GIORNATE DEL FAI, EDIZIONE SPECIALE. Giardini, orti botanici, passeggiate nella natura, ma anche ville, rocche e borghi: il 27 e 28 giugno 200 luoghi aperti in 150 località. Cosa vedere in Toscana

Da non perdere

Parchi e giardini storici monumentali, riserve naturali e orti botanici, boschi, foreste e campagne, alberi millenari e piante bizzarre, sentieri immersi nella natura e passeggiate nel verde urbano, giardini pubblici da riscoprire e giardini privati segreti che si svelano al pubblico, da una sequoia gigante sopravvissuta al disastro del Vajont nel 1963 fino al semenzaio che ogni anno produce il verde urbano della città di Roma: sono solo alcuni dei luoghi che si potranno visitare in questa edizione speciale delle Giornate FAI, che assume un’inedita veste “all’aperto”, sabato 27 e domenica 28 giugno 2020 in oltre 200 luoghi in più di 150 località d’Italia, su prenotazione e nel rispetto delle norme di sicurezza, grazie all’infaticabile spinta organizzativa dei gruppi di volontari delle delegazioni FAI sparsi in tutto il Paese.

Lastra a Signa / Villa Caruso di Bellosguardo

Un’iniziativa per risvegliare la curiosità e l’intelligenza dinnanzi a ciò che ci circonda, per interrogarci – come scrive Goethe – su ciò che abitualmente vediamo ma non conosciamo se non in superficie, e che vedrà protagonisti anche tutti i Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano, per l’occasione anch’essi concentrati su proposte “all’aperto” declinate sul patrimonio verde. Infine, durante le Giornate FAI all’aperto verranno svelati per la prima volta al pubblico, a pochi mesi dall’accordo tra il FAI e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni, gli imponenti Giardini di Palazzo Moroni a Bergamo, oltre quattro ettari di verde tra le mura della Città Alta: l’omaggio del FAI alla città che ha drammaticamente sofferto l’emergenza sanitaria e che necessita di ritrovare il benessere e la bellezza che solo la natura può offrire. 

Questa nuova edizione delle Giornate FAI si carica di un significato speciale ed emblematico: il momento storico che stiamo vivendo ha imposto a tutta la collettività di riorganizzarsi e reinventarsi, e il FAI è pronto per tornare a offrire al pubblico una ricca e intensa esperienza di visita, nel rispetto della massima sicurezza per tutti, cogliendo l’occasione per mettere al centro della propria proposta il patrimonio “verde” all’aperto di natura, ambiente e paesaggio del nostro Paese. Il FAI persegue dalla nascita l’obiettivo di riavvicinare gli italiani alla natura e al paesaggio, per riscoprire e coltivare una “cultura della natura” e per favorire la conoscenza del patrimonio verde dell’Italia, a cominciare dai suoi Beni. La nostra missione si basa sul principio che “si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce”: comprendere la natura, dunque, si rivela il modo per educarci a “proteggerla”. Oggi per un italiano sembra più facile riconoscere un monumento o una celebre opera d’arte che non le specie degli alberi intorno a noi, ma entrambe sono conoscenze fondamentali per un uomo colto e per un cittadino responsabile che abbia a cuore la tutela dell’immenso patrimonio italiano di arte e natura. Ecco perché il FAI dalla crisi generata dalla pandemia ha cercato di cogliere un’opportunità e per la prima volta, dopo 35 edizioni di Giornate FAI, presenta un programma di aperture interamente dedicato al rapporto tra Cultura e Natura, coinvolgendo i Beni e i territori in cui operano, nell’ambito della missione del FAI, le sue Delegazioni. Sarà sorprendente guardare l’Italia con occhi nuovi, e scoprire tutte le sue molteplici sfumature di “verde”.

Cantagallo (Prato) / Villa Guicciatdini

Prendere parte alle Giornate FAI è anche un modo per partecipare alla missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione, che negli oltre due mesi e mezzo di chiusura ha interrotto tutte le attività, dalle visite nei Beni ai cantieri di restauro, agli eventi nazionali. Ora il FAI è ripartito, per questo, oltre al contributo minimo – 3 euro per chi è già iscritto al FAI, 5 euro per i non iscrittirichiesto all’atto della prenotazione online, tutti i visitatori potranno iscriversi al FAI con le quote agevolate (riduzione di 10 euro) presso tutti i luoghi aperti e i Beni della Fondazione.

