Attorno alla figura del regista polacco Tadeusz Kantor. Al Cisternino di Città a Livorno il 31 maggio e il 1° giugno evento degli allievi Master dell’Accademia Dimitri

Livorno, Teatro e Danza

Venerdì 31 maggio e sabato 1° giugno 2019 gli allievi della Classe Master dell’Accademia Dimitri (una delle più rinomate accademie di teatro fisico d’Europa) proporranno un evento site specific all’interno del “Cisternino di Città” di Livorno. La performance chiuderà un percorso di due settimane, che ha visto coinvolti i ragazzi, diretti da Elisa Canessa e Federico Dimitri, attorno alla figura del grande regista polacco Tadeusz Kantor (nella foto sopra il titolo, da Facebook).Le due repliche, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, si terranno a partire dalle ore 19.30 al Cisternino di Città (ingresso da Largo del Cisternino 13), venerdì 31 maggio e sabato 1° giugno.

Il progetto è curato dalla Compagnia Dimitri Canessa e organizzato in collaborazione con il Comune di Livorno, l’Accademia Teatro Dimitri e la Fondazione Teatro Goldoni.

***Progetto MELODIKA KANTORIANA (crepino gli artisti)

Primo periodo di lavoro: dal 6 al 17 maggio 2019 (Accademia Teatro Dimitri)

Secondo periodo di lavoro: dal 27 al 30 maggio 2019 (Livorno, Cisternino di Città)

Repliche: 31 maggio e 1° giugno 2019 (Livorno, Cisternino di Città)

direzione: Elisa Canessa e Federico Dimitri
con: Dzhuraeva Makhina
Gu Tianyu
König Paula
Larcher Lukas
Pscolkova Marketa
Prod’hom Margot
Wagner Nora
Lunque Jimenez Antonio Ramon
Moeschler Sara

La Compagnia Dimitri/Canessa propone a Livorno un progetto Master per gli allievi dell’Accademia Teatro Dimitri, concepito in forma di site-specific all’interno dei locali del Cisternino di Città, e dedicato al teatro del grande regista polacco Tadeusz Kantor. Un progetto in cui l’edificio stesso del Cisternino non è semplicemente il “contenitore” della rappresentazione, ma diventa punto centrale dello spettacolo, materia viva che grazie alla magia del teatro coinvolge in modo attivo spettatori e performer.

Si tratta quindi di un intervento artistico pensato ad hoc per questo luogo e che in esso, e partendo da esso, si sviluppa. Un progetto in cui l’architettura stessa del Cisternino, i suoi spazi, i suoi volumi contrastanti, le superfici, i pieni e i vuoti vengono usati come materia d’indagine, stimolo creativo e supporto per gli attori-performer.

Da anni la Compagnia lavora in ambito teatrale mischiando discipline, linguaggi, lingue. Sosteniamo da sempre l’importanza dello scambio e della contaminazione culturale. Per questo, riteniamo che poter sviluppare all’interno della Casa della Cultura un progetto che coinvolge ragazzi provenienti da diverse parti del mondo e che hanno scelto di fare dell’arte il proprio mestiere, sia qualcosa che possa arricchire e stimolare riflessioni positive rispetto ai grandi temi di interazione e condivisione.

Coincidenza felice è inoltre il fatto che Livorno abbia stipulato un patto d’amicizia proprio con Pedemonte e Centovalli, i due comuni del Locarnese dove l’Accademia Teatro Dimitri ha sede e dove rappresenta, senza dubbio, la realtà culturale più significativa e di riferimento per l’intera Svizzera.

Indicazioni/Appunti/prime idee:

I personaggi kantoriani sono una sorta di clown grotteschi, gli stati emozionali normali si trasformano in estremizzazioni emotive, in angosciose, ipertrofie, maschere, ghigni. Sono materia bruta, primaria. L’articolazione verbale umana si mescola alle forme più remote e selvagge (latrati di mute di cani) e sonorità crudeli sviluppandosi in una sorta di gramelot. L’azione è sempre estremamente concreta, anche se non necessariamente realistica. L’immagine però si presenta carica di rimandi poetici, simbolici. La comunicazione avviene essenzialmente attraverso il corpo.

Negli spettacoli di Kantor tema ed elemento costantemente riconoscibile è senza dubbio quello della memoria. Egli cerca di mettere in evidenza che il nostro passato finisce col diventare una riserva dimenticata dove, a fianco dei cliché, dei ritratti di coloro che un tempo ci erano cari, si trascinano alla rinfusa fatti, oggetti, vestiti, volti. La loro morte è soltanto apparente: basta toccarli perché comincino a far vibrare la memoria e a far rima con il presente. Questo, traduce l’aspirazione ad una vita piena e totale che abbraccia passato, presente e futuro. Nella memoria del bambino si conserva sempre e solo una caratteristica: dei personaggi, delle situazioni, degli eventi, del luogo e del tempo… Ciò sarà punto di partenza e nutrimento nel lavoro, per dar vita a situazioni e personaggi al contempo poetici e grotteschi, comici e poetici.

