Miniera di Ginevro_Carmen_2018

Il fascino e la potenza della natura fra il mare e la terra dell’Elba. Torna il Magnetic Opera Festival alla Miniera del Ginevro: il 15 luglio omaggio a Nureyev con Giuseppe Picone, il 18 Cavalleria rusticana e Pagliacci, il 22 il fascino di Turandot

Concerti e Lirica, Livorno

Capoliveri, perla dell’Isola d’Elba, è come ogni anno da un po’ di tempo a questa parte un palcoscenico all’aperto. In questo 2019 lo sarà fino al 22 luglio, per il Magnetic Opera Festival, stagione musicale giunta alla quinta edizione e ideata dall’Associazione Culturale Maggyart. Gli eventi si alterneranno nelle due sedi canoniche del Festival: la Miniera di Ginevro, cava di magnetite in disuso sul Monte Calamita, e la Piazza Matteotti di Capoliveri. Si tratta di due scenari dal fascino unico, in cui la forza della natura e l’impronta umana si armonizzano, fra mare e montagna, fra miniera e centro abitato. L’idea da cui ha origine il Festival è infatti quella di ripensare luoghi legati al lavoro e alla vita quotidiana, portandovi la bellezza della musica e della danza (sopra il titolo la Miniera del Ginevro durante una rappresentazione di Carmen, nelle altre immagini alcuni momenti della passata edizione del festival).

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Quattrogli appuntamenti alla Miniera di Ginevro, dedicati alla lirica e al balletto, cui fanno da contrappunto una corona di  “Matinée” musicali ed una speciale serata di apertura in Piazza Matteotti che c’è stata il 7 luglio. Fra le star del Festival elbano il trio di soprani Appassionante (protagoniste dell’apertura del 7 luglio), gli artisti del New York Harlem Theatre, per un’imperdibile interpretazione del capolavoro di Gershwin Porgy and Bess (andato in scena il 10 luglio), e ritornerà anche quest’anno il fuoriclasse partenopeo della danza Giuseppe Picone, con un tributo a Rudolf Nureyev.

Lunedì 15 luglio alle ore 22, alla Miniera di Ginevro, l’atteso protagonista sarà Giuseppe Picone. Erede della tradizione dei coreografi napoletani che, fin dal Settecento, resero famoso il Teatro San Carlo in tutta Europa, Giuseppe Picone ha debuttato a dodici anni accanto a Carla Fracci, per entrare poi a far parte di compagnie prestigiose come l’English National Ballet di Londra e l’American Ballet di New York. Picone ha voluto progettare per Capoliveri un’autentica serata di gala della danza internazionale come tributo a Rudolf Nureyev, scomparso venticinque anni fa. Ci si muoverà fra i classici del balletto, come Il Lago dei Cigni, Raymonda, Coppelia, con le coreografie dello stesso Nureyev e dei suoi più grandi contemporanei. Non mancheranno alcune revisioni coreografiche di Picone, étoile e direttore del Corpo di Ballo del San Carlo, su pagine di Ciaikovskij, come il Pas des deux dal secondo atto della Bella Addormentata nel Bosco.

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La lirica di tradizione incontrerà il pubblico alla Miniera di Ginevro giovedì 18 luglio alle 21.30, con il più famoso dittico del Verismo italiano: Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, eseguiti dall’Orchestra Sinfonica Cantieri d’Arte diretta dal M° Stefano Giaroli. Due titoli che, per la loro brevità e per il clima espressivo comune, vengono spesso associati nella stessa serata. Amore, gelosia e morte si intrecciano strettamente nella vicenda di Lola, Alfio e Turiddu (che porta la firma illustre di Giovanni Verga, nella versione letteraria originale), e in quella della compagnia dei pagliacci, che culmina con l’originalissima trovata teatrale dell’uccisione della moglie del protagonista in scena. Nel cast vocale della serata spiccano Cristina Melis (Santuzza), Alberto Profeta (Turiddu), Renata Campanella (Nedda). La regia, le scene e i costumi sono di Artemio Cabassi.

Gran finale pucciniano alla Miniera lunedì 22 luglio alle ore 21.30. Dopo l’applaudita Tosca dello scorso anno, sarà la volta di Turandot, affidata alla bacchetta del maestro Stefano Giaroli  – chiamato a dirigere l’Orchestra Filarmonica delle Terre Verdiane e il Coro dell’Opera di Parma – e alla voce sublime del soprano Franci Dariz, impegnata nel ruolo protagonistico e affiancata dal tenore Diego Cavazzin (Calaf). La fiaba algida e crudele della principessa che, decisa a non prendere marito, tiranneggia i suoi pretendenti con enigmi insolubili, fino all’arrivo di Calaf, capace di svelare i misteri di Turandot diventando lui stesso un enigma per lei, rimase incompiuta alla morte dell’autore. Anche in questo caso la regia, le scene e i costumi sono di Artemio Cabassi.

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Magnetic Opera Festival è realizzato da Maggyart, con il patrocinio del Comune di Capoliveri.

In caso di maltempo, i concerti in miniera vengono rinviati al giorno successivo. Una navetta collegherà Capoliveri, con partenza in Piazza del Cavatore, alla Miniera del Ginevro. Presso la cava sarà inoltre allestito, nelle sere degli spettacoli, un servizio catering attivo dalle 19 alle 21. 

UN LUOGO, UN FESTIVAL

Ginevro è un luogo unico nel suo genere. Una miniera sul Monte Calamita, nel comune di Capoliveri, sul versante occidentale dell’Isola d’Elba. Il nome Calamita si deve alla presenza di magnetite, un minerale di ferro che qui si estraeva fin dall’antichità. La miniera, in funzione dal 1971 al 1981, è stata una delle più moderne d’Europa, costruita con criteri innovativi per l’epoca. A picco sul mare e a ridosso della vecchia tramoggia, oggi resta a Ginevro un palcoscenico naturale, una quinta alta più di trenta metri: vedendola, alcuni appassionati di musica hanno pensato ad un teatro inedito, adatto ad ospitare spettacoli. E’ così che, grazie all’Associazione Maggyart, nasce nel 2015 il Magnetic Festival.

Biglietti

I concerti in Piazza Matteotti sono ad ingresso gratuito.

Per gli appuntamenti nella Miniera di Ginevro i biglietti in vendita su www.boxol.it e www.boxofficetoscana.it 

Per informazioni: 

Maggyart Associazione Culturale Artistica

Tel. +39 377 2628955  maggyart@hotmail.com

www.maggyart.it  www.magnetic-operafestival-elba.com

Pagina Facebook: MaggyartCapoliveri Instagram: maggyartcapoliveri

 

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