L’elenco dei luoghi visitabili durante le Giornate FAI all’aperto offre al pubblico una variegata selezione di monumenti “verdi” e tutti all’aperto, tra cui diversi “Luoghi del Cuore” del patrimonio naturale e paesaggistico (promossi dal censimento in corso), inclusi itinerari o passeggiate nel verde urbano, campestre o montano (anche in relazione al “Progetto Alpe” recentemente lanciato dal FAI per promuovere la conoscenza e la frequentazione dell’Italia interna sopra i 600 metri).

I LUOGHI VISITABILI IN TOSCANA

Arezzo

Santa Maria delle Grazie, il Porticato. La costruzione della Chiesa risale agli anni 1435-1444. La chiesa riporta ancora tracce di stile gotico sebbene il portico e la loggia siano opere pienamente ascrivibili a uno stile rinascimentale. Tra la seconda metà degli anni Settanta e i primi anni Ottanta del XV secolo infatti alla facciata della chiesa fu addossata la strepitosa loggia di Benedetto da Maiano. Il grande storico dell’arte Mario Salmi arrivò a spiegare Santa Maria delle Grazie come “il primo esempio di piazza porticata del Rinascimento.”

Sesto Fiorentino / Villa Guicciardini Corsi Salviati

Lastra a Signa (FI)

Giardino di Villa Caruso di Bellosguardo. La villa viene acquistata nel 1540 dalla nobile famiglia dei Pucci. Si deve al colto e raffinato abate Alessandro la decisione di farne dal 1585 un ritiro paradisiaco, con un raffinato parco di delizie naturali e artificiali. Già organizzato in settori geometrici, con una originale planimetria romboidale, nel Seicento il parco è ornato di elementi scenografici e di figure scultoree tratte da Ovidio e Orazio. 

Sesto Fiorentino (FI)

Villa Guicciardini Corsi Salviati. L’imponente facciata barocca della villa denuncia la magnificenza dell’edificio, che si apre con un mosso prospetto anche sul giardino, il quale rivela, nelle diverse zone, le trasformazioni del gusto nei secoli. Il semplice giardino cinquecentesco viene ampliato tra Seicento e Settecento, abbellito da complessi giochi d’acqua, dotato di una grande ragnaia, di un vasto parterre di fiori, di una vasca rettangolare con le allegorie delle Quattro Stagioni. Attorno al 1815 il parco è adeguato ai gusti romantici con l’introduzione di piante esotiche, per le quali sono costruite serre riscaldate da stufe a vapore, e di un laghetto artificiale con un ponte in ghisa.

Castellazzara (Grosseto) / Rocca Silvana

Castell’Azzara (GR)

Rocca Silvana. La rocca fu costruita nel IX secolo ed era un antico possedimento dell’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata. Nei secoli successivi divenne della famiglia Aldobrandeschi, assumendo un ruolo strategico per il controllo e lo sfruttamento delle vicine miniere di cinabro e mercurio ed entrando nelle mire espansionistiche di Siena, sotto la cui giurisdizione passò verso la metà del Trecento. 

Bagni di Lucca (LU)

Le Architetture del Pardini ai Bagni di Lucca: Villa Fiori, edificata nella seconda metà dell’Ottocento, esempio architettonico con elementi neoclassici e neogotici frutto di rivisitazioni stilistiche degli inizi del Novecento; un piccolo ponte realizzato nel 1837, che collega l’Ospedale e il Tempietto Demidoff; il Casino dei Giouchi, costruito nel 1839 per volere di due imprenditori francesi Adrien Mathis ed Edouard Ginnestet; Hotel de Russie,  realizzato nel 1838 e dove  soggiornò la scrittrice inglese Louise de La Ramée detta Ouida.

Livorno

Orto Botanico del Mediterraneo – Villa Henderson. L’Orto Botanico del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, realizzato negli spazi retrostanti la Villa Henderson un tempo coltivati a ortaggi, è strutturato in modo da ricostruire alcuni ambienti caratteristici del Mediterraneo e del territorio della provincia di Livorno (Isola di Capraia, Monti nel tempo Livornesi, Isola d’Elba, Campiglia Marittima, Calafuria e dune litoranee toscane). 

