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Giacomo Puccini: l’uomo, l’artista. Debutta (il 10 marzo) a Collesalvetti la pièce “Elvira, povera donna” del musicologo Fulvio Venturi. Prosa e musica, con il soprano Silvia Pantani

Concerti e Lirica, Livorno
Nuovo appuntamento con la Stagione Eventi alla Sala Spettacolo di Collesalvetti, organizzata dalla Associazione Modigliani in collaborazione con l’amministrazione comunale colligiana e sotto la direzione artistica di Mario Menicagli. Archiviata con successo la prima serata di Open Opera, ancora di scena la lirica nel piccolo teatro colligiano, con una nuova produzione in prima assoluta dedicata a Giacomo Puccini.
Domenica 10 marzo 2019, alle ore 17,  è in programma la prima assoluta di “Elvira, povera donna”, storia-concerto per pianoforte, voce recitante e soprano con musiche del compositore lucchese.
È un Puccini in prima persona quello che si racconta nella pièce di Fulvio Venturi. La vita del musicista lucchese scorre come in una sceneggiatura cinematografica, dalla prima giovinezza, agli anni del conservatorio, dalla ristrettezza economica, alla grande agiatezza raggiunta col successo.
GiacomoPuccini
Le opere che compose, “Le Villi”, “Edgar”, “Manon Lescaut”, “La Bohème” e così via, sono trattate come persone viventi, sono circondate da amore, per il loro autore sono donne da amare. E con il ricordo delle ragioni che portarono alla composizione di quelle opere fioriscono aneddoti e fatti di vita vissuta. Puccini e l’amore. Come sappiamo Puccini fu molto amato e amò molto. Così insieme con le opere che dettero a lui la fama, in questo spettacolo, le donne che entrarono nella vita del musicista fanno parte della narrazione, s’intersecano con le armonie che Puccini stesso compose, dalla moglie Elvira, alla tragica Doria, dalla giovane Cori, alla ispiratrice Sybil.  
Tutto scorre, di successo in successo, di ansia in ansia, fra le incertezze dell’artista e le passioni dell’uomo, fino alla scoperta della malattia, secca, repentina, letale, e al delirio della morte. Sul leggio del musicista rimane l’ultima creatura incompiuta, Turandot, nell’animo di Puccini l’ultimo pensiero per la moglie, come a sottolineare un rapporto controverso, ma vero: Elvira povera donna. Finita.
Lo spettacolo è tutto in forma narrata, con i temi, gli spunti melodici, le arie più famose di Puccini a fondersi con il testo di Venturi. Tre gli interpreti: il pianista Flavio Fiorini, il soprano Silvia Pantani e lo stesso autore dello spettacolo, Fulvio Venturi.
Flavio Fiorini, seppur giovane, è considerato musicista di gran valore. Oltre all’attitudine pianistica che lo rende noto e insostituibile presso i cantanti come maestro di spartito, egli collabora con i teatri di Livorno, Pisa, Lucca e Torre del Lago, è molto apprezzato anche come direttore di coro.foto-2
Silvia Pantani (foto a destra e sopra il titolo) è una cantante nota e amata dal pubblico. Poco tempo fa ha ottenuto un brillante successo al Goldoni di Livorno interpretando “La Traviata” e adesso, sempre per il teatro livornese, sta preparando il ruolo di Cio Cio San in “Madama Butterfly”. Le arie che Silvia Pantani interpreta sono: “Se come voi piccina io fossi” da Le Villi; “In quelle trine morbide“ da Manon Lescaut; “Donde lieta” da “La Bohème”; “Un bel dì vedremo“ da Madama Butterfly; “O mio babbino caro“ da Gianni Schicchi; “Tu che di gel sei cinta” da Turandot.
Fulvio Venturi è un musicologo che da qualche anno si misura con la scrittura teatrale. Un suo spettacolo su Maria Callas, “Tramontata è la luna”, presentato a Effetto Venezia 2012, è stato presentato in molte città d’Italia, così come “Estate”, un testo ispirato dalla figura e dalla poesia di Gabriele d’Annunzio. “Elvira povera donna” è alla sua prima rappresentazione assoluta.
Info e prenotazioni (10,00 euro il costo del biglietto), allo 0586/961271 e 342/5451912 e all’indirizzo email info@teatrodicollesalvetti.it

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