Livorno, un’altra tappa dell’interessante stagione sinfonica della Fondazione Goldoni. Echi di mondi lontani, di un Oriente misterioso, di mari dai riflessi opalini: successo di Shéhérazade. fascinosa suite sinfonica di Rimskij Korsakov. La recensione di Fulvio Venturi

di FULVIO VENTURI
Continua con successo l’interessante stagione sinfonica della Fondazione Goldoni di Livorno. Il progetto che la sostiene artisticamente è volto all’esecuzione di opere sinfoniche dal grande organico orchestrale e di raro ascolto dal vivo. In questo caso, giovedì 3 e venerdì 4 novembre, Shéhérazade, la fascinosa suite sinfonica di Nicolaij Rimskij Korsakov, ispirata da una storia delle Mille e una Notte, si è udita al Teatro Goldoni.
Bisogna dire che l’ampia e sonora sala dell’architetto Cappellini è particolarmente adatta, tanto per l’acustica generosa quanto per l’imponente dimensione del boccascena, ad ospitare compagini orchestrali numerose, come richiesto dalla scintillante partitura che narra della leggiadra principessa persiana e del suo spietato consorte. Echi di mondi lontani, di un Oriente favolistico e misterioso, visioni di notti stellate, di mari dai riflessi opalini, cupi o lucenti come specchio di gemme fuse. E la voce di una ragazza dagli occhi di velluto nel cui suono melodioso si ode il racconto della navigazione del principe Kalendar e del suo naufragio.
Il mare, elemento prediletto da Rimskij-Korsakov, ufficiale della Marina Imperiale Russa prima che musicista di professione, da lui interpretato in tante pagine magistrali di Sadko e di Zar Saltan, oltre che della presente Shéhérazade.
L’esecuzione, diretta da Eric Lederhandler, si è avvalsa dell’apporto di Ettore Pellegrino, violino di spalla, che ha reso con eleganza i numerosi “a solo” che risultano essere il filo d’Arianna della sequenza musicale, e di altre valorose “prime parti” come Federico Macagno, primo clarinetto e Luciano Corona, primo fagotto. Ma l’intera compagine ha rivelato apprezzabile coesione e brillantezza di suono.
La prima parte della serata ha presentato il Concerto per Violoncello e Orchestra di Alexey Shor con la bravissima solista Kristina Baumane, prima parte della London Symphony (3 novembre) e il Concerto per Violino “Phantasms” dello stesso autore (4 novembre) con la parimenti apprezzabile, e avvenente, violinista Nancy Zhou. Successo molto vibrante.