“La stanza della mia infanzia

è scura, un BUGIGATTOLO ingombro.

Non è vero che la stanza dell’infanzia

nella nostra memoria

rimane soleggiata e luminosa.

E’ tale soltanto

in una convenzione letteraria di maniera.

Si tratta di una stanza MORTA.

E di morti.

Invano la metteremo a posto.

Morirà sempre.

Se tuttavia ne estraessimo anche degli effimeri

frammenti

– un pezzo di divano,

i gambali gialli di mio padre,

e il pianto della mamma,

e il viso di qualcuno dall’altra parte del vetro

della finestra –

è possibile che allora inizi a delinearsi la nostra vera

STANZA dell’infanzia.

Aldilà, una STRADA si perde nel fondo,

e al termine un palazzo rosa a più piani.

Da quest’angolo spariva mia madre,

quando partiva per un lungo periodo,

dietro quella svolta

che era la FINE DEL MONDO.

Ecco la stanza della mia infanzia,

che rimetto sempre a posto

e continuamente muore,

insieme ai suoi inquilini, del resto.

Gli inquilini sono la mia famiglia.”

Bibliografia consigliata: T. Kantor, il teatro della morte.

Tazeus Kantor.

Nato nel 1915 a Wielopole, piccola città della Polonia. Nel 1942 crea clandestinamente a Cracovia il “Teatro Indipendente” in cui riunisce giovani pittori ed artisti. Nel 1955 fonda il gruppo “Cricot 2”: luogo di libero incontro di artisti e teatranti proprio come il gruppo “Cricot”, nato dall’anagramma delle parole “To circ” cui Kantor vuole rendere omaggio. Durante la seconda guerra mondiale e negli anni seguenti elabora la sua poetica teatrale, di cui uno degli aspetti salienti è la precarietà dell’esistenza, sperimentata in modo tangibile durante il periodo bellico. Grazie alla sua costante ed appassionata opera di ricerca teatrale si esprime in vari manifesti poetici fino a giungere nel 1975 all’elaborazione del manifesto cardine della sua opera, il “Teatro della Morte” nonché alla creazione dello spettacolo che gli darà notorietà mondiale e che ancora oggi continua ad essere considerato una tappa fondamentale della ricerca teatrale del Novecento: “La classe morta”.

Compagnia Dimitri/Canessa

Elisa Canessa e Federico Dimitri decidono nel 2013 di rendere autonomo il proprio percorso lavorativo dando vita ad una propria ricerca teatrale. Nasce così la Compagnia Dimitri/Canessa. Parallelamente entrambi continuano il loro lavoro di interpreti per numerose compagnie di Danza e di Teatro. La Compagnia Dimitri/Canessa è apprezzata per il suo lavoro di ricerca, per i suoi spettacoli continuamente in bilico tra danza, teatro e performance, caratterizzati da un registro che spazia dalle tinte drammatiche a quelli più smaccatamente comiche e grottesche. Il tutto supportato da un forte senso estetico condiviso. L’interesse principale non è quello di dare alla ricerca un significato intellettuale precostituito, ma piuttosto quello di porsi in totale apertura verso la vastissima gamma di sensazioni umane, dalle più profonde alle più apparentemente banali e ridicole, che possano però far emergere il “mito”, sia esso positivo o negativo, iscritto all’interno di ogni essere vivente.

La compagnia lavora sia in Italia che all’estero, in particolare in Svizzera, ed ha al suo attivo tre spettacoli: Bruno (2013), spettacolo vincitore del FIT, Festival Internazionale di Teatro di Lugano e nominato tra i migliori spettacoli della stagione milanese 2017/18 da Milano Teatri; ..di Giulietta e del suo Romeo (2014) e Hallo! I’m Jacket! (2016), spettacolo che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, finalista In-Box, Premio Nazionale per il Teatro Contemporaneo 2017 e vincitore del bando l’Italia dei Visionari per Kilowatt Festival 2017.

I lavori della compagnia Dimitri/Canessa sono sostenuti dall’Associazione Sosta Palmizi, da MiBAC dipartimento dello Spettacolo e dalla Regione Toscana-Settore Spettacolo.

Oltre all’attività produttiva, la compagnia è impegnata in ambito formativo e tiene laboratori di teatro e movimento in Italia e Svizzera, collaborando tra gli altri con l’Accademia Teatro Dimitri di Verscio, con la Atelierschule Liceo Stainer di Zurigo e con la Raphaelschule, scuola di Alta Pedagogia di Zurigo

www.dimitricanessa.com

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