manifesto 18_19 teatro montand monsummano

Monsummano Terme, al Teatro Yves Montand l’esordio di stagione è affidato a Tullio Solenghi con il “Decameron”. Il cartellone completo (anche per i ragazzi)

Pistoia, Teatro e Danza

Con Decameron – Un racconto italiano in tempo di peste, interpretato da Tullio Solenghi, si alza il sipario martedì 23 ottobre 2018 (ore 21) al Teatro Yves Montand di Monsummano Terme per l’inizio della stagione teatrale 2018/2019 curata dall’Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale, che sin dalla riapertura del teatro ha sempre affiancato l’Amministrazione comunale nella programmazione del cartellone e che, da due anni, ha la gestione complessiva del Montand.  La stagione è realizzata grazie anche al sostegno di Unicoop Firenze, partner sostenitore di tutte le attività dell’Associazione Teatrale Pistoiese, e con il contributo di due aziende del territorio, Polli e Arredamenti Goti (nella foto sopra il titolo un particolare e a lato la locandina completa della stagione di Monsummano Terme, nella la fotoYves Montand, Ivo Livi, lo chansonnier e attore naturalizzato francese originario della cittadina termale che a cui ha dedicato la struttura teatrale).

manifesto 18_19 teatro montand monsummano

Da fine ottobre 2018 a marzo 2019 il cartellone proporrà 6 spettacoli, con la presenza anche di artisti importanti della scena nazionale. Dopo il gradito ritorno il 23 ottobre al Montand, dopo 10 anni, di Tullio Solenghi con il fortunato ‘reading’ che gode del patrocinio dell’Ente Nazionale Boccaccio di Certaldo, a seguire, sabato 3 novembre, la prima delle produzioni dell’ATP inserite in programma: Goodbye Diabolik di Dominick Tambasco in cui s’immagina Angela Giussani (una delle creatrici del fortunato eroe dei fumetti) alle prese con i personaggi da lei creati: in scena tre validi interpreti toscani: Alessandro Baldinotti, Alessia Innocenti e Giulia Weber, diretti da Massimo Navone. Tutta al femminile la proposta successiva presentata nell’ambito delle iniziative del Comune in occasione della “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne” sabato 1 dicembre: dal bel romanzo di Maria Pia Veladiano, La vita accanto, la drammaturga Maura Del Serra ha tratto un testo potente ben realizzato dalla regista Cristina Pezzoli che vede in scena la brava Monica Menchi. Il 2019 sarà aperto domenica 13 gennaio da I due moschettieri, ultimo atto del progetto su Dumas che la compagnia I Sacchi di Sabbia di Giovanni Guerrieri ha portato avanti con l’ATP.

Ultima produzione dell’Associazione Teatrale Pistoiese è domenica 17 marzo: l’ensemble di Casa di bambola e prima ancora de L’impresario delle Smirne (Valentina Sperlì, Roberto Valerio e Massimo Grigò) presenteranno il nuovissimo lavoro, Tartufo di Molière, in cui si unirà al gruppo, nel ruolo del titolo, Giuseppe Cederna.

A chiudere la stagione torna, sabato 11 maggio, il gruppo Mimesis con Antonino De Masi, Il potere dei senza potere, il nuovo spettacolo di ‘Teatro Partecipato’, dedicato all’imprenditore calabrese che osò ribellarsi alla ‘Ndrangheta e al potere delle banche.

PER I RAGAZZI / Si conferma anche quest’anno la particolare attenzione che da sempre l’Associazione Teatrale Pistoiese riserva al mondo dell’infanzia e alle giovani generazioni, con il Progetto “A Scuola di Teatro” (repliche, in orario scolastico, di 4 degli spettacoli della stagione serale: Goodbye Diabolik, I due moschettieri, Tartufo, Antonino De Masi. Il potere dei senza potere) e con la sezione “A Teatro con la scuola e la famiglia” con ulteriori 4 appuntamenti (due per le scuole e due, alla domenica, per le famiglie): Cenerentola across the Universe dell’Associazione Culturale Tra il dire e il fare/ Compagnia La luna nel letto (20 novembre, ore 10, fascia d’età 8/14 anni), La bella e la bestia della storica compagnia di burattini Pupi di Stac, (4 dicembre, ore 10, fascia d’età: 3/10 anni), Le carlottine. Rappresentazione musicata e giocata sull’Olocausto, in occasione della “Giornata della Memoria”, a cura della Compagnia Errare Persona (27 gennaio, ore 16; fascia d’età: 7/13 anni) e Le novelle della nonna di Gogmagog da Emma Perodi (17 febbraio, ore 16; fascia d’età: dai 6 anni).

