, ma tutta la storia è raccontata in ‘soggettiva’ da Luigino; è lui che osserva la vita e ce la riferisce, che espone con la propria lingua non letteraria ciò che gli capita: gli incontri, le avventure, le persone, la confusa sessualità che lo conduce poco a poco a identificarsi in un diverso. Amelio ha scritto un libro bello e onesto, al pari dei suoi film che l’hanno reso celebre e amato in Italia e nel mondo. La vicenda si articola in 25 capitoli, ognuno introdotto (esclusi gli ultimi due) dalle strofe di canzoni molto sentimentali, struggenti, in voga nel dopoguerra  e nei decenni successivi. Attraverso la storia di Luigino, D’Amelio racconta anche se stesso.

Proprio nel genere dell’autobiografia Amelio riconosce il fondamento della scrittura stessa che sia di un romanzo o di una sceneggiatura: ”L’autobiografia è una necessità sempre, sia quando si scrive una cosa che ci tocca da vicino sia quando si scrive di qualcosa che è lontana da noi anni luce, l’autobiografia è il sentimento che metti in quello che scrivi“. Ecco dunque che il personaggio di Luigino e l’autore si mescolano attraverso le pagine di “Politeama”. Centrale in “Politeama” sono anche i rapporti familiari, rapporti frantumati, ricchi di figure femminili ingombranti nella vita di un ragazzino che deve ancora formarsi. Attraverso una scrittura tenera ma allo stesso tempo crudele, Amelio ci dimostra la sua forte fiducia nella diversità, raccontandoci una storia che prima di tutto parla del riscatto della dignità la quale per Amelio è l’elemento primario di ogni vita e che spetta ad ognuno di noi, qualunque persona esso sia. Luigino così attraverso le pagine del romanzo riacquista la dignità, riemerge, facendo trionfare l’idea che se hai davanti una montagna devi scalarla.

Naturalmente da un regista apprezzato come Amelio è lecito chiedersi quale sia il suo rapporto con la scrittura e quanto essa si differenzi per lui rispetto al cinema, così il regista confessa che per lui scrivere comporta una maggiore libertà, scrivendo questo romanzo ha potuto farsi condurre per mano dalle parole senza sapere dove sarebbe arrivato, nel cinema invece bisogna avere tutto chiaro fino dalla scrittura del soggetto. La libertà della scrittura è però in un certo senso vincolata in quanto scrivere comporta un certo rigore nelle parole scelte mentre scrivendo una sceneggiatura è sempre possibile decidere di cambiare i dialoghi. Amelio ci tiene comunque a sottolineare che il libro non è una “finta sceneggiatura” ma è un vero e proprio romanzo e vuole essere giudicato come scrittore. L’ultimo film di Gianni Amelio “La tenerezza” è in questi giorni nelle sale.

L’ingresso è libero. In caso di maltempo gli incontri si terranno al castello Pasquini. Book shop a cura della libreria Gaia Scienza.
Info: U.O.Servizi Culturali tel.0586724287/530
www.comune.rosignano.livorno.it
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