La piattaforma no-profit Sumac Space è un progetto nato a Firenze per promuovere l’arte del Medio Oriente e sostenere artisti e giovani curatori. Dal 4 dicembre al 19 gennaio c’è la mostra “Past Continuous–Places of Identity and Dilemmas of the Present”

In questo anno difficile e pieno di incertezze l’arte non si ferma e propone nuove prospettive di confronto e di incontro con il pubblico per combattere l’isolamento attraverso i canali del web. SUMAC SPACE sulla sua piattaforma dà voce alla creatività di giovani artisti del Middle East attraverso mostre, incontri, talks e studio visit.

Un viaggio virtuale in totale sicurezza per entrare nel mondo contemporaneo culturale e artistico di quella grande e complessa area che è il Medio Oriente, con una prospettiva che cerca di andare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni di una conoscenza spesso superficiale.

“La piattaforma no-profit SUMAC SPACE è un progetto nato a Firenze per promuovere la visibilità dell’arte contemporanea del Medio Oriente e sostenere artisti e giovani curatori prendendo in considerazione le “limitazioni” socio-politiche tra globale e locale. Offre loro la possibilità di realizzare mostre e superare così tutti i problemi del mondo “reale” e delle distanze. Crediamo fortemente che artisti e curatori possano dare forma al futuro e rivelare il filo rosso che lega l’intera umanità. Sicuramente tutti noi dobbiamo adattarci alle differenze e ai nuovi format che ci vengono imposti dall’emergenza, ma gli artisti possono avere, creare e pensare a nuove opportunità in questo momento” – dichiarano Katharina Ehrl e Davood Madadpoor, curatori e ideatori di Sumac Space.

 (Sopra il titolo un’opera di Elham Rokni, Green Moustache, 2019, Detail@2x).

  • Dal 4 dicembre 2020 al 19 gennaio 2021 sulla piattaforma SUMAC SPACE si terrà la mostra Past Continuous–Places of Identity and Dilemmas of the Present, la seconda di un progetto in tre parti dedicato alla scena artistica del Medio Oriente. Sono qui riuniti artisti che vivono lavorano in città quali Amsterdam, Roma, Vienna, Parigi, Bogotà, Beirut ma con origini o natali in Iran, Turchia, Palestina, Emirati Arabi

Come la sua forma grammaticale, Past Continuous–Places of Identity and Dilemmas of the Present descrive azioni o eventi che sono iniziati nel passato e continuano ancora oggi; le opere d’arte sono contemporaneamente generate dal passato e intrinsecamente unite al presente. Attraverso le opere degli artisti selezionati per questo secondo evento, Elmira Abdolhossani, Majd Alloush, Parisa Aminolahi, Navid Azimi Sajadi, Nilbar Güreş, Wafa Hourani, Elham Rokni e Camila Salame, Past Continuous utilizza e decostruisce diversi aspetti della memoria, dell’identità e della storia ad essi associata, da “a nostalgic psychological return to the past” a “a self-identity and embodiment of cultural memory” (Hall, 1983, p.393).
 

 

ELMIRA ABDOLHASSANI, n. 1989, Mashhad Iran. Vive e lavora a Lisbona, Portogallo. Lo scopo ultimo del suo percorso artistico, fino ad oggi, è stato quello di capire come si formano le reti e le identità umane e quale sia la loro struttura di fondo. Le sue opere riflettono il suo tentativo di comprendere il significato dei sistemi di rete e, in particolare, il suo ruolo e la sua posizione in questa complessa rete, così come la natura del suo compito artistico come interprete di questa trama onnicomprensiva. Le sue opere e i suoi pensieri nascono dalla convinzione che dobbiamo prima raggiungere una visione chiara di noi stessi per cogliere aspetti significativi del nostro mondo.

MAJD ALLOUSH, n. 1996, Dubai EAU. Il lavoro di Alloush abbraccia diverse discipline tra cui la stampa, la scultura, la fotografia, l’immagine in movimento, l’installazione e la performance. La sua pratica creativa sfida la nozione di confine nel concetto, nel contenuto e nel mezzo, esplorando la psicologia, la geopolitica e le questioni sociali e ambientali come le ramificazioni della guerra e degli spostamenti. Alloush crea strategicamente un lavoro in cui sono possibili molteplici interpretazioni che richiedono lo sguardo sul mondo dello spettatore per integrarne il significato.
 

