opere d'arte umbria danni sisma 2016

Firenze-Umbria, filo diretto per salvare le opere danneggiate dal sisma del 2016

Arte, Firenze

Una task-force di giovani restauratori fiorentini diplomati dell’Opificio delle Pietre Dure, andrà in Umbria in aiuto della Soprintendenza locale per gli interventi di messa in sicurezza delle opere danneggiate dal terremoto dell’estate 2016. E’ lo scopo del progetto “Firenze per la salvezza del patrimonio artistico dell’Umbria” ideato e sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Opificio delle Pietre Dure, Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in collaborazione col Nelson Mandela Forum, in accordo col Segretariato regionale del Mibact per l’Umbria e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria (nelle foto alcune opere d’arte dopo il sisma in Umbria, 2016). Al fine di potenziarlo ed aumentare il numero dei tecnici, l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino con alcuni solisti, diretti da Zubin Mehta, terranno un concerto mercoledì 14 dicembre 2016 alle ore 20 al Nelson Mandela forum (biglietto unico 30 euro – prenotazioni tramite il Box office – ingresso da Piazza Berlinguer).opere danneggiate umbria sisma 2016

Il progetto Firenze-Umbria si inserisce nel nuovo modello di servizio di Fondazione CRF (lo stesso che ha sostenuto la costruzione nel tempo record di quattro settimane di una scuola antisismica a Cittàreale in collaborazione con Unicoop Firenze e Misericordie d’Italia) che vuole fare rete tra istituzioni fiorentine di eccellenza con iniziative di ampio respiro che valorizzano le competenze nate e sviluppate nel capoluogo e che possono essere esportate, se necessario, oltre i confini del territorio di competenza. La task-force, che dovrebbe essere operativa entro Natale, sarà composta da 10-12 diplomati presso l’Opificio che per un anno presteranno servizio sotto il coordinamento dell’Opificio che opera nel deposito di Spoleto allestito dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria. Occupa una superficie di 5.000 mq, è antisismico ed è dotato di impianto di climatizzazione e delle necessarie scaffalature e rastrelliere. Secondo le prime ipotesi, potrebbero essere censiti ed esaminati fino a 2mila manufatti. Di ciascuno saranno identificati il tipo di oggetto e la provenienza, sarà redatta una scheda sanitaria con valutazione del danno e della necessità di restauro, sarà valutato il codice di priorità di intervento e saranno compiute le prime operazioni per bloccare l’avanzamento del degrado e per mettere in sicurezza l’opera.firenzeumbria2

Il progetto, per il quale la Fondazione ha stanziato 130mila euro, prevede per i giovani restauratori un compenso mensile, un forfait per le spese di vitto e di trasferta e il sostegno per i costi dell’alloggio da attivare tramite convenzione con una struttura ricettiva locale. La selezione dei restauratori sarà effettuata tramite Bando (chiusura 5 dicembre 2016) in modo che il gruppo possa essere operativo prima di Natale. I candidati dovranno essere in possesso del Diploma rilasciato dalla Scuola Alta Formazione e di Studio dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e essere residenti o domiciliati in Toscana, preferibilmente nelle aree di operatività della Fondazione. La selezione avverrà sulla base della valutazione del curriculum e i candidati dovranno presentare una dichiarazione di disponibilità ad assumere tale incarico, una certificazione comprovante il Diploma SAFS dell’Opificio e il proprio curriculum vitae. Fondazione CRF, in accordo con l’Opificio, nominerà una commissione di esperti per la valutazione e la selezione dei restauratori. L’incarico sarà conferito dalla Fondazione che provvederà ai pagamenti previa una dichiarazione di buon esito da parte dell’Opificio.

Lascia un commento