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Una storia che vive nell’altra tra sacro e profano, passione e pregiudizio. Il dittico Suor Angelica-Cavalleria Rusticana apre la stagione del Goldoni di Livorno ed emoziona il pubblico. Sublime Donata D’Annunzio Lombardi, brava Valentina Boi. Regia e scene affascinanti

Concerti e Lirica, Livorno

di ELISABETTA ARRIGHI

Una serata di primedonne. Dove le voci femminili hanno lanciato il loro acuto convincendo il pubblico che gremiva platea e palchi del Teatro Goldoni di Livorno per l’inaugurazione della stagione lirica 2019/2020 (*). Standing ovation per Donata D’Annunzio Lombardi che dopo aver tenuto una masterclass a tema nel corso del Mascagni Opera Studio, ha debuttato sabato 19 ottobre 2019 nel ruolo di Santuzza nella Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, il compositore di casa, il cui spirito ha aleggiato come sempre sotto la volta di cristallo dello storico teatro livornese. Un debutto molto applaudito quello di D’Annunzio Lombardi, ricco di passione e grande vocalità, oltre ad un notevole phisique du rôle. Un soprano che domina la scena, dal fraseggio importante e dalle notevoli doti attoriali. 

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Ottima prestazione anche quella di Valentina Boi, giovane soprano livornese che ha indossato le vesti di Suor Angelica, prima parte dell’insolito dittico che ha messo insieme Giacomo Puccini con il capolavoro mascagnano. E dopo aver ricevuto un lungo applauso “pucciniano”, si è trasformata nella Lola di Cavalleria, anche qui con notevole gradimento da parte del pubblico.

Ma questo dittico, sospeso tra passione mediterranea (quella di Cavalleria) e “l’arcaica ritualità dell’antico teatro greco e il respiro della sacra rappresentazione” (Suor Angelica / dal libretto di sala, Alberto Paloscia, direttore artistico della stagione lirica), ha colpito al cuore anche per i costumi, la scenografia e la regia.

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Passioni sacre e passioni profane che il regista Gianmaria Aliverta, con il suo team di collaboratori (lo scenografo Francesco Bondì, la costumista Sara Marcucci, la light designer Elisabetta Campanelli), ha tradotto in un collegamento fra le due opere, ambientate entrambe in una chiesa barocca siciliana, con riferimenti, rimandi e flashback di grande contemporaneità. “L’idea è di farle vivere (le due opere, ndr) una nell’altra al fine di creare – spiega Aliverta nel libretto di sala – un’unica storia: lo spettatore verrà accompagnato in un viaggio tra passione, fede, pregiudizio e oppressione dal senso di colpa. Un viaggio alla scoperta della società matriarcale del Sud Italia, guidato da una forte personalità femminile in grado di decidere della vita e della morte di uomini e donne. È la donna infatti che decide chi deve vivere e chi deve essere punito, anche con la morte, specie se oltraggia il suo onore (…)”.

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Così il sipario, alzandosi sul palcoscenico, ha messo in evidenza una doppia ambientazione densa di elementi barocchi e onirici, ricca di colori, ispirazioni quasi iperrealiste e influenze pop (come il grande cuore trafitto che scende sulla scena alla fine di Cavalleria). Una scenografia e una regia affascinanti, così come i costumi. In Suor Angelica la sacralità delle vesti bianche è stata interrotta da fantasie barocche e al tempo stesso moderne, trasportando la storia (tradizionalmente ambientata nel XVII secolo in un monastero) nel tempo moderno dei primi decenni del Novecento (l’opera, che fa parte del famoso Trittico pucciniano con Il Tabarro e Gianni Schicchi andò in scena la prima volta al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918). Analoga trasposizione per Cavalleria, rappresentata la prima volta al Teatro Costanzi di Roma nel maggio del 1890.

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La serata pucciniana prima e mascagnana poi ha visto, per quanto riguarda la parte musicale, l’ottima direzione del maestro Daniele Agiman (già salito in passato sul podio del Goldoni) che ha dato una lettura pulita delle due partiture, ricevendo – insieme all’Orchestra Filarmonica Pucciniana – una lunghissimo applauso “a scena aperta” a conclusione dell’esecuzione del celeberrimo Intermezzo di Cavalleria (anche con richiesta di bis).

Di Donata D’Annunzio Lombardi abbiamo già parlato, così come di Valentina Boi. Per quanto riguarda Suor Angelica molto buona la prova del cast, composto da Anastasia Boldyreva (Zia Principessa), Antonella Di Giacinto (Badessa), Elena Caccamo (Suora Zelatrice), Eva Maria Ruggeri (Maestra delle Novizie), Giulia De Blasis (Suor Genovieffa), Veronica Niccolini (Suor Osmina), Laura Esposito (Suor Dolcina), Veronica Senserini (Suora infermiera), Valentina Saccone (prima novizia), Laura Scapecchi (seconda novizia), Isabel Lombana Marino (prima cercatrice), Sofia Yuneeva (seconda cercatrice), Sabrina Sanza (prima conversa), Galina Ovchinnikova (seconda conversa).

In Cavalleria Rusticana abbiamo poi ritrovato, oltre a Valentina Boi, anche Anastasya Bodlyreva nel ruolo di Mamma Lucia. Turiddu ha visto in scena Aquiles Machado, che alla fine ha ricevuto un lungo applauso nonostante qualche incertezza. Infine Sergio Bologna, molto applaudito,  ha dato la voce ad Alfio con grande professionalità.

Molto buone le prestazioni del Coro Ars Lyrica (maestro del Coro Chiara Mariani) e del Coro delle Voci Bianche della Fondazione Teatro Goldoni (maestro del coro Laura Brioli).

Il dittico è un nuovo allestimento con la coproduzione del Teatro Goldoni, del Teatro Coccia di Novara e del Teatro Sociale di Rovigo, città dove Suor Angelica e Cavalleria saranno rappresentate nel corso della stagione lirica 2019/2020.

(*) Suor Angelica-Cavalleria Rusticana replicano a Livorno domenica 20 ottobre 2019 alle ore 16 con alcuni cambi nei cast. Suor Angelica sarà Elena Memoli, Zia Principessa avrà la voce di Lucrezia Venturiello. In Cavalleria il cambio sarà completo: Santuzza sarà Marika Franchino, Turiddu Rosolino Claudio Cardile, Alfio Matteo Jin, Mamma Lucia Lucrezia Venturiello, Lola Elena Memoli, tutte voci selezionate con il Mascagni Opera Studio.

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