Massa (MC)

Orto Botanico delle Alpi Apuane “Pellegrini-Ansaldi”. L’Orto Botanico delle Alpi Apuane è dedicato al medico e botanico Pietro Pellegrini (1867-1957) che svolse numerosi studi sulla flora del territorio apuano. Situato a Pian della Fioba, si trova lungo la strada panoramica che collega Massa con la Garfagnana. 

Volterra (PI)

Passeggiata da Docciola a Sant’Andrea. Una piacevole e inconsueta passeggiata attraverso duemila anni di storia della città. 

Pistoia

Fattoria di Celle, Collezione Gori (foto sopra il titolo). La collezione Gori è una raccolta privata di arte ambientale. Vanta oggi 80 opere realizzate da artisti provenienti da ogni parte del mondo. 

Larciano (Pistoia) / Padule di Fucecchio

Buggiano (PT)

Salotto d’Italia, il giardino barocco di Villa Sermolli. Villa Sermolli è una reggia rustica con giardino barocco che, grazie all’influsso benefico del padule, del mare e dei monti protettori, mantiene un microclima adatto alla coltivazione di agrumi. Sul parterre con vasca ottagonale, le cycas e un grande cipresso. Il giardino, che si sviluppa verticalmente come un fondale di teatro, con spalliere di limoni, mandarini, arance amare, cede il passo a natura e fiori e diventa un palazzo di stanze verdi custodito dai “caramogi”, nani-contadini di pietra.

Larciano (PT)

Passeggiata naturalistica in un’area incontaminata, Padule di Fucecchio. Il Padule di Fucecchio ha un’estensione di circa 1800 ettari, divisi fra la Provincia di Pistoia e la Provincia di Firenze, e rappresenta tuttora la più grande palude interna italiana. La zona naturalisticamente più interessante è situata prevalentemente nei Comuni di Larciano, Ponte Buggianese e Fucecchio. Si tratta di un percorso particolarmente adatto per gli amanti del birdwatching e dell’osservazione naturalistica.

Ponte Buggianese (PT)

Lo scrigno botanico di Paola Fanucci. Il giardino, situato in aperta campagna, è stato concepito come un prolungamento dell’abitazione, vere e proprie “stanze a cielo aperto” che dilatano lo spazio vivibile. Varcando il cancello ha nizio un viaggio, in una armonia di profumi e colori grazie a essenze provenienti da lontani angoli del mondo.

Cantagallo (PO)

Villa Guicciardini.  La villa ha origini antichissime e il parco, integrato su progetto commissionato dal conte Guicciardini, divenne giardino all’italiana con disegni geometrici delle aiuole, vasche d’acqua che servivano sia come vivaio sia per alimentare le fontane del parco, limonaie per il ricovero invernale dei numerosi agrumi, e un pergolato adornato da tralci di vite e rose rampicanti che raccordava alcune zone del giardino con sedute laterali in pietra.

Pontignano (SI)

Certosa di San Pietro o Certosa di Pontignano. Rara testimonianza di architettura monastica certosina. Dal giardino all’italiana si gode una vista mozzafiato sulla campagna e città di Siena. Rispecchia tutti i canoni tradizionali di un giardino all’italiana rinascimentale con influenze tipiche del periodo francese nelle forme e taglio dei bossi e tunnel di allori che porta all’orto botanico. Il giardino ospita una limonaia per quasi cento piante pluridecennali di limone. Un’enorme magnolia centenaria domina il giardino mentre piante rampicanti in fiore abbracciano la balconata della villa. Il prezioso orto botanico, vincolato dalle Belle Arti, dispone di tipiche piante del Chianti, alberi da frutto e piante aromatiche.

E TRA I BENI DEL FAI

San Gimignano (SI)

Torre e Casa Campatelli racconta il “verde pittoresco” delle dolci colline toscane della Valdelsa, punteggiate di case e cipressi e colorate di campi, che si ammirano dalle finestre dell’ottocentesca casa; il borgo medievale, celebre per le sue torri, vive da sempre in simbiosi e perfetto equilibrio con la campagna circostante, un tempo risorsa fondamentale della sua economia e ancora oggi territorio di produzione di olio e vino d’eccellenza, come la tipica Vernaccia, sebbene anche sfondo da cartolina di un preoccupante turismo “mordi e fuggi”.

