Il Teatro Solvay compie 90 anni e li festeggia con “La Traviata” e il progetto “InOpera” per avvicinare alla lirica anche bambini e ragazzi. Con la direzione artistica di Alessio Pizzech

Concerti e Lirica, Livorno

di ELISABETTA ARRIGHI

Nella “città giardino”, come è stata chiamata Rosignano Solvay, paesone nato intorno allo Stabilimento Solvay negli anni Dieci del Novecento (la delibera comunale per dare il nome al nuovo agglomerato urbano risale al 1917), l’architettura nordica si mescola ad elementi di una mediterraneità che si estrinseca specialmente nei colori delle case. Mentre gli edifici costruiti per le maestranze si presentano in laterizio tipicamente nordeuropeo, con comignoli allungati ed ampi, e con tanti altri elementi architettonici ispirati alle case che popolano città, paesi  e campagne del Belgio, da dove arrivarono Ernest Solvay (con il fratello Alfred) e il nuovo processo chimico finalizzato alla fabbricazione della soda.

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Il teatro Solvay nel 1928, poco prima dell’inaugurazione

Oltre alle case per i dipendenti, la Società Solvay nei primi decenni del Novecento – mentre la fabbrica si allargava ed entravano nel suo perimetro altre lavorazioni chimiche oltre a quella della soda – costruì anche luoghi di svago per il proprio personale, compreso un bel teatro – sempre nel tipico “stile Solvay” – che quest’anno compie novant’anni (nella foto sopra il titolo il teatro è al centro del vecchio collage-cartolina di Rosignano Solvay). Un teatro che, per decenni, grazie alla passione di Dino Lessi, indimenticato direttore-organizzatore, scomparso nel 2005 a 104 anni di età, si è caratterizzato nel tempo come un vero e proprio luogo di allestimento di spettacoli, opere e concerti. Un luogo dove andava formandosi l’identità sociale e culturale della cittadina. Oltre alla prosa –  dal palcoscenico del Solvay sono passate tutte le più grandi compagnie, i più grandi attori e registi della scena italiana (da Vittorio De Sica a Vittorio Gassman, da Gino Cervi a Giorgio Albertazzi, da Annamaria Guarnieri a Valeria Moriconi…) – anche la lirica ha avuto un ruolo importante con la presenza di cantanti indimenticabili, dal livornese Galliano Masini a Magda Olivero.

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Alessio Pizzech

Poi lentamente, in una società in continuo fermento e cambiamento, con mutati equilibri finanziari ed economici, con la Società Solvay sempre meno impegnata nel sovvenzionare le attività extra stabilimento, il declino. E da poco più di due anni anni la rinascita. Nel frattempo il teatro è stato ristrutturato e il passaggio dalla Solvay al Comune di Rosignano Marittimo ha fatto sì che ritrovasse la sua funzione storica. Quella di luogo di aggregazione sociale e culturale che sta piano piano rinascendo grazie alla ripresa delle stagioni di prosa. Ma anche la lirica sta per ritornare, grazie a “InOpera”, un progetto con la direzione artistica di Alessio Pizzech (regista rosignanese che ha conquistato i teatri nazionali e internazionali della prosa e della lirica), e la collaborazione della Fondazione Armunia.

“InOpera”, presentato ufficialmente da Pizzech e dall’assessore alla cultura Licia Montagnani, presente anche Caterina Bellucci dell’Ufficio Cultura, comprende una serie di incontri, seminari, laboratori e spettacoli per incentivare la partecipazione del pubblico ed in particolare dei giovani e delle scuole, alle attività del Teatro Solvay. “Un luogo intorno al quale – è stato ribadito – la città ha costruito la propria identità culturale”.

Proprio l’assessore Licia Montagnani ha ricordato la sua passione per la lirica nata nella grande sala teatrale rosignanese, dove da piccola seguiva i nonni nelle sere in cui andava in scena un’opera. Evidente, quindi, la sua “passione e desiderio” di voler riportare la lirica a Rosignano, “reinserendo il seme della conoscenza nelle nuove generazioni”. Partendo dalla scuola materna per arrivare alle superiori, coinvolgendo nel progetto anche soggetti privati del territorio, dagli alberghi (che hanno offerto ad esempio alcune stanze per ospitare gli artisti) alle piccole attività per poter avere nuovamente “un teatro vivo”.

Alessio Pizzech, da parte sua, ha parlato del suo “ritorno” in un luogo che ben conosce da quando era bambino e di quel teatro condotto da Dino Lessi nel quale la comunità si riconosceva e partecipava fattivamente alla “costruzione” degli spettacoli (chi cuciva i costumi di scena, chi dipingeva le scene…). Con il progetto “InOpera” vengono avvicinati complessivamente 1400 studenti del territorio e per ciascuna età sono stati costruiti dei percorsi ad hoc che avranno il loro momento pubblico nel cartellone che proponiamo a seguire.

*** IN-OPERA: DAL PASSATO AL FUTURO

Il progetto “InOpera”, come già accennato, vuole riannodare i fili di un tessuto sociale e culturale su cui si è sviluppata l’identità della collettività, per accompagnarla verso il futuro.

