O Flos Colende: Maurice Clerc (per la prima volta a Firenze) suona in Duomo lo spettacolare organo Mascioni. Repertorio francese, ma anche la trascrizione dell’Adagio di Alessandro Marcello

Firenze, Musica

Con l’appuntamento di martedì 7 maggio 2019 (ore 21.15), nel Duomo di Firenze, torna protagonista della rassegna O flos colende lo spettacolare organo Mascioni, strumento dalla sontuosa potenza sinfonica che è unico in tutt’Italia e fra i pochissimi del genere al mondo.

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FIRENZE – ORGANO DELLA BASILICA DI SANTA MARIA DEL FIORE
foto Opera del Duomo Firenze/ Claudio Giovannini (anche òa foto in basso a destra)

A offrire una nuova occasione per ammirare il fascino del Mascioni (oggi costituito da 6 corpi sonori, 4 consolle e quasi 8000 canne) sarà un organista di fama internazionale, che aggiunge così il suo nome a quello dei numerosi grandi interpreti fino ad oggi ospitati da O flos colende: è Maurice Clerc, fra i maggiori rappresentanti della gloriosa tradizione organistica francese, organista titolare della Cattedrale di St. Benigne, a Digione, virtuoso dell’improvvisazione e abile trascrittore, protagonista di una carriera internazionale che l’ha portato a tenere migliaia di recital e a suonare in luoghi prestigiosi come la Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, la Cattedrale di San Patrizio a New York, la Basilica di San Marco a Venezia.

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Presente per la prima volta a Firenze, Maurice Clerc è protagonista di un recital dal programma brillante e di grande presa, incentrato sul repertorio francese e che dal Barocco giunge fino al Novecento e alla contemporaneità: da François Couperin (il brillante Offertoire  dalla Messa ad uso dei conventi) a Louis Vierne (il maestoso Allegro che apre la sua Seconda Sinfonia), alle espressioni più recenti di Francis Chapelet (la variopinta Suite de danse, su temi medievali e barocchi) e di Pierre Cochereau, il cui spettacolare Scherzo è un’improvvisazione da lui tenuta nel 1974 sull’organo della Cattedrale di Notre-Dame e ricostruita, sulla base di una registrazione, dal suo allievo Maurice Clerc. Non manca però un omaggio all’Italia, reso con una trascrizione – di mano dello stesso Clerc – dell’Adagio dal Concerto per oboe di Alessandro Marcello, un brano a suo tempo divenuto celeberrimo per essere stato inserito nella colonna sonora del film Anonimo Veneziano.

 

 

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