Per consultare l’elenco completo dei luoghi visitabili in TOSCANA, per informazioni, 

prenotazioni ed eventuali cambiamenti di programma:

https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=TOSCANA

COSA VISITARE IN ITALIA (alcune segnalazioni)

* Tra gli alberi monumentali: la Sequoia del Vajont a Longarone (BL), 33 metri di altezza e 160 anni di età, tra i pochi sopravvissuti alla tragedia del 1963 che ha raso al suolo il paese con oltre 2.000 vittime, o il Platano di Vrisi a Curinga (CZ), 18 metri di circonferenza del tronco, piantato secondo la tradizione dai monaci del vicino monastero medievale di Sant’Elia Vecchio;

*Tra le aree naturalistiche: la Riserva naturale del Borsacchio a Roseto degli Abruzzi (TE), un tratto di costa incontaminata, tra dune e calanchi, salvata dalla cementificazione grazie a un gruppo di volontari, oggi guide della riserva; 

*Tra i borghi storici da scoprire: Monesteroli a La Spezia, a picco sul mare in fondo a una scala di 1000 gradini, senza elettricità o metano, vive solo grazie a energie rinnovabili. Sito tra i più votati del censimento in corso de “I Luoghi del Cuore”, sarà meta di una camminata in collaborazione con il CAI; Borgo Universo a Aielli (AQ), borgo medievale spopolato a 1000 m slm, che ha ritrovato nuova vita grazie a un progetto di coloratissima street-art;

*Molti i monumenti all’aperto: Eremo di S. Onofrio al Morrone e Santuario romano di Ercole Curino a Sulmona (AQ), la grotta che nel XIII secolo fu umile rifugio dell’eremita divenuto Papa Celestino V, accanto ai resti di un santuario del III secolo a.C.; Villaggio operaio Pirelli a Milano, un sobborgo di 26 villette costruite nel 1920-1923 per i lavoratori della Pirelli secondo un modello romantico di città-giardino e una concezione ottocentesca di casa-azienda;

*Tra i musei d’arte immersi nella natura: Art Park La Court a Castelnuovo Calcea (AT), progetto di land art firmato da Emanuele Luzzati con sculture contemporanee tra i vigneti delle Langhe e del Monferrato, Patrimonio dell’UNESCO; Giardino e Collezione Gori-Fattoria di Celle a Pistoia (PT), una collezione privata di 80 opere d’arte ambientale in un parco-museo premiato tra i più belli d’Italia nel 2019;

*Tra i giardini urbani, parchi pubblici da riscoprire a Torino, Genova, Bologna e Taranto, e imperdibili l’Aranciera e il Semenzaio di San Sisto Vecchio a Roma, dove dal 1810 si coltivano le piante per il verde pubblico di Roma, comprese le azalee di Trinità dei Monti, tra viali alberati, serre e un’aranciera neogotica, in un angolo di verde urbano sconosciuto tra il Celio e le Terme di Caracalla;

*Si visiteranno inoltre molti orti botanici a Roma, Trieste, Livorno e Sanremo (IM), dove si trova il Centro di Ricerca CREA di Orticoltura e Florovivaismo: nel giardino ottocentesco di una villa liberty dove i genitori dello scrittore Italo Calvino fondarono nel 1925 la Stazione Sperimentale di Floricoltura, per fornire supporto scientifico all’allora nascente floricoltura industriale sanremese.

Altrettanto ricca è la proposta di visita nei Beni della Fondazione, cui si aggiungono ora i Giardini di Palazzo Moroni a Bergamo, che il FAI apre per la prima volta – e definitivamente – ai visitatori. Un’apertura anticipata eccezionale fortemente voluta dal FAI (in attesa dei necessari restauri all’interno e all’esterno del palazzo che inizieranno nell’autunno 2020) che dopo un primo parziale intervento di pulizia e manutenzione rende fruibile alla cittadinanza il più grande parco storico privato di Bergamo: un polmone verde e suggestivo nel cuore della città, con i suoi terrazzamenti tipici dei giardini all’italiana, le aiuole fiorite e le siepi potate, e una grande ortaglia un tempo produttiva, con prati, viti su pergole, alberi da frutto e un tipico roccolo. Un nuovo Bene del FAI, un luogo di benessere ritrovato con vista panoramica sullo sfondo delle Alpi Orobie, che vuole contribuire alla ripresa della città gravemente colpita dalla pandemia. 

