DIREZIONE MARITTIMA DI LIVORNO / 2. Il porto, i traffici, la sicurezza in mare, il soccorso: il punto della situazione con l’ammiraglio ispettore Cp Antonio Basile e con il contrammiraglio Tarzia. Il saluto del nuovo comandante CV Angora

Il cambio al vertice della Direzione Marittima e della Capitaneria di Porto di Livorno – dove si è insediato martedì 9 febbraio 2021 il nuovo comandante, capitano di vascello Gaetano Angora – è stato un momento interessante anche per fare il punto della situazione riguardo allo scalo labronico e, in generale, su alcuni aspetti del lavoro che viene svolto a livello nazionale e locale dal Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. Ne abbiamo parlato con il contrammiraglio Giuseppe Tarzia, il comandante uscente (un termine di mandato che ha coinciso anche con il termine del servizio attivo per raggiunti limiti di età), e con l’ammiraglio Ispettore Antonio Basile, vicecomandante del Corpo. Ma partiamo dal saluto che il CV Angora ha voluto lanciare alla città durante un breve incontro con i rappresentanti di stampa e televisioni.

Adestra il Contrammiraglio Giuseppe Tarzia e a sinistra il nuovo comandante della Direzione marittima e Capitaneria di porto di Livorno CV Gaetano Angora

CV Gaetano Angora. “Livorno è un porto in crescita e lavoreremo, il personale dell Capitaneria ed io, e con gli operatori del settore per poter migliorare sempre di più la funzionalità dello scalo” ha esordito il nuovo comandante, il quale non ha mancato di sottolineare alcuni punti chiave del lavoro che viene svolto dalla Guardia Costiera in settori di grande rilevanza come la pesca, l’ambiente (“la Toscana è una delle regioni più green” ha detto), naturalmente i traffici marittimi e il primario comparto del soccorso in mare. Angora ha quinti sottolineato la necessità si operare in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale, indicando di “aver sempre trovato prima nelle Port Authority e adesso nelle AdSp un’ottima collaborazione”. Cosa che spera possa ripetersi anche a Livorno, un porto – ha detto – che molte affinità com quello di Napoli, dove fino a pochi giorni fa il capitano di vascello è stato comandante in seconda.

L’Ammiraglio Ispettore Antonio Basile (a sinistra), vicecomandante del Corpo delle Capitanerie di Porto, e il contrammiraglio Giuseppe Tarzia nella sede della Capitaneria / Direzione Marittima di Livorno

Contrammiraglio Giuseppe Tarzia. Arrivato a Livorno (dove peraltro aveva già prestato servizio in anni passati) nel settembre del 2017, è rimasto ai vertici della Direzione marittima (che opera su tutta la Toscana) e la Capitaneria labronica per tre anni e mezzo. Un periodo abbastanza lungo, che gli ha permesso di lavorare in maniera proficua per migliorare alcuni aspetti legati sia alla portualità che al soccorso, senza tralasciare altre attività di competenza della Cp. Quale bilancio – allora – per l’ammiraglio Tarzia? “Direi positivo – ha risposto – i traffici, nonostante la pandemia e i conseguenti lockdown, sono aumentati e dal punto punto di vista dei servizi ci sono stati degli interventi importanti, a partire dal rimorchio portuale e da un abbassamento delle tariffe. Abbiamo lavorato anche sul fronte delle navi, voglio dire in termine di dimensioni, effettuando molti test e simulazioni e verificando che con la messa a punto di alcuni interventi si possono ottenere condizioni tali da poter far entrare anche unità più grandi e modernissime”. Con conseguenze che sono di tipo economico (traffico ancora in crescita) e non solo. Certe “angustie” legate alla struttura dello scalo, quindi, alla fine sono risultate “non così limitanti” come poteva sembrare ad uno sguardo superficiale. Per cui “possiamo aspettare serenamente il nuovo ,se e quando arriverà”, ovvero la Darsena Europa che sarà un nuovo “allungamento” verso mare della Darsena Toscana che comunque resta, al momento, il cuore dei traffici di contenitori. Ad un domanda legata alla sicurezza del porto e della navigazione – partendo dal disastro del Moby Prince di cui il 10 aprile di quest’anno ricorrerà il 30mo anniversario – il contrammiraglio Tarzia ha indicato la necessità di guardare al problema in senso ampio, di puntare sulla  formazione e sulle tecnologie, tenendo comunque sempre presente la fondamentalità dell’elemento umano. E a proposito del VTS, il sistema radar di controllo della navigazione ha detto che proprio alla fine del mese di gennaio 2021  per quanto riguarda Livorno “si è entrati una una fase di operatività del sistema per cui adesso ci sono le condizioni anche per l’area livornese  e di Piombino”.

Ammiraglio Ispettore Antonio Basile. Intanto un saluto al contrammiraglio Tarzia e al nuovo comandante Cv Angora. “Un passaggio di consegne che ci priva – ha detto – di persone estremamente capaci come l’ammiraglio Tarzia, anche se il CV Angora saprà percorrere la via maestra tracciata, per ottenere ottimi risultati, per incrementare i traffici marittimi e  far sì che una compagnia possa scegliere di approdare a Livorno”. Dopo una breve disamina relativa alle operazione nelle quali, da anni, la Guardia Costiera è impegnata per il controllo dell’immigrazione  nell’area del canale di Sicilia (zone SAR, acque territoriali, regole d’intervento), l’ammiraglio ispettore ha aperto – su precisa domanda – un breve focus sullo “stato della flotta”. “I nostri pattugliatori offrono molteplici modalità di utilizzo – ha sottolineato – e in questo momento la Guardia Costiera può contare su una dotazione di mezzi, oltre ai pattugliatori (fra cui la classe 800, nata proprio per il soccorso in mare, nda), che sono in grado di garantire, suddivisi in base alle necessità, interventi su un’area marittima che è pari al doppio dell’estensione della nostra penisola”. Attualmente i pattugliatori sono tre – “Diciotti”, “Gregoretti” e “Dattilo” – e di recente è stata varata la nuova nave CP420 intitolata a Natale Di Grazia, un ufficiale (CP) morto a 39 anni nel dicembre 1995 sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria poco dopo aver cenato. Una morte per causa tossica sulla quale sono state svolte lunghe indagini, dal momento che Di Grazia stava lavorando con la Procura di Reggio Calabria su un traffico di rifiuti tossici e radioattivi e la sera della scomparsa stava recandosi in missione a La Spezia per una deposizione a Palazzo di Giustizia. A Di Grazia l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi concesse la medaglia d’oro al merito di Marina “alla memoria”. “L’unità – ha spiegato l’ammiraglio ispettore Basile – è stata varata in Sicilia nel dicembre 2020 ed ora sta completando i lavori di allestimento. Entrerà a breve insieme servizio”. (elisabetta arrighi)

Lascia un commento