Romanticismo e dintorni all’ISSM Mascagni: concerto con un giovane trio del Conservatorio Dall’Abaco di Verona e un duo dell’istituto livornese. In programma musiche di Glinka, Beethoven e Schumann

Livorno, Musica

Domenica 10 marzo 2019, alle 11, nell’ Auditorium Cesare Chiti dell’ISSM Mascagni di Livorno, appuntamento con il secondo concerto della XV edizione della Rassegna Nardini che accoglie  i giovani del Conservatorio Dall’Abaco di Verona, insieme con quelli del Conservatorio cittadino.

Il programma si apre con il Trio pathétique in re minore per clarinetto fagotto e pianoforte, nei movimenti Allegro moderato, Scherzo: vivacissimo, Largo e Allegro con spirito, di Mikhail Ivanovič Glinka (1804-1857, in basso a sinistra un ritratto), esponente del movimento nazionalistico russo in campo musicale che doveva, poi, sfociare nelle teorie estetiche e musicali antiaccademiche che animarono il cosiddetto Gruppo dei Cinque, di Balakirev, Musorgskij, Cui, Borodin e Rimskij-Korsakov.

glinka

A quello di Glinka fa seguito il Trio n. 4 in Si bemolle maggiore op. 11, scritto nel 1797 da Ludwig van Beethoven (1770 -1827), nei tempi Allegro con brio, Adagio e Allegretto con variazioni.

Inizialmente composto per pianoforte, clarinetto e violoncello, il Trio assai presto vide il violino prendere il posto del clarinetto, tanto da divenire parte integrante dei Trii beethoveniani per archi e pianoforte. In questa versione è, invece, il fagotto che si sostituisce al violoncello.

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Sono interpreti delle due pagine, di Glinka e Beethoven (sopra il titolo, particolare dell’opera di J.K. Stieler), i giovani del Conservatorio Felice Dall’Abaco di Verona Francesca Pernigo al clarinetto, Giacomo Sfetez al fagotto e Ottavia Valentina Pastore al pianoforte.

Nella seconda parte del programma un giovane “duo” dell’ISSM Mascagni si cimenta con i Fantasiestücke op. 73, di Robert Schumann (1810 – 1856, particolare a destra di un dagherrotipo del 1850).

, tre brani dai titoli Zart und mit Ausdruck (delicatamente e con espressione), Lebhaft, leicht (vivace, leggero), Rasch, mit Feuer (veloce con fuoco).

Scritti, originariamente, per clarinetto e pianoforte, i Fantasiestücke op. 73 sono in realtà destinati a un organico che vede alternarsi al clarinetto, con le necessarie variazioni di ottava, strumenti diversi, fino anche al violino e al violoncello.Il pubblico li ascolterà nell’esecuzione di Danilo Squillace al fagotto e Simone Librale al pianoforte.

Il concerto è a ingresso libero.

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