I LABORATORI JUNIOR / Confermate anche le attività laboratoriali per i più piccoli e le famiglie, a cura della Cooperativa Giodò, “Montand for kids”, pensati per introdurre i bambini alla visione degli spettacoli (“C’era una volta… Emma Perodi”, 16 febbraio, ore 16), a cui si aggiunge Montand… dietro le quinte (un ‘tour’ alla scoperta dei segreti del teatro, giocando insieme; per le scuole primarie e classi I delle secondaria) e, dopo il successo delle passate stagioni, la “Notte al museo”. Torna anche, per il terzo anno consecutivo, il laboratorio di recitazione e canto “Su il sipario!” (dai 17 ai 99 anni), curato da Alessia Innocenti (attrice, regista e teatroterapista) e Daniela Dolce (cantante, musicista, musicoterapista), che prende il via il 25 ottobre. In programma anche i due appuntamenti di “Incontriamo … la stagione”, a cura di Mimesis, con conversazioni per introdurre il pubblico alla visione di Decameron (18 ottobre ore 21) e di Tartufo, a marzo.

LA MUSICA / Approda anche al Montand, con tre incontri a ingresso libero, Floema, il progetto unico e innovativo promosso da Fondazione Promusica ed ideato dal direttore artistico Daniele Giorgi che vede protagonisti i musicisti dell’Orchestra Leonore per offrire nuove opportunità di crescita culturale e sviluppare nel territorio un vero e proprio ecosistema musicale (domenica 21 ottobre, ore 18, musiche di Schumann; 2 febbraio, ore 21.15 musiche di Matesic, Rota e Poulenc; 27 aprile, ore 21.15, musiche di Matesic e Mendelssohn Bartholdy).

GLI SPETTACOLI di prosa

Decameron – Un racconto italiano in tempo di peste. Inaugurazione in grande stile, dunque, martedì 23 ottobre (ore 21) con Tullio Solenghi in Decameron – Un racconto italiano in tempo di peste, progetto e regia di Sergio Maifredi, giunto al terzo anno di tournée e prodotto dal Teatro Pubblico Ligure che si avvale del patrocinio dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio. Il popolare attore restituisce allo spettatore la lingua originale di Giovanni Boccaccio rendendola accessibile e comprensibile come fosse la lingua di un testo contemporaneo. L’intento del progetto, secondo Maifredi, non è stato “attualizzare Boccaccio, ma conservarne e curarne il suo essere contemporaneo”. Il risultato è uno spettacolo divertente, di grande raffinatezza, nel corso del quale si ascolteranno, in lettura integrale, sei tra le più note novelle del Decamerone di Boccaccio, “primo grande progetto narrativo della letteratura occidentale”: Chichibio e la gru, Peronella, Federico Degli Alberighi, Masetto di Lamporecchio, Madonna Filippa, Alibech.

Goodbye Diabolik. Prima delle tre produzioni ATP in cartellone, arriva, subito dopo il debutto pistoiese e al Festival Internazionale Quartieri dell’Arte a Viterbo, Goodbye Diabolik, la novità assoluta scritta da Dominick Tambasco e diretta da Massimo Navone che vede anche la collaborazione dell’Astorina, la casa editrice del celebre eroe dei fumetti; in scena Alessandro Baldinotti, Alessia Innocenti e Giulia Weber. “È un testo che rende omaggio al più famoso e longevo eroe del fumetto italiano – scrive Tambasco – Si tratta del racconto di un dialogo tra tre personaggi: l’autrice di Diabolik, Angela Giussani, Eva Kant e un fantomatico ‘agente di Diabolik’ che lascia più di un sospetto per far pensare che sia Diabolik travestito, come solo lui sapeva fare.. La storia si manifesta in un momento della vita in cui Angela Giussani si interroga su cosa ci sarà dopo questa vita. La domanda la pone anche “l’agente di Diabolik” che vuole sapere cosa sarà dei suoi eroi una volta che l’autrice non ci sarà più. Nel corso della storia si ripercorrono le principali tappe del fumetto: le circostanze che ne hanno dato origine e le varie vicissitudini che ha percorso. Tutto avviene nel vecchio ufficio dell’Astorina, la casa editrice milanese dove è stato concepito il fumetto di Diabolik, in un’atmosfera Hopperiana, in cui un apparente scialbo evento quotidiano raggiunge una dimensione surreale… “

