“La grande gelata” del 1956. Quando Agatino lasciò l’Italia per emigrare in Germania. Poi tornò, ripartì… In scena a San Gusmè

Va in scena nell’ambito del Chianti Festival 2017 la prima nazionale di “La grande gelata”. L’appuntamento è a San Musmè (Castelnuovo Berardenga) per giovedì 13 luglio 2017, ore 21.30, repliche venerdì 14 e sabato 15 luglio, ore 21.30. Lo spettacolo, di Matteo Marsan, Dania Hohann e Ulrich Waller, è presentato dal St. Pauli Theater e Teatro Vittorio Alfieri. Nel cast Adriana Altaras, Gianni Ferreri, Peter Franke, Jörg Kleemann, George Meyer-Goll, Daniela Morozzi, Sergio Pierattini,  Stefano Santomauro, Anneke Schwabe, Bebo Storti e il cantiere del Bruscello di Castelnuovo Berardenga. I musicisti sono Mirco Mariottini clarinetti – Sergio Corbini piano elettrico – Giovanni Miatto basso – Carmine Casciello batteria – Silvia Tognazzi voce. Le scene sono di Georg und Paul, i costumi di Bettina Proske/Laura Celesti, luci e audio Cantiere 4.

Il valore della memoria è alla base “La grande gelata”, progetto teatrale firmato da Matteo Marsan, Dania Hohmann, Ulrich Waller, che ripercorre la storia dell’esodo degli italiani negli anni Cinquanta verso la Germania. Un passato ancora vivo nella memoria di molti italiani, il cui ricordo può orientare oggi una visione positiva della vita e dei rapporti umani, una forma di educazione alla convivenza civile.
Un passato di grande attualità, che coinvolge le giovani generazioni, oggi costrette a lasciare l’Italia per cercare lavoro e opportunità all’estero.

Lo spettacolo, in scena da giovedì 13 (prima nazionale) a sabato 15 luglio (ore 21.30), in piazza Castelli nel Comune di Castelnuovo Berardenga (località San Gusmè) è prodotto dal St. Pauli Theater di Amburgo e dal Teatro Alfieri. Una coproduzione italo tedesca che mette in campo un cast di importanti artisti italiani – Gianni Ferreri, Daniela Morozzi, Sergio Pierattini, Stefano Santomauro e Bebo Storti –, interpreti di una delle principali compagnie tedesche, St. Pauli Theater, con sede ad Amburgo (Peter Franke è stato uno tra i primi a rappresentare Dario Fo in Germania), e attori del cantiere del Bruscello di Castelnuovo Berardenga. Oltre sessanta persone coinvolte (tra cui molti bambini e ragazzi), un evento che non riguarda solo la storia di San Gusmè, ma di una regione e di un paese. Lo spettacolo, reduce da una lunga e fortunata tournée in Germania, è recitato in italiano e in tedesco. Lo spettacolo fa parte dell’edizione 2017 del Chianti festival, manifestazione organizzata da Fondazione Toscana Spettacolo onlus con i Comuni di Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti e Castellina in Chianti.

La cronaca
Negli anni Cinquanta e Sessanta l’Italia aveva difficoltà a dare un’occupazione a tutti i suoi abitanti e così, nel 1955, il governo stipulò dei contratti, anche con la Germania, per offrire delle opportunità di lavoro all’estero per chi lo desiderasse.  Dopo una calamità naturale (“la grande gelata”) del febbraio 1956, che causa la morte di quasi tutti gli olivi e vitigni, tanti giovani si lasciano alle spalle il paese, la famiglia, la patria e vanno verso nord, chi a Milano e chi, successivamente, in Germania. Molti di loro arrivano nelle miniere o nelle fabbriche, per esempio a Wolfsburg presso la VW. Sono i primi “emigranti di lavoro” in Germania dopo la guerra, sono chiamati “Gastarbeiter” e importano subito la loro cucina.

Lo spettacolo
Si basa su interviste con rappresentanti di questa prima generazione partiti per la Germania; al centro del racconto il momento della partenza, dell’abbandono della famiglia e dell’arrivo in un paese straniero con tutti i problemi d’integrazione dovuti alla cultura e alla lingua.

La storia
Protagonista è Agatino Rossi (nome di fantasia) la cui famiglia ha perso, da un giorno all’altro, la base della sopravvivenza. Anche lui e i suoi fratelli lasciano il paese, la famiglia, la patria trasferendosi al Nord. Agatino, dopo tante traversie, trova un posto presso la VW a Wolfsburg. Conosce una tedesca dalla quale ha una figlia, Carla. Dopo dieci anni il rapporto si rompe e durante la grande crisi petrolifera dei primi anni ‘Settanta Agatino torna in Italia. Mette su una nuova famiglia con l’amore giovanile del paese diventando di nuovo padre di una figlia che si chiama Maria Grazia. Non resiste a lungo nella vecchia patria dove si sente parzialmente alieno e dove lo avversano come il “tedesco”. Quindi fa ancora domanda per un posto in Germania. Irrequieto e senza vera patria fa la spola tra la Germania e l’Italia senza che le due famiglie sapessero l’una dell’altra, fino alla sua morte.

La messinscena
Al racconto fanno da contrasto le canzoni di quegli anni, le sequenze di cinegiornali tedeschi dell’epoca che documentano le difficoltà dei tedeschi nei confronti degli stranieri venuti dal meridione (era ancora lontana l’odierna “cultura del benvenuto”).

Biglietti – intero €12 / ridotto €10; riduzioni under 14, over 65 e soci Coop.

Info e prenotazioni: 0577 351345
teatrovittorioalfieri.com

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