A Lari Turandot diventa l’Ombra della Luce. Uno spettacolo in chiave multidisciplinare che mescola lirica, prosa, danza e musica pop (di Franco Battiato). Con l’Orchestra della Fondazione Goldoni di Livorno diretta da Mario Menicagli. Da vedere e da sentire. La recensione di Fulvio Venturi

di FULVIO VENTURI

Contaminazioni. Soggetto, Turandot di Puccini, che diventa Turandot – L’Ombra della Luce. Focalizzazione, il finale mancante dell’opera. Nello spettacolo, composto in chiave multidisciplinare dal regista Loris Seghizzi, coadiuvato da Manuela Lo Sicco e Sabino Civilleri, si alterna l’esecuzione della partitura pucciniana con la recitazione, la danza, la musica pop, in questo caso di Franco Battiato. (A Lari, nell’ambito del Festival Collinarea).

Spettacolo non privo di suggestioni, da vedere e da sentire.

A capo dell’Orchestra della Fondazione Goldoni di Livorno, sul palco di Piazza Matteotti, Mario Menicagli ha condotto con entusiasmo e perizia questo spettacolo tutt’altro che facile, dove la cerebralità si sostituisce all’edificio logico della partitura. Il flusso sinfonico è messo in evidenza dall’assenza dei cantanti lirici, presenti solo in alcuni passi come il finale del primo atto, parte degli enigmi, “Nessun dorma” e la morte di Liù (soprano Noemi Umani e tenore Alfonso Zambuto). Al coro, più che mai voce e sentimento del popolo, è demandata la trasmissione dell’impatto sonoro e agli attori, che citano passi più o meno esatti del libretto di Simoni e Adami, la narrazione della vicenda. Su un secondo palco, situato ai Giardini del Comune, collegato in video a quello di Piazza Matteotti, un attore evidenziava l’ansia, il tormento di Giacomo Puccini di fronte sia al finale mancante della sua ultima opera che alla fine della sua medesima vita e un duo pop eseguiva musiche di Franco Battiato, individuato come “uno dei musicisti che più ha indagato, attraverso vere e proprie contaminazioni musicali, su vari piani,  inserendo la musica classica e le voci liriche nelle proprie composizioni.” 

 

Dunque lo spettacolo si è concluso con la sostituzione della figura di Giacomo Puccini con quella di Franco Battiato nell’impresa impossibile di comporre il finale mancante di Turandot.

Da sottolineare l’ottima prova dell’orchestra e la prestazione di alto livello del CLT Coro Lirico Toscano ben preparato in questa occasione da Stefano Adabbo.

I crediti della serata sono poi da assolvere a Iris Barone, Alice Bosio, Sveva Gini, Alice Giulia Di Tullio, Spencer Barone, Filippo Brancato, Eros Carpita, Walter Barone, Nicola Finozzi, Luca Bicchielli.

Giovanni Bracci (chitarre), Giacomo Macelloni (batteria), Carlo De Toni (basso), Luca Ciarfella (tastiere e  programmazioni), Sofia Mazza (pianoforte), Daniela Bulleri  (voce), Francesco Oliviero (voce)

scrittura e regia Loris Seghizzi
collaborazione alla regia Sabino Civilleri
collaborazione alla scrittura Edoardo Mancini
assistente alla regia Sergio Masiero
regia del coro teatrale e del coro lirico Manuela Lo Sicco
regia video Nico Lopez Bruchi
progettazione costumi Eros Carpita
realizzazione costumi Manifatture Digitali Cinema
scenografie Cesare Inzerillo
sound editing Mirco Mencacci
progetto sonoro Gabriele Guidi
progetto luci Michele Fiaschi
direttrice di produzione Elina Pellegrini
produzione Collinarea Festival Del Suono 2023
sostegno alla produzione Coro Lirico Toscano e Manifatture Digitali Cinema

Un pubblico molto folto ha seguito i diversi momenti della serata (28 luglio 2023)

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