La vita accanto. Dall’intenso romanzo di Maria Pia Veladiano (Giulio Einaudi Editore), proposto nella riduzione teatrale di Maura Del Serra è La vita accanto affidato all’interpretazione di Monica Menchi, per la regia di Cristina Pezzoli (sabato 1 dicembre, ore 21). Lo spettacolo è inserito nell’ambito delle iniziative per la “Giornata Mondiale contro la violenza alle donne”. Come scrive Cristina Pezzoli: “Gli occhi degli altri sono uno specchio. Sono il giudice che decreta se esistiamo o no. Non essere guardati equivale a non essere amati. Crescere storti, rinchiusi, evitati dallo sguardo degli altri, provoca dolore. Ma la possibilità di trasformare il dolore, genera, a volte, una nuova inaspettata bellezza. La bellezza della musica, della poesia, la bellezza che sta nelle mani di questa bambina brutta. L’atto scandaloso di una bellezza che ha bisogno di orecchie e di anima per essere vista più che di occhi. Questa storia sfida il tempo in cui è stata scritta: un’epoca in cui l’apparire ha seppellito l’essere, in cui ‘photoshoppare’ visi e corpi è la regola che si impone per correggere e falsificare ogni minima imperfezione del corpo umano…”

I due moschettieri. Seconda tappa del progetto che I Sacchi di Sabbia, tra le compagnie più originali e creative della scena contemporanea, hanno dedicato a I 4 moschettieri «parodia di Nizza e Morbelli con musiche di E. Storaci», la storica trasmissione radiofonica degli Anni Trenta, che divenne un vero e proprio fenomeno di massa, I due moschettieri (domenica 13 gennaio, ore 21), liberamente liberamente anche all’opera di Alexander Dumas, Tommaso Landolfi e dell’autore di graphic novel, Jason, stemperano la comicità del precedente spettacolo – che era proposto al pubblico dei più piccoli – in un’ironica malinconia. Il tempo è passato e ritroviamo due vecchie conoscenze: Athos e Aramis. Porthos e D’Artagnan sono solo un ricordo remoto, come le gesta d’un tempo, come gli antichi amori, come i nemici che ora vengono a mancare. I moschettieri sopravvissuti sono alla ricerca di una ragione di vita… Cappa e spada, fantascienza, farsa e melodramma sono gli ingredienti di questo piccolo pastiche che vede nuovamente la complicità de I Sacchi di Sabbia con il pittore Guido Bartoli.

Tartufo di Molière. Ultima produzione ATP in stagione, Tartufo di Molière (domenica 17 marzo, ore 21) riporta al Montand l’affiatato ensemble di artisti de L’impresario delle Smirne e Casa di Bambola: Valentina Sperlì, Massimo Grigò e Roberto Valerio (che firma, anche stavolta adattamento e regia), ai quali si aggiunge un attore molto amato dal pubblico, Giuseppe Cederna, nel ruolo del titolo e Roberta Rosignoli. “Il nostro spettacolo sarà una commedia molto divertente” – commenta Roberto Valerio – che saprà unire la satira corrosiva alla profonda riflessione sull’animo umano e sui valori sociali, con una visione audace e contemporanea. La trama del celebre capolavoro è a tutti nota: il protagonista, emblema dell’ipocrisia, indossa la maschera della devozione religiosa e della benevolenza per raggirare e tradire il suo sprovveduto e ingenuo benefattore Orgone. Tartufo è dunque un arrivista che veste i panni del virtuoso in odore di santità, è scaltro, affascinante, pericoloso… Ora, 350 anni dopo, Tartufo non può più essere un semplice impostore. È molto più di questo: un profeta anticonformista. Un guru fanatico. Che denunzia, maledice e combatte contro un mondo di materialismo, consumismo, dissolutezza e amoralità, irrompendo in una famiglia borghese benestante e sconvolgendola completamente.

Il potere dei senza potere. Come sempre particolarmente attenti e sensibili alle tematiche di teatro civile, chiude la stagione serale in abbonamento la compagnia teatrale Mimesis con Antonino De Masi. Il potere dei senza potere (sabato 11 maggio, ore 21), testo e regia Rosanna Magrini, con Lorenzo Bartolini, Elisa Proietti, Stefano Tognarelli. Un progetto dedicato alla vicenda umana dell’imprenditore calabrese Antonino De Masi, oggi sotto scorta perché da anni impegnato a contrastare il malaffare della ’Ndrangheta e di alcuni grandi colossi bancari italiani. Tre interpreti, attraverso lo straniamento e l’ironia, racconteranno al pubblico la sua storia attraverso il filtro del saggio che ispira il nome dell’opera: Il potere dei senza potere di Václav Havel, drammaturgo dissidente osteggiato dal regime comunista, leader della Rivoluzione di Velluto, che nel 1989 diventerà presidente della Cecoslovacchia. La performance affronterà i temi della responsabilità individuale e delle sue ricadute sulla collettività, della legalità come strumento di libertà, della lotta alle mafie al di là della retorica dominante, ma anche temi legati all’economia e al fare impresa, al successo delle idee che si oppone al ricatto della violenza.

 

Lascia un commento