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La locandina di un evento in ricordo Dino Lessi

Coinvolge professionisti della lirica, le scuole del territorio – insegnati e alunni dall’infanzia alle superiori -; le associazioni storiche che portano avanti il canto e la musica – Schola Cantorum, associazione musicale “Bacchelli”, Filarmonica Solvay – e le imprese locali che supportano il progetto affiancando i main sponsor Società Solvay e Porto Marina Cala de’ Medici. Ci sono anche altre  realtà, come l’Università popolare (rappresentata alla presentazione da Gianfranco Montagnani) che nella sede del teatro ha sempre seguito lo sviluppo di varie attività culturali e il Rotary (rappresentato da Viviano Viviani). Collabora al progetto anche l’Associazione Lirica Concertistica Italiana (Aslico, sede in Lombardia), da anni impegnata nella divulgazione della lirica con Opera Education, una piattaforma di educazione musicale che spiega la lirica ai bambini e ragazzi da 0 a 18 anni, progettando percorsi didattici per le scuole e coinvolgendo i giovani in spettacoli lirici adatti a diverse fasce d’età.

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Laboratorio per insegnanti

Il progetto (costo circa 38mila euro, più servizi vari che vedono il contributo degli sponsor) ha avuto una fase preparatoria ius settembre durante il “Settembre pedagogico” con una conferenza per gli insegnanti e il laboratorio (per insegnanti) di preparazione ai progetti di”Carmencita” e “Carmen” per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado del Comune di Rosignano Marittimo in collaborazione con Opera Education, Teatro Sociale di Como e Aslico.

GLI SPETTACOLI / Dall’8 novembre 2018 cominciano gli spettacoli al Teatro Solvay, sia in edizione matinée per le scuole che in edizione serale. Verrà inoltre allestita nella sala teatrale una sezione visiva d’archivio e foto d’epoca relativi alla tradizione operistica a Rosignano.

  • Il cartellone è aperto l’8 novembre alle ore 21 da “Va’ pensiero. Un teatro lungo un secolo. Gran spettacolo lirico” ideato e condotto da Alessio Pizzech e Guido Barbieri. La serata inaugurale è anche l’occasione per ricostruire i 90 anni del Teatro Solvay dalle origini ai nostri giorni. Un  pianoforte, un coro e un gruppo di solisti (fra cui Raffaella Angeletti soprano, Giuseppe Di Stefano tenore, Michele Pierleoni – Alessandro Marinello e Niccolò Casi baritoni) faranno riascoltare i frammenti delle opere allestite al teatro dalla fondazione. Partecipano le classi quarte e quinte del secondo Circolo didattico di Rosignano.
  • Il 23 novembre 2018 appuntamento in matinée (ore 9 e ore 11) di “Carmen. La stella del circo di Siviglia) tratta dalla celebre opera di Bizet (1875) rivisitata per i bambini da Aslico nell’ambito di  Opera Education. Viene allestita un’opera i quattro quadri per le scuole elementari e medie con adattamento musicale e drammaturgo a cura di Aslico. Direttore d’orchestra Azzurra Steri.
  • Il 24 novembre 2018 alle ore 21 appuntamento con “La Traviata”. Fu proprio l’opera di Giuseppe Verdi (1853) ad inaugurare il Teatro Solvay nel maggio del 1928. Si tratta del melodramma in tre atti che narra la tragica vicenda d’amore di Violetta e Alfredo (libretto di Francesco Maria Piave tratto da La Dame aux Camélias di Alexandre Dumas figlio). La produzione Aslico – Pocket Opera propone la rappresentazione integrale dell’opera (con trasposizione in epoca contemporanea) ma con orchestrazione e messa ius cena adatta per i piccoli teatri storici. In scena tredici cantati (di età compresa fra 25 e 35 anni) accompagnati dall’Orchestra 1813.
  • Il 7 dicembre 2018 ci sarà invece l’allestimento in matinée (sempre alle 9 e alle 11) per le scuole materne di “Carmencita”, produzione di Aslico con Opera Kids. La trasposizione drammaturgia dell’opera effettuata da Luana Graegna e Simone Faloppa, con la drammaturgia musicale Federica Falascioni, prevede una cantante, un attore, dei burattini bizzarri e un pianoforte per raccontare la creatività di Bizet e ilsuo viaggio per terminare “Carmen”.
  • Il 30 novembre 2018 al Centro Culturale Le Creste di Rosignano Solvay il progetto prevede la presentazione del libro “Meno grigi più Verdi. Come un genio ha spiegato l’Italia agli italiani” di Alberto Mattioli. Interviene con l’autore il giornalista della Repubblica Luca Baccolini.

I BIGLIETTI / Per gli spettacoli serali il prezzo è di 15 euro per i primi posti (13 ridotti) e 12 per i secondi posti (10 euro ridotti). Le riduzioni sono previste per under  26, over 65, Gruppo Filarmonico Solvay, Schola Cantorum, Scuola Musicale Bacchelli, Università Popolare. Prevendite presso il Teatro Solvay il giorno prima dalle 18 alle 20 e il giorno stesso degli spettacoli dalle 17 alle 21.

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