25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne. Letture, lettere, iniziative, panchina rosse… gli appuntamenti a Livorno, Cecina, Siena, Rosignano Marittimo

Da non perdere, Livorno, Siena

LIVORNO / UNA PANCHINA ROSSA E I RAPPORTI DEL CENTRO ANTIVIOLENZA

Mercoledì 25 novembre, si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Per l’occasione il Comune di Livorno installerà simbolicamente una targa ad una panchina dipinta di rosso al parco delle Terme del Corallo. La breve cerimonia è prevista per le ore 15 alla presenza del sindaco Luca Salvetti e della vicesindaca Libera Camici. (Sopra il titolo, la targa – Comune di Livorno).

“L’Amministrazione comunale – precisa la vicesindaca – ha ricevuto diverse richieste da parte di associazioni per iniziative analoghe. Stiamo lavorando per individuare le procedure corrette per la loro realizzazione e quindi nei prossimi mesi verranno sicuramente individuate altre panchine da colorare di rosso come monito contro la violenza”.

La sera di domani inoltre il Palazzo Comunale verrà illuminato di arancio, un altro dei colori internazionalmente riconosciuti come simbolo per mantenere viva la memoria sulle troppe donne vittime, affinché possano diventare sempre meno. Di arancio si colorerà anche il Gazebo della Terrazza Mascagni, per iniziativa del Soroptimist Club di Livorno sempre in collaborazione con il Comune.

L’Amministrazione comunale fa proprio inoltre l’appello che anche quest’anno lancia il Centro Antiviolenza Ippogrifo APS che ha sede al Centro Donna del Comune di Livorno: “Basta rosa in cronaca nera”.

A seguire un rapporto sugli interventi svolti nell’ultimo anno dal Centro Antiviolenza Ippogrifo:

“La violenza maschile sulle donne non si ferma e il perdurare della crisi economica, il permanere dell’emergenza da Covid-19 hanno ulteriormente messo a rischio la vita di tantissime donne. Le limitazioni alla libertà individuale, la prolungata condivisione degli spazi domestici col partner, hanno determinato per la donna vittima un surplus di paura, stress e angoscia. La casa “luogo protetto” si è trasformato in un inferno dove la donna ha finito per trovarsi senza nessuno spazio di libertà. 

Il Centro Antiviolenza (CAV) è considerato servizio essenziale in quanto strumentale al diritto della donna anche dal punto di vista della salute. Nella prima fase della pandemia (lockdown 4 marzo-29 maggio 2020) il CAV è rimasto chiuso ma non ha interrotto il servizio. Le operatrici hanno affrontato da remoto “l’emergenza nell’emergenza sanitaria”. In questo periodo è stato riscontrato un calo di richieste di aiuto, come se le donne avessero abbassato con il loro silenzio il livello del conflitto con il partner maltrattante. Quando la convivenza forzata ha ulteriormente aggravato le situazioni di violenza, le donne hanno saputo trovare “voce” per parlare. 

Il CAV, con l’attivazione della modalità da remoto per rispondere all’emergenza, non ha mai lasciato sole le donne e ha garantito la continuità del servizio, attivo 24 ore su 24 con il numero di emergenza 320 9624006, anche in collegamento con il numero nazionale del 1522. Attraverso il trasferimento di chiamata, le donne hanno potuto confrontarsi con psicologhe e avvocate, denunciare situazioni di disagio e trovare risposte adeguate.

ECCO I DATI

A fronte di situazioni di rischio alto, in sinergia con i partner della Rete Antiviolenza Città di Livorno, il CAV ha aperto la porta per incontri in presenza, nel rispetto delle disposizioni normative, per assicurare la necessaria sicurezza.

Il CAV durante questa fase ha ricevuto 68 richieste per altrettanti colloqui di consulenza specialistica. Per 5 di queste sono stati organizzati incontri in presenza e avviato il percorso di accompagnamento.

In questa fase critica sono pervenuti 3 casi di violenza a rischio alto e di tale gravità da  avviare il percorso di allontanamento della donna, 1 di queste con minore, dal luogo di residenza verso una struttura idonea per l’isolamento nei primi 14 giorni e  a seguire  l’inserimento in Casa Rifugio ad indirizzo segreto. Tali segnalazioni di urgenza sono pervenute dalle zone della ASL Valdera, dal Comune Empoli e dalla ASl di Piombino, attraverso la Federazione Ginestra Antiviolenza di cui Ippogrifo è partner. Durante questa seconda ondata di emergenza covid19, il CAV Ippogrifo sta mantenendo attivo il servizio anche in presenza. Dal gennaio ad oggi sono 165 le donne che si sono rivolte al CAV e 104 quelle prese in carico. Sono ospiti della casa rifugio 2 nuclei familiari costituiti da 2 donne e 3 bambini”.

