Polaroid Rosa & film Foschi: una visione di still life. Mostra (dal 27 settembre) alla Galleria Il Ponte di Firenze

Arte, Firenze

Rosa Foschi, polaroid Rosa & film Foschi è una mostra a cura di Ilaria Bernardi che si apre il 27 settembre 2019 (inaugurazione alle ore 18.30) alla Galleria Il Ponte di Firenze (via di Mezzo 42.b) dove resterà aperta fino al 31 ottobre. Il catalogo a cura di Ilaria Bernardi, edizione bilingue italiano / inglese Gli Ori Editori, Pistoia 2019.

Luca Patella dis-enameled 2, 1989, Polaroid 10×10 cm
Una delle opere in mostra: Luca Patella dis-enameled 2 /1989 / Polaroid 10×10 cm

La Galleria Il Ponte presenta questa mostra dedicata a Rosa Foschi, film-maker, fotografa, poeta e pittrice; nata a Urbino nel 1943, dopo studi classici ed artistici ha frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma e ha realizzato vari cortometraggi in disegno animato (depositati presso la cineteca di Bologna), prodotti dalla “Corona cinematografica” di E. Gagliardo di cui tre, realizzati fra la fine degli anni Sessanta e primi Settanta, vengono presentati in galleria: Amour du cinéma (1969), Ma femme (1970) e Amore e Psiche (1971).

Successivamente, si è dedicata alla pittura e in special modo alla fotografia, di cui in mostra viene presentata una particolare serie di polaroid, realizzate fra la metà degli anni ’80 e ’90, incentrate su un’originale visione dello still life. Come scrive Paolo Barbaro: “È chiaro che l’ambito di riferimento della fotografia di Rosa Foschi è quello Dada, ma [in] queste raccolte di oggetti quotidiani attaccati a comportamenti e pensieri… è percebibile il rigore dell’organizzaione di queste immagini, il controllo della realzione tra stesure (la luce uniforme, da prelievo segnaletico o da polaroid, è solo una delle forme retoriche attive in queste immagini) ed anche alcuni elementi di iconografia fotografica, l’uso degli specchi allude concettualmente al raddoppiamento,… il gioco libero tra i generi della natura morta e il ritratto, che qui si arricchisce delle riflessioni tra iconologia e indagine alchemica di area romana post-concettuale, tra Clavesi, Fagiolo e naturalmente Luca Patella”.

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