I Giardini di Palazzo Moroni saranno aperti su prenotazione da effettuare online: il 27 giugno, gratuitamente per il solo personale sanitario, e il 28 giugno, a contributo libero per i soli cittadini di Bergamo; dal 1° luglio i Giardini saranno regolarmente aperti al pubblico (mercoledì, giovedì, venerdì dalle 14.30 alle 20; sabato e domenica dalle 10 alle 19) acquistando il biglietto online.

Nei Beni della Fondazione saranno organizzate visite guidate speciali, proposte di attività incentrate sul “patrimonio verde”: attraverso piccole lezioni di botanica e visite accompagnate da esperti agronomi o giardinieri, il pubblico potrà scoprire peculiarità e rarità, aneddoti e curiosità sulla natura curata e protetta nei Beni FAI, tipica o rara, spontanea o coltivata, autoctona o importata, storica o attuale, incolta o produttiva, addomesticata e modellata ad arte, soggetto e ispirazione per sculture e affreschi, per letteratura e poesia, per progetti di ricerca scientifica e per modelli sperimentali di sostenibilità ambientale, salutare e ricreativa, per il corpo, per la mente e per lo spirito. I contenuti delle visite, elaborati per questa occasione speciale, diverranno materia di una proposta permanente del FAI che così inaugura, accanto al tradizionale racconto storico e artistico dei suoi Beni, un racconto di taglio botanico, naturalistico e paesaggistico, con particolare attenzione ai temi ambientali. 

Ad esempio, Villa del Balbianello sul Lago di Como racconterà il “verde violentato”, la natura forzata dalla mano dell’uomo in forme innaturali e ardite, dal grande leccio potato “a ombrello” al ficus ripens che avvolge in una spirale le colonne della Loggia Durini; l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce è testimone invece di un “verde malato”, a causa dell’epidemia di Xylella che da anni affligge gli ulivi del tipico paesaggio pugliese; un progetto di uliveto sperimentale intrapreso dal FAI e diretto dal CNR, contribuisce alla ricerca sulle soluzioni a questa pandemia del mondo naturale. E ancora, possiamo definire “verde d’archivio” quello raccontato al Castello di Masino a Caravino (TO) attraverso i documenti storici custoditi negli archivi della sua Biblioteca, che hanno permesso al FAI di ricostruire un labirinto settecentesco e di reimpiantare uno storico vigneto del locale vitigno “Erbaluce”. A Monte Fontana Secca a Quero-Vas (BL) si racconta il “verde eroico”, di un doppio eroismo: quello di un pascolo senz’acqua (fontana-secca), che il FAI ha ripopolato delle locali vacche burline grazie a moderni abbeveratoi mobili, e quello dei soldati che su questi prati combatterono durante la Grande Guerra. Villa Panza a Varese racconta invece un “verde architettato”, un giardino perfettamente equilibrato, tra geometrici parterres e boschetti romantici, che fonde nell’armonia dello spirito del luogo un susseguirsi di progetti diversi e di grandi opere strutturali. 

In Sicilia, sull’isola di Pantelleria, il Giardino Pantesco di Donnafugata rappresenta nella sua tipicità un “verde primigenio”, il prototipo del giardino, costituito da un solo albero di arancio protetto da un muro a secco in pietra lavica, che ne garantisce la sopravvivenza secondo un antichissimo metodo di coltivazione. Il “verde spirituale” sarà infine quello raccontato dal Bosco di San Francesco ad Assisi, dove un sentiero nel bosco invita i “pellegrini del XXI secolo” a meditare sull’armonia tra Uomo e Natura predicata dal Santo e che ha ispirato l’artista Michelangelo Pistoletto, autore dell’opera di land art Terzo Paradiso qui realizzata per il FAI, che simboleggia una sintesi ideale tra Natura e Cultura.

 

Per partecipare alle Giornate FAI all’aperto sarà richiesto un contributo per il FAI.

Tutti i fondi raccolti saranno destinati alle attività istituzionali della Fondazione. 

