“Il cliente”, dopo l’Oscar presentazione speciale a Terranova Bracciolini

Arezzo

Le trasformazioni sociali dell’Iran di oggi, raccontate attraverso lo sguardo di uno dei più grandi cineasti contemporanei: questo è “Il cliente”, l’ultimo film del regista iraniano Asghar Farhadi, vincitore dell’Oscar 2017 nella categoria Miglior film straniero, che sarà proiettato giovedì 2 marzo 2017 alle ore 21.30 presso l’auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Veneto n.19). La pellicola, presentata a Cannes e liberamente ispirata a “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller, racconta la storia di una coppia tranquilla e affiatata nella cui vita irromperà un atto violento che ne modificherà completamente le coordinate. L’iniziativa, organizzata nell’ambito della rassegna “Cinema 9 e 1/2”, è a cura di Macma (ingresso 5-4 euro).

Emad e Rana, giovani sposi apparentemente uniti che progettano di avere un figlio, sono costretti a spostarsi in un appartamento in affitto perché il palazzo in cui vivono rischia il crollo. Un giorno squilla il citofono e lei, pensando sia il marito, apre. È invece un cliente della prostituta che viveva nell’appartamento prima di loro, che aggredisce la donna sotto la doccia. Dopo il colpo iniziale, il consorte, partendo dagli oggetti che lo sconosciuto ha lasciato in casa (soldi, telefonino, le chiavi di un furgone) si lancia in un’indagine vendicativa, mentre la storia reale s’intreccia con quella della pièce che i due protagonisti stanno mettendo in scena con il loro gruppo di teatro. 
Paragonato ad Alfred Hitchcock per l’uso sapiente della suspense applicata al realismo sociale, ammiratore di Kiarostami e del neorealismo italiano, Farhadi è da sempre interessato al tema delle relazioni umane in rapporto al giudizio altrui, fil rouge che lega tutti i suoi film e che in questo caso si interseca alla questione della violenza e delle giustificazioni con cui motiviamo il nostro agire. “Quando comincio a scrivere non mi impongo dei temi da affrontare – spiega in un’intervista – ma lascio che siano i personaggi e le loro storie a suggerirli. Ad ispirarle sono le esperienze di tutti i giorni. Non smetto mai di notare le piccole cose che mi accadono nella mia vita quotidiana. In Iran le persone tendono a nascondersi, i rapporti sono regolati dalla distanza, basti vedere il massiccio uso che facciamo delle tende, come se fossero indispensabili per proteggere la nostra intimità. Anche le nostre case sono costruite in modo da non rendere immediato l’ingresso del visitatore. Solitamente prima c’è un cortile, poi un atrio e poi un lungo corridoio.”
Inizio ore 21.30, intero 5 euro, ridotto 4 euro (per under 26 / over 65)

 

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