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La mamma di Valentina, morta dopo la discoteca, dona un’ opera di Maria Gamundi in ricordo delle vittime della strada. Il 20 maggio a Focette inaugurazione della statua che entra nel parco della Scultura di Pietrasanta

Arte, Versilia

Una scultura in ricordo di Valentina Prisco e di tutte le vittime della strada. Si chiama “Spirito Libero Portatrice di Luce” la scultura in marmo realizzata da Maria Gamundi donata dalla mamma di Valentina, Maria Luisa Secchi, che sarà inaugurata lunedì 20 maggio 2019 (alle ore 10.30) sul lungomare di Focette (tra via Dalmazia e viale Roma), nel luogo esatto dove il 20 maggio del 2013 perse la vita in un incidente uscendo dalla discoteca. Sono passati sei anni da quella tragica notte che ha segnato la sua famiglia e quella della città. La scultura prenderà il posto del memoriale con la sua foto che spontaneamente familiari e cari hanno continuato ad omaggiare con fiori e biglietti in questi anni.

L’opera dell’artista venezuelana, ma pietrasantina d’adozione (è stata premiata nel 2015 con il Premio Fratelli Rosselli) entrerà così a far parte della collezione del Parco Internazionale della Scultura Contemporanea di Pietrasanta. Sarà la madre, Maria Luisa, ad inaugurare la scultura insieme al sindacoAlberto Stefano Giovannetti, l’assessore ai Beni, alle Attività Culturali e Turismo, Senatore Massimo Mallegni e la madre di Valentina, Maria Luisa.

“Quando Maria Luisa è venuta da me – ha raccontato la Gamundi – con la richiesta di realizzare una scultura in memoria di sua figlia Valentina e dedicarlo a tutte le vittime della strada e donatori d’organi sono rimasta molto colpita. Mi sono immedesimata con lei, con il suo grande dolore. E’ una grande donna e mamma che sta lottando ancora con tutte le sue forze perché quello che è accaduto a Valentina e alla sua famiglia non possa succedere ancora ad altri. La scultura – spiega la Gamundi – rappresenta una ragazza giovane molto aerea, quasi sospesa fra le nuvole portando una stella in mano. Lei non soffre più. É uno Spirito Libero, Potatrice di Luce. Con questa opera ho cercato di trasmettere quanto sia preziosa e fragile la vita. Quella nostra e quella degli altri. Basta un attimo e una vita non c’é più. Spero tanto che questa scultura faccia riflettere a non mettersi alla guida in stato d’ebrezza o di droghe, se questo accadrà avrà raggiunto il suo scopo e forse salvato alcune vite”.

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