La raccolta contributi avverrà prima dell’evento all’atto di prenotazione con la richiesta di un contributo per il FAI minimo (tramite carta di credito e paypal), per iscritti FAI a partire da 3€, per non iscritti a partire da 5€.

Medici, infermieri e personale sanitario / Il FAI ringrazia tutto il personale sanitario per il coraggioso impegno profuso nel corso dell’emergenza Covid-19 regalando l’iscrizione ordinaria da effettuarsi durante gli eventi nazionali o presso i Beni della Fondazione

*****

MODALITÀ DI VISITA IN SICUREZZA

Nel rispetto delle normative, il FAI ha adottato misure che permettano al pubblico di partecipare all’evento nella massima sicurezza. Le visite si svolgeranno solo su prenotazione in determinati turni, a gruppi ristretti. Una volta prenotato il turno di visita, i partecipanti riceveranno una mail con le indicazioni sulle modalità di accesso e le norme da rispettare: oltre all’obbligo di presa visione dell’informativa sulla sicurezza, si ricorda l’obbligo di indossare la mascherina durante la visita, di mantenere il distanziamento sociale di 1,5 metri, di disinfettare le mani con gli appositi gel situati all’ingresso del percorso e di attenersi in generale alle indicazioni date dal personale e dai volontari, seguendo le informative poste all’inizio del percorso. Si chiede di rinunciare alla visita qualora, nei 14 giorni antecedenti, la persona abbia avuto una temperatura corporea superiore ai 37,5°, e/o abbia presentato qualsiasi sintomo influenzale, e/o abbia avuto contatti con persone risultate positive al COVID -19. Il FAI, nell’ambito dei protocolli di sicurezza adottati per la prevenzione dal contagio da Covid – 19, si riserva inoltre la facoltà di rilevare all’ingresso la temperatura dei visitatori tramite appositi dispositivi.

***

Le Giornate FAI all’aperto 2020 sono rese possibili grazie al fondamentale contributo di importanti aziende. Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI e Partner degli eventi istituzionali, presente con il suo Parco Sorgenti di Riardo nella lista dei luoghi visitabili e impegnata insieme alla Fondazione in importanti attività di sensibilizzazione sul corretto riciclo del materiale plastico. FinecoBank, realtà leader nel trading online e nel Private Banking, è il prestigioso Main Sponsor dell’evento perché da sempre sostiene il valore del patrimonio. Rekeep, principale gruppo italiano attivo nel facility management e amica amico del FAI dal 2018, che sostiene l’evento in qualità di Sponsor. Grazie anche a Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine, dell’azienda Leonardo, che valorizza il patrimonio archivistico-museale industriale, Golia Herbs che sostiene gli eventi verdi, Nespresso, nuovo importante sostenitore della Fondazione. Infine grazie a DHL Express Italy, che rinnova per il sesto anno consecutivo il suo sostegno al FAI in qualità di Logistic Partner. 

L’iniziativa si svolge con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane. Si ringrazia per la collaborazione la Commissione europea, da alcuni anni partner delle Giornate FAI attraverso l’Ufficio di Rappresentanza in Italia. Si ringraziano, inoltre, Regione Lazio, Regione Toscana e Provincia Autonoma di Trento per il contributo concesso. 

Anche in questa edizione speciale di Giornate FAI il Servizio Pubblico Rai conferma il proprio impegno per i beni culturali e paesaggistici italiani. 

Grazie alle 128 Delegazioni, ai 97 Gruppi FAI, ai 96 Gruppi FAI Giovani e ai 4 Gruppi FAI ponte tra culture, che anche in questi mesi difficili non hanno mai perso l’entusiasmo e la passione che da sempre li contraddistingue. Grazie a tutti i gruppi di volontari sul territorio che sono riusciti a organizzare le aperture di luoghi eccezionali, a quelli che collaborano con i Beni del FAI e a tutti coloro che a vario titolo stanno supportando questa iniziativa; un ringraziamento particolare per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione alla Protezione Civile e ai suoi volontari, e all’Arma dei Carabinieri per il loro contributo alla sicurezza dell’evento. Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari degli oltre 160 luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni, e le 150 amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa, comprendendone l’importanza e il significato di ripartenza.

 

Lascia un commento