“Dal mare sul mare”: la flotta italiana raccontata attraverso gli spettacolari scatti di Massimo Sestini. Inaugurata una mostra speciale (aperta fino al 27 agosto) al Museo Piaggio di Pontedera. E una limited edition del modello Moto Guzzi V100 Mandello celebra il 110° anniversario della fondazione dell’Aviazione Navale

di ELISABETTA ARRIGHI

Il mare, le navi, i volti dei marinai, la spettacolarità di un sommergibile che sembra un delfino mentre esce dall’acqua, le nubi in quota scolpite dalla luce del tramonto mentre tre incursori si lanciano dall’elicottero, la formazione a “V” dei fucilieri del San Marco appena sbarcati su una spiaggia dorata, le luci che di notte definiscono il perimetro della portaerei Cavour… questo e molto altro si trova nelle 24 immagini di Massimo Sestini, fiorentino, fotografo internazionale, un grande talento insignito di prestigiosi premi a livello mondiale. Un’arte, quella di Sestini, che parte dal reportage e va poi molto oltre, come raccontano le centinaia di scatti da lui realizzati per la Marina Militare che questa volta – il riferimento è alle immagini a cui abbiamo accennato sopra – mostrano la vita quotidiana degli uomini e delle donne con le stellette, imbarcati sulle unità (ma anche sui velivoli) della flotta tricolore. (Nel testo e sopra il titolo pubblichiamo alcune immagini riprodotte fra quelle esposte nella nostra”Dal mare sul mare” del fotografo Massimo Sestini).

La Squadra Navale al tramonto

E proprio la Squadra Navale ripresa dall’alto mentre il sole tramonta a poppa è l’immagine simbolo di “Dal mare sul mare”, mostra inaugurata nella mattinata di lunedì 13 marzo al Museo Piaggio di Pontedera, dove resterà allestita fino al 27 agosto 2023. È anche accompagnata da un libro fotografico di grande formato (editore Marina Militare) nel quale si trovano numerosi altri scatti oltre a quelli scelti per l’esposizione che in un certo qual modo, rappresenta il proseguimento della mostra livornese ”La più bella del mondo”, dedicata alla nave scuola Amerigo Vespucci. Quella a Livorno, con foto d’insieme di Massimo Sestini e molti ritratti (di ufficiali, sottufficiali, allievi e marinai) firmati da Maki Galimberti, è stata una mostra allestita la scorsa estate (fino ad autunno inoltrato) al Museo della Città. Proprio il Comune labronico compare anche nell’allestimento di questa seconda esposizione pontederese per la quale sono stati utilizzati gli stessi pannelli retroilluminati che danno vita, nell’ambito di una visione immersiva, alle nuove immagini scattate da Massimo Sestini.

L’inaugurazione della mostra al Museo Piaggio ha visto la presenza del vicepresidente del Gruppo Piaggio Matteo Colaninno, del presidente della Fondazione Piaggio Riccardo Costagliola, dell’ammiraglio Lorenzano Di Renzo comandante dell’Accademia Navale di Livorno, e dei sindaci di Pontedera e Livorno, rispettivamente Matteo Franconi e Luca Salvetti.

Da sinistra Matteo Colaninno, vicepresidente Piaggio; il fotografo Massimo Sestini, l’ammiraglio Lorenzano Di Renzo comandante dell’Accademia Navale di Livorno, il sindaco di Pontedera Franconi e il sindaco di Livorno Salvetti

E proprio Massimo Sestini ha fatto da “guida” alle 24 immagini: “Ecco, siamo sul mare… il rotore di un elicottero increspa circolarmente la superficie del mare… un sommergibile (lo Scirè, nda) emerge mentre gli incursori e i palombari si immergono in acque profonde e gelide”.

La spettacolarità degli scatti è il fil rouge che lega l’una all’altra le fotografie di grande formato, compresa l’immagine – già citata – della Squadra Navale in formazione e quella delle manovre all’unisono del cacciatorpediniere Doria e delle fregate Rizzo e Fasan in accostata simultanea. Bellissimi, poi, i due scatti notturni  illuminati però dalle luci di bordo che raccontano l’equipaggio al lavoro a bordo dello Scirè e sulla plancia iper tecnologica del pattugliatore polivalente Thaon de Revel (dove un cockpit permette a soli due operatori di governare l’intera nave).

Il sommergibile Scirè in emersione. Sopra il titolo: a bordo del sommergibile

All’ingresso della mostra nel Museo Piaggio, si viene accolti non solo da alcune significative gigantografie delle immagini di Sestini, ma anche da un pannello sul quale sono disegnati neri su campo bianco i profili di ufficiali, sottufficiali e marinai. E poi ci sono anche le immagini in movimento contenute in un video dove la portaerei Cavour incontra una moto che esprime il meglio del Made in Italy. Ovvero una moto Guzzi V100 Mandello con livrea e simboli dell’Aviazione Navale. Un mezzo a due ruote sofisticato nato per celebrare il 110° anno dell’Aviazione di Marina  fondata nel 1913.

Ma perché il coinvolgimento, in occasione di questo anniversario “navale”,  anche di Moto Guzzi? Bisogna andare indietro fino al 1921: il 15 marzo di quell’anno venne infatti costituita a Genova (il trasferimento a Mandello del Lario è successivo) la Società Anonima Moto Guzzi dall’armatore ligure Emanuele Vittorio Parodi, dal figlio Giorgio, da Giovanni Ravelli e da Carlo Guzzi. E gli ultimi tre – i primi due come piloti, il terzo come maresciallo motorista – avevano fatto parte di quello che era all’epoca il Servizio Aeronautico della Regia Marina Italiana. 

La plancia del pattugliatore Thaon de Ravel

La V100 Mandello – parola anche del contrammiraglio Antonello de Renzis Sonnino, capo dell’Upicom (ufficio pubblica informazione e comunicazione della Marina Militare) e grande appassionato di moto – è un gioiello tecnologico (una limited edition in vendita nella rete Piaggio) che si trasforma quasi in una installazione artistica nella sala dove sono esposte le foto di Massimo Sestini. La moto è stata costruita in 1913 esemplari, come l’anno di fondazione dell’Aviazione Navale (questa denominazione è però usata dalla metà degli anni Cinquanta), ed è ispirata ai caccia F-35B. Il colore grigio e le grafiche, infatti, ricalcano quelle dell’aereo, con varie insegne della Marina e il logo del Gruppo Aerei Imbarcati.

La Moto Guzzi V100 Mandello nella sala della mostra “Dal mare sul mare” al Museo Piaggio di Pontedera

L’allestimento all’ingresso della mostra al Museo Piaggio