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ROSIGNANO MARITTIMO / LETTERA DEL SINDACO DANIELE DONATI E DELL’ASSESSORE BENIAMINO FRANCESCHINI PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne giunge quest’anno in un periodo complesso e inedito, che vede il mondo intero unito per sconfiggere una pandemia che sta colpendo in profondità la socialità e le relazioni di base. Il Covid-19 sta dimostrando che in momenti di emergenza la comunità internazionale può unirsi nell’azione e nella solidarietà per risolvere le minacce: questo è lo stesso spirito che deve essere richiamato per contrastare i fenomeni della violenza di genere ovunque si manifestino.
Dall’inizio della pandemia gli episodi di violenza domestica su donne e bambine a livello globale sono aumentati, senza contare i casi di deprivazione, costrizione e sfruttamento che vanno ad aggravare un quadro che già non era rassicurante, nonostante gli sforzi costanti delle Istituzioni e dei cittadini. Il luogo simbolo della difesa contro il Covid-19, ossia la casa, è per molte donne la prigione della convivenza forzata con la violenza, al punto che lo stesso Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha lanciato un appello per la pace in tutte le case del mondo.
Il rapporto dell’ISTAT “Violenza di genere al tempo del Covid-19” riporta dati allarmanti, che devono spingere ciascuno di noi all’azione: tra il 1° marzo e il 16 aprile 2020 le telefonate al numero antiviolenza 1522 sono aumentate del 73% rispetto allo stesso periodo del 2019, il che significa che le richieste di aiuto sono state oltre 5mila, con più di 2mila donne che hanno denunciato casi di violenza, nella quasi totalità (93,4%) commessi in casa.
Non possiamo in alcun modo lasciare sole le donne e le bambine, che troppo spesso sono costrette al silenzio dalla paura e dalla vergogna, vincolate tra le mura della solitudine, di relazioni asfissianti o dello stigma sociale che ancora persiste, colpite persino in ambienti che dovrebbero garantire sicurezza e progresso, dalle sedi di lavoro alle aule scolastiche.
Oggi più che mai dobbiamo invece essere coscienti che esistono molteplici forme di violenza e non tutte lasciano segni visibili sul corpo: le violenze psicologiche, economiche o verbali, solo per citarne una parte, colpiscono le donne lasciando ferite altrettanto profonde e spesso mai davvero rimarginabili.
È nella costante attenzione e nella collaborazione che dobbiamo ampliare le basi per un contrasto senza quartiere alla violenza di genere in Italia e nel mondo, cominciando dalle nostre reti sociali, dalla tutela dell’infanzia e dall’abbattimento degli stereotipi nella nostra quotidianità. C’è un impegno fondamentale che come cittadini dobbiamo assumerci proprio lì dove ci troviamo a vivere, dalla famiglia alla scuola, dagli uffici alle strade di ogni giorno: essere sempre sensibili rispetto agli altri e vigili circa i segnali anche precoci degli abusi.
Il seme della violenza di genere può trovare facilmente terreno accogliente, perché spesso transita dal silenzio, dallo sguardo distolto, dalla parola leggera. Contro la violenza di genere occorre una grande alleanza tra Istituzioni e cittadini, ma soprattutto tra individui, con tutto il portato delle esperienze personali che ci rendono genitori, amiche e amici, colleghe e colleghi, compagne e compagni. E in questo è fondamentale il ruolo degli uomini, affinché essi escano dagli stereotipi e abbiano il coraggio di riconoscere le proprie emozioni e i propri limiti, osservando con attenzione il mondo e prendendo posizione contro la violenza diretta e indiretta, contro la violenza dei gesti così come contro la violenza dei giudizi silenziosi.
Il Comune di Rosignano Marittimo ha da sempre proseguito sulla via solida della lotta alla violenza di genere, attraverso l’impegno attivo nelle reti antiviolenza, la continua azione politica e amministrativa volta a rimuovere gli ostacoli, il supporto e la gratitudine verso le Istituzioni e il terzo settore, il sostegno alla Commissione Pari Opportunità, un organismo recentemente ricostituito e ritenuto un fondamentale riferimento per i diritti della cittadinanza. Da qui anche la volontà dell’Amministrazione di rafforzare il sistema antiviolenza, con il proposito di realizzare nel nostro territorio un nuovo presidio per il contrasto di questo terribile fenomeno e l’accoglienza delle vittime.

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CECINA / SENZASESENZAMA, MARATONA DI LETTURE E RIFLESSIONI

In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne il Comune di Cecina in collaborazione con Nuovo Teatro dell’Aglio organizza “SenzaSeSenzaMa” a cura di Alessio Pizzech.

Una maratona di letture e riflessioni in diretta live streaming dalle ore 16 alle 22 del 25 novembre 2020 direttamente dal teatro De Filippo con associazioni e cittadini che si alterneranno nei loro numerosi interventi.

