Giochi d’acqua (e di luci) nella rinnovata piazza Guerrazzi. Inaugurato a Livorno il recupero dell’area fra Cisternino di Città e Palazzo del Picchetto

Livorno

Quello che prima era un posteggio, oggi è una piazza pedonale con fioriere, panchine e una fontana che regala giochi d’acqua e refrigerio ai passanti. Cambia volto piazza Guerrazzi a Livorno, spazio di collegamento ideale tra il Cisternino di città e via Grande, inaugurata nella mattinata di venerdì 7 giugno 2019, a conclusione dell’importante intervento di riqualificazione che ha riguardato tutta la parte di piazza a nord di via Grande, e cioè l’area compresa tra il Cisternino di Città, opera dell’architetto Pasquale Poccianti, e il Palazzo del Picchetto, realizzato nel ‘700 su disegno di Giovan Battista Foggini.

Il taglio del nastro, ad opera del sindaco Filippo Nogarin e l’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Alessandro Aurigi, ha coinciso con l’entrata in funzione dei giochi d’acqua della spettacolare fontana realizzata, a livello della pavimentazione, nel tratto di via del Pantalone compreso tra via delle Galere e via Grande, anch’esso oggetto di riqualificazione.

La fontana ornamentale, costituita da otto ugelli con illuminazione LED, entrerà definitivamente in funzione tra qualche settimana (quando saranno completati gli allacci elettrici) e rimarrà accesa per tutto il giorno (in periodo estivo). Dalle ore 21 alle ore 22, prima dello spegnimento notturno, sarà programmato lo spettacolo con giochi d’acqua variabili ed effetti luminosi.

Sotto la pavimentazione è stato realizzato un impianto che assicura il ricircolo e il filtraggio dell’acqua della fontana, che sarà quindi sempre pulita e depurata, anche se non potabile, in modo che i bambini possano giocarci senza problemi.

I lavori, per un importo di 600mila euro, sono durati sei mesi, e hanno consentito di recuperare l’antica piazza, un tempo luogo di sosta obbligata delle merci e dei forestieri in entrata e uscita dalla città murata, prima che la Porta a Pisa fosse demolita per la realizzazione di Piazza della Repubblica.

La piazza è stata inoltre arricchita con specifici elementi di arredo urbano, quali dissuasori in ghisa di forma sferica lungo tutto il lato via Grande, e una serie di panchine in ghisa (materiale resistente agli atti vandalici) che sono state disposte lungo i lati del Palazzo del Picchetto che danno sulla piazza in modo da assicurare posti all’ombra sia al mattino sia nel pomeriggio, e offriranno una comoda seduta a chi, percorrendo la commerciale via Grande, intenda fare una sosta.

I dettagli del progetto

La pavimentazione, prima dei lavori di riqualificazione, si presentava costituita da un lastricato in “pietra forte fiorentina”, nel quale erano ben visibili gli interventi di sostituzione di numerose parti. Negli anni erano state infatti inserite lastre di pietra serena e granito, causando la parziale scomparsa della trama originaria, concepita in stretta relazione con gli edifici storici che delimitano la piazza, il Palazzo del Picchetto e il Cisternino di Città.

La nuova pavimentazione realizzata è della stessa tipologia del materiale originario, la “pietra forte fiorentina”, posata a fasce concentriche come nella trama originaria. Per evidenziarne il disegno è stato pensato di alternare fasce di pietra con due diverse finiture (bocciardato e rigato) creando un effetto visivamente dinamico.

Anche per il tratto di via del Pantalone fino all’incrocio con via delle Galere è stata mantenuta la trama originale della pietra, questa volta disposta con un motivo a zig zag, sempre alternando fasce di pietra con finitura bocciardata e levigata. In questo modo è stato possibile ottenere una riproduzione della storica tessitura parzialmente ritrovata, garantendo un’identità comune a tutte le parti della piazza.

Nell’area prospiciente il palazzo del Picchetto, dove era ancora visibile la trama dei quadrati concentrici, è stato scelto di evidenziare la prima pietra che genera il motivo di posa, la “gemma” allineata con i portoni di ingresso del palazzo, mediante il rivestimento della stessa con una fusione in bronzo.

Il marciapiede che contorna gli edifici storici è stato mantenuto visibile anche quando rimane alla stessa quota della piazza.

Per il marciapiede del Cisternino, l’asfalto è stato sostituito con la pietra forte fiorentina a finitura bocciardata, utilizzata anche in quello del Picchetto, dove è stata rimossa la pietra serena storica, particolarmente degradata e difficile da recuperare.

Sfruttando i piani esistenti, il progetto ha mantenuto la stessa quota del marciapiede proveniente dal porticato di via Grande, in modo da ottenere un percorso continuo accessibile. Mentre una lieve pendenza della pavimentazione della piazza in direzione del palazzo del Picchetto