Epico ed appassionante: Michele Riondino al Manzoni di Pistoia con “Giulio Cesare” (un articolo di Gabriele Rizza)

Pistoia, Pistoia Capitale 2017

Ultimo appuntamento della stagione di prosa 2016/2017 del Teatro Manzoni che ospita, nell’anno di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017, lo spettacolo che ha debuttato all’ultima edizione dell’Estate Teatrale Veronese. In scena, dal 7 al 9 aprile 2017, “Giulio Cesare” di William Shakespeare, nella traduzione di Sergio Perosa, per la regia e l’adattamento dello spagnolo Àlex Rigola, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Lo spettacolo arriva a Pistoia per chiudere una tournée che, dopo importati teatri italiani (Napoli, Torino e Parma), ha fatto tappa anche al Teatro Central di Siviglia. Sul palco nel ruolo del protagonista e per la prima volta al Manzoni di Pistoia, Michele Riondino, apprezzato attore di teatro, cinema (accanto a Elio Germano ne “Il giovane favoloso”), teatro e volto popolare della tv.

di GABRIELE RIZZA

A chiudere la brillante stagione del teatro Manzoni di Pistoia è il “Giulio Cesare” di Shakespeare, prodotto dallo Stabile del Veneto, adattamento e regia Àlex Rigola, che ha in Michele Riondino (noto al grande pubblico televisivo per il “Giovane Montalbano”) il suo punto di forza. Come si può gestire la violenza che divide gli uomini? Come si fa a chiedere a qualcuno, anche se solo per finzione, di uccidere un proprio simile? Quali sono i presupposti da cui partire per organizzare una rivoluzione? Sono le domande che si pone Alex Rigola nell’affrontare la figura di Giulio Cesare, fulcro di una condizione umana appesa a un filo, in uno stato di precarietà, di contraddizione continua, di violenza pervasiva e latente.

Direttore della Biennale Teatro, con questo allestimento Rigola mette a segno la sua prima regia italiana. Lo fa ripescando il dramma scespiriano che lo fece scoprire a livello internazionale. Un testo epico che ruota intorno all’esercizio del potere, che nella versione di Rigola vira sull’universo femminile. Perché se Stefano Scandaletti e Michele Maccagno sono rispettivamente Bruto e Cassio, a indossare i panni di Cesare sarà Maria Grazia Mandruzzato. “Questa scelta – spiega il regista – ha un significato preciso: in lei si raccolgono le tante espressioni di ‘donne al comando’ che al giorno d’oggi, in politica come in economia, gestiscono le leve del potere con la stessa inflessibile determinazione dei loro omologhi uomini. In Giulio Cesare non ci sono eroi perché non ci sono certezze, né valori assoluti. Tutto passa e cambia; i miti sorgono e decadono per essere sostituiti da altri che a loro volta crolleranno; la realtà è inafferrabile, sfuggente, osservabile da mille punti di vista, suscettibile di mille interpretazioni”. Info 0573 991609.

 

 

Lascia un commento