Ad aprire il pomeriggio, direttamente dal palcoscenico, sarà il sindaco Samuele Lippi al quale seguiranno, assieme al coordinatore Alessio Pizzech, gli assessori Lucia Valori, Gabriele Bulichelli e Maria Grazia Rocchi che porteranno ciascuno la propria personale testimonianza. Durante la maratona interverranno poi anche la presidente del Consiglio Comunale Sabrina Giannini, oltre a molte donne, ma anche uomini, questa volta in collegamento, appartenenti ad associazioni o sindacati, ma anche semplici lavoratori e cittadini che con un pensiero, una canzone o una poesia daranno il loro contributo sul tema.

Un’altra maratona di letture e riflessioni, questa volta in occasione della Festa della Toscana, dal titolo “Dovere morale/Diritto Civile” si terrà invece lunedì 30 novembre, sempre a cura di Alessio Pizzech e sempre dal palcoscenico del teatro De Filippo dalle ore 16 alle 22.

“Con l’iniziativa in programma mercoledì – ha commentato l’assessora alla Cultura Lucia Valori – vogliamo celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ma anche e soprattutto viverla nel vero senso della parola grazie a moltissime testimonianze di donne ma anche di uomini che porteranno il loro importante contributo per una problematica che purtroppo ad oggi non è ancora stata sconfitta. La giornata avrà quindi un filo conduttore con quella del 30 novembre in cui si celebra invece la fine di un’altra violenza, l’abolizione della pena di morte. La Toscana è stata infatti la prima Regione italiana ad eliminarla”.

E ancora: “Si tratta di due maratone idealmente collegate durante le quali si alterneranno per ciascuna, in diretta dal De Filippo o in collegamento streaming, i cittadini o le attività più rappresentative del nostro territorio”.

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SIENA / SEDICI GIORNI DI ATTIVISMO DAL 25 NOVEMBRE AL 10 DICEMBRE – Orange the World

Il Soroptimist International Club di Siena in campo con più iniziative in occasione della ricorrenza del 25 novembre, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.Istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite partendo dall’assunto che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani. E proprio da tale considerazione è nata negli anni più recenti l’idea dei 16 giorni di attivismo che legano il 25 novembre al 10 dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti dell’Uomo.

Due date particolarmente importanti per il Soroptimist International, impegnato a diffondere la promozione dei diritti umani ed a contrastare ogni forma di violenza alle donne, da quella più conclamata, che ogni giorno ci viene ricordata da notizie terribili sulle prime pagine dei giornali, a quella più nascosta e peraltro molto diffusa, che colpisce tante donne tra le mura domestiche.

Come ogni anno, per dire no alla violenza contro le donne, il Soroptimist International d’Italia sosterrà la campagna internazionale “Orange The World” promossa da UN Women delle Nazioni Unite e dal Soroptimist International of Europe, per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile. 16 giorni per promuovere e realizzare iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica, utilizzando in tutta la comunicazione il colore arancione, simbolo di un futuro senza violenza di genere, sotto qualsiasi forma essa si manifesti: fisica, psicologica, economica.

E proprio quest’anno il Soroptimist International sta profondendo un impegno ancora più concreto e diffuso al contrasto della violenza sulle donne, poiché l’emergenza generata dall’epidemia di COVID-19 e il conseguente lockdown hanno comportato un aumento esponenziale del rischio di violenza; come indicano i dati della UNFPA, l’agenzia delle Nazioni Unite, solo nei primi tre mesi di confinamento, aggressioni e femminicidi sono incrementati del 20% in tutti gli Stati Membri e secondo uno studio dell’ONU, quest’anno potrebbero esserci 15 milioni di casi di abuso in più se l’obbligo di restare a casa sarà prolungato nei prossimi mesi, perché troppo spesso è proprio in famiglia, dentro le mura domestiche che avvengono. In Italia, secondo quanto emerge dai dati di un recente studio ISTAT, le chiamate al 1522, numero verde messo a disposizione dal Dipartimento delle Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio, sono in forte aumento; il confronto tra il 1 marzo ed il 16 aprile di questo anno e lo stesso periodo del 2019, evidenzia un 73% di telefonate per richiesta di aiuto in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tale incremento non è attribuibile necessariamente solo a maggiore violenza ma anche alle campagne di sensibilizzazione che hanno fatto sentire le donne meno sole, come quella fortemente sostenuta dal Soroptimist International “Se sei vittima di violenza, in farmacia chiedi la mascherina 1522 – è un codice per far sapere che hai bisogno di aiuto”. A fronte però di chiamate in crescita al numero antiviolenza, diminuiscono drasticamente le denunce ricevute dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato, per maltrattamento, lesioni, percosse rispetto allo stesso periodo del 2019; in particolare le denunce per maltrattamenti in famiglia sono diminuite del 43,6%, la maggior parte delle vittime non denuncia la violenza subita, proprio perché consumata per lo più all’interno dei contesti familiari.