               
Elmira Abolhassani, The Silence Hands, detail

PARISA AMINOLAHI, n. 1978, Tehran Iran. Vive e lavora ad Amsterdam. Il lavoro di Aminolahi copre uno spettro di temi come lo sfollamento, l’esilio, la patria, la famiglia e i ricordi d’infanzia, utilizzando come soggetti le fotografie d’infanzia e le vecchie fotografie di famiglia, gli autoritratti e i suoi stessi membri della famiglia. I suoi mezzi di comunicazione spaziano dalla fotografia, al documentario, all’animazione, alla pittura e ai media misti.

NAVID AZIMI SAJADI, n. 1982, Tehran Iran. Vive e lavora a Roma. La pratica artistica di Sajadi si basa sull’interconnessione di elementi e simboli che nascono dall’unità di culture e tradizioni diverse. Ciò che Sajadi realizza attraverso questo è la possibilità di creare un possibile paradigma dei flussi culturali, delle migrazioni umane e un’espressione del costante movimento di pensiero nei luoghi e nei tempi delle grandi civiltà antiche. La giustapposizione di questi elementi in un formato specifico li decontestualizza dalla loro eminenza per acquisire nuove identità pittoriche.

NILBAR GÜREŞ, n. 1977 Istanbul Turchia. Vive e lavora a Vienna. Güreş sceglie un approccio performativo per le sue opere, utilizzando fotografia, collage, disegno e video. Le sue opere partono dalla biografia per poi spaziare e affrontare questioni più ampie. La sua intelligenza nella lettura dei simboli culturali unita alla sua vasta conoscenza e al profondo apprezzamento dell’artigianato locale le permette di inserire messaggi sociali all’interno della sua opera. Güreş è particolarmente attenta alle ingiustizie sociali, ai ruoli di genere e ai codici d’identità culturale: ricerca, documenta e trova modi poetici per aggirare le convenzioni nelle figure spiritose.

WAFA HOURANI, n. 1979 Hebron Palestina. Vive e lavora tra la Palestina e il Bahrain. Profondamente segnato dal conflitto israelo-palestinese e dal futuro del Medio Oriente, l’artista sviluppa un’opera che rivela il contesto sociale, politico ed economico della vita in Palestina. Utilizzando la fotografia e la scultura, crea ambienti che rivelano una realtà in cui passato e futuro sono simbioticamente legati.

ELHAM ROKNI, n. 1980 Tehran Iran. Vive e lavora a Tel Aviv, Israele. Il lavoro di Rokni è dedicato all’esplorazione del rapporto tra memoria, spazio e movimento, in particolare tra rifugiati e immigrati. Esamina l’ingresso degli immigrati nello spazio della memoria allo scopo di riconnettersi al proprio passato e la reazione emotiva a questo spazio. Nei suoi disegni e dipinti Rokni costruisce e decostruisce ripetutamente modelli, colori e forme che hanno a che fare con i suoi ricordi d’infanzia e gli album di famiglia.

CAMILA SALAME, n. 1985 Bogotá Colombia. Vive e lavora a Parigi, Bogotà e Beirut. La sua pratica artistica si esprime attraverso l’uso di una gamma diversificata e spesso non convenzionale di media e materiali carichi di suggestioni personali e simboli. Sotto forma di sculture, installazioni, disegni, il suo lavoro cerca di creare relazioni semantiche e poetiche che evocano narrazioni; frammenti di una mitologia individuale inscritta in una storia universale. Facendo eco a una personale ricerca intorno alle sue origini, il suo lavoro esplora, da un lato, le nozioni di luogo d’origine, la ricostituzione della memoria, i territori dell’affetto così come l’architettura emozionale e intima.

 

IL TEAM
Katharina Ehrl, nata nel 1985, Monaco di Baviera Germania.
Dopo un Bachelor Professional of Trade and Commerce, ha studiato Storia dell’Arte a Monaco di Baviera e Venezia. La sua ricerca si concentra sullo sviluppo dell’arte moderna e contemporanea nel mondo arabo e nella sua diaspora, con particolare attenzione al Libano. Attualmente è dottoranda all’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera.

Davood Madadpoor, nato nel 1981, Tehran Iran.
Ha studiato fotografia presso la Casa dei Fotografi Iraniani e l’Università di Scienze Applicate e Tecnologia di Teheran. Dopo aver conseguito la laurea in Belle Arti, si è laureato in Progettazione e cura degli allestimenti artistici presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze con una tesi incentrata sul contesto locale come impulso e ispirazione per le pratiche artistiche degli artisti in residenza. Attualmente lavora a Villa Romana, Firenze, come assistente curatore e coordinatore del progetto.

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