MITO SettembreMusica: il 4 settembre a Torino il concerto inaugurale (anche su Radio Rai3) con la direzione di Daniele Rustioni e il violino di Francesca Dego. Sabato 5 replica al Teatro Dal Verme di Milano

Fuori Toscana

È il direttore d’orchestra italiano Daniele Rustioni, alla testa degli archi dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, a inaugurare, insieme con la violinista Francesca Dego, la quattordicesima edizione del Festival MITO SettembreMusica venerdì 4 settembre 2020 alle 20 al Teatro Regio di Torino – con replica alle 22.30 anche in diretta su Rai Radio3 – e sabato 5 settembre alle 21.00 al Teatro Dal Verme di Milano. Seguiranno i concerti nelle rispettive città i sindaci di Torino e Milano, Chiara Appendino e Giuseppe Sala, presidenti onorari del Festival. 

Protagonisti due artisti ancora giovani ma già celebri in campo internazionale, uniti in un’intesa profonda sia sul piano artistico sia su quello personale: Daniele Rustioni, per molti anni direttore musicale dell’Orchestra della Toscana, e attualmente all’Opéra National de Lyon e all’Ulster Orchestra di Belfast, si fa applaudire regolarmente nelle stagioni d’opera e sinfoniche più importanti; Francesca Dego, sposata con Daniele Rustioni, dopo il debutto a sette anni ha intrapreso una carriera solistica fortunatissima che l’ha portata a suonare in tutto il mondo. Spetta a loro aprire quest’edizione tutta italiana di MITO SettembreMusica, intitolata “Spiriti”, con la quale il Festival supera le difficoltà create dalla pandemia rilanciando la sfida imposta da distanziamenti e vincoli con soluzioni nuove e originali, a partire dalla doppia esecuzione di quasi tutti i concerti torinesi. (Sopra il titolo Dego e Rustionoi, ph. Davide Cerati. In basso Rustioni sul podio dell’Orchestra Sinfonica Verdi di Milano).

Con Daniele Rustioni e Francesca Dego laVerdi, una realtà fra le più dinamiche della vita musicale italiana: nata nel 1993 a Milano per iniziativa di Luigi Corbani come occasione di lavoro artistico per i giovani e formatasi nei primi anni sotto la direzione di Vladimir Delman, svolge un’attività intensissima, con stagioni sinfoniche in sede, registrazioni e tournée internazionali.

Dedicato quest’anno sia a composizioni propriamente liturgiche sia a musica orientata su una più vasta dimensione spirituale, il Festival si inaugura con un programma che, sotto il titolo di “Futuro”, offre ai pubblici di Torino e Milano uno sguardo a diverse dimensioni sul tempo. Al futuro guarda Pilgrims per orchestra d’archi di Ned Rorem, decano dei compositori statunitensi (è nato nel 1923): una composizione del 1958, breve e affettuosa, presentata in prima esecuzione italiana. A muoversi “verso il futuro”, come sottolinea il direttore artistico di MITO Nicola Campogrande, sono i “Padri Pellegrini” fondatori degli Stati Uniti nel Seicento, ma anche i patriarchi “stranieri e pellegrini sulla terra” dell’Epistola agli Ebrei.

Ai dolci ricordi di un soggiorno sereno allude invece il Souvenir d’un lieu cher op. 42 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, qui interpretato da Francesca Dego nella trascrizione di Alexandru Lascae che trasforma l’originale per pianoforte in un vero e proprio concerto per violino e orchestra d’archi. Il “luogo caro” evocato dal titolo è la tenuta di Brailov, nella quale Čajkovskij aveva trascorso due settimane nella primavera del 1878. Lo aveva ospitato la sua ricchissima mecenate Nadežda Filaretovna von Meck, che gli accordava sostegno finanziario e amicizia a condizione che i due non si incontrassero mai. Appunto ai sentimenti di riconoscenza e di affetto per lei si ispirano i tre movimenti nei quali si articola il pezzo: due momenti lirici, Méditation e Mélodie, per incorniciare un più brillante Scherzo, rovesciando lo schema consueto della successione dei movimenti.

Respira la gioia di un capitolo esistenziale specialmente felice la Serenata per archi in mi maggiore op. 22 di Antonín Dvořák che chiude il programma. Siamo nel 1875 e il futuro autore della Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”, da poco sposato e padre, sta raccogliendo i primi successi con la sua musica ispirata alla natura e al folclore boemo. Nasce così questa composizione divenuta presto popolarissima: cinque movimenti corrispondenti ad altrettanti stati d’animo, nei quali una vena melodica ricchissima scorre con eleganza e fantasia.

Con l’obiettivo di offrire al pubblico una comprensione più approfondita, i concerti saranno introdotti da Stefano Catucci a Torino e da Gaia Varon a Milano.

Gli oltre 80 appuntamenti del Festival proseguiranno fino al 19 settembre 2020, confermando anche in questo difficilissimo anno l’impegno delle due principali città dell’Italia settentrionale a vivere la cultura come bene comune.

MITO SettembreMusica, con la presidenza di Anna Gastel e la direzione artistica di Nicola Campogrande, gode del contributo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ed è realizzato da Fondazione per la Cultura Torino e I Pomeriggi Musicali di Milano, grazie all’impegno economico delle due Città, all’indispensabile partnership con Intesa Sanpaolo – attuata sin dalla prima edizione –, al sostegno di Compagnia di San Paolo, e degli sponsor Iren, Pirelli, Fondazione Fiera Milano e al contributo di Fondazione CRT.

I biglietti – posto unico numerato a 10 euro (ridotto a 5 euro per i nati dal 2006) – sono già esauriti per il concerto di venerdì 4 settembre al Teatro Regio di Torino in entrambi gli orari (20 e 22.30); ancora disponibili per il concerto di sabato 5 settembre alle 21.00 al Teatro Dal Verme di Milano.

Ulteriori informazioni su www.mitosettembremusica.it.

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