Il Soroptimist International Club di Siena è presente con varie iniziative, nonostante le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria in corso ed ha scelto di proporre azioni che vanno a sostenere e “accendere” l’attenzione direttamente sulla rete volta all’assistenza delle vittime e sui luoghi deputati a proteggerle ed accoglierle per un percorso di autonomia dai loro maltrattanti.

Le iniziative a Siena e provincia di Soroptimist

 Come prima cosa, è stata effettuata una donazione di 300 mascherine di colore arancione al Comando di Polizia Municipale di Siena, che ha aderito alla iniziativa con entusiasmo tramite il Comandante Tafuro. Le mascherine verranno indossate dall’intero Corpo dei Vigili il 25 novembre ed il 10 dicembre, inoltre saranno indossate dalle Vigilesse durante i 16 giorni di attivismo. Un messaggio simbolico per richiamare l’attenzione sul fatto che il lockdown dovuto all’emergenza che stiamo vivendo colpisce più duramente alcune persone rispetto ad altre; le mascherine quindi come protezione imprescindibile contro il Covid-19 ma anche come simbolo della impossibilità per le vittime di violenza di chiedere aiuto durante la pandemia.

Altre 200 mascherine arancioni, accompagnate da locandine con una comunicazione grafica dello stesso colore, sono state donate al Comune di Siena e per il tramite dell’Assessore alle Pari Opportunità Clio Biondi Santi a tutta la Giunta Comunale, oltre che alla UniCoop ed alcune farmacie della città, chiedendo al personale di indossarle nella giornata del 25 novembre.

Altra iniziativa sarà l’illuminazione della Caserma presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Siena, grazie all’adesione della richiesta da parte del Colonnello Ferrucci. Il Soroptimist International ha ricordato il rapporto di stretta collaborazione con l’Arma dei Carabinieri tramite la sottoscrizione dei Protocolli d’Intesa per la creazione della “Stanza tutta per sé”- ad oggi ben 170 realizzate dai club sul territorio nazionale e presente nella nostra città dal 2016 – chiedendo per quest’anno ai Comandi che anche le “Stanze” si accedessero simbolicamente di arancio per ricordare a tutti che c’è un luogo sicuro pensato dal Soroptimist a cui rivolgersi e per dare un messaggio ben visibile come questo, in un momento ancor più difficile cui la pandemia ha tragicamente elevato la violenza domestica e di genere colpendo sempre più mogli e madri.

L’Amministrazione Comunale di Siena ha aderito anche per quest’anno alla campagna “Orange The World” e sarà illuminata la Cappella del Palazzo Comunale in Piazza del Campo di colore arancione nei giorni 25 novembre e 10 dicembre, accendendo così uno dei monumenti simbolici della nostra città. Con grande soddisfazione hanno aderito all’iniziativa anche le Amministrazioni di Poggibonsi, che illuminerà il Palazzo Pubblico e la fontana di Piazza Mazzini, il Comune di San Gimignano che illuminerà il Palazzo Pubblico, i Comuni di Castellina in Chianti, Sovicille, Chiusdino, Murlo e Monticiano che illumineranno il Palazzo Pubblico o un altro monumento significativo del proprio territorio.

Dopo il successo riscontrato nelle scorse edizioni, il Soroptimist International Club di Siena anche quest’anno distribuirà i segnalibri e le shopper “Orange the World” nelle librerie, farmacie ed in molti negozi così da colorare di arancio le vie della città e veicolare il messaggio della campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.

Infine, per donare un concreto supporto economico ad associazioni e centri antiviolenza che quotidianamente grazie al loro sostegno telefonico, ai colloqui personali, all’ospitalità in case rifugio, alla consulenza psicologica e legale, aiutano attivamente le donne nel percorso di uscita dalla violenza, il Soroptimist ha deciso di aderire alla campagna nazionale “Le Clementine antiviolenza di Confagricoltura Donna”, progetto nato nel 2013 dopo la tragedia di cui fu vittima Fabiana Luzzi, giovane studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall’ex fidanzato in un agrumeto. In questo periodo, quindi, sono in vendita con un‘offerta le clementine IGP calabresi per devolvere il ricavato alla Rete D.i.RE a cui aderiscono 80 Centri antiviolenza in tutta Italia (https://www.direcontrolaviolenza.it/); quest’anno con l’emergenza sanitaria Covid-19, l’iniziativa sarà condotta in versione digitale, le cassettine di clementine non saranno più nelle Piazze, ma potranno essere acquistate online e verranno spedite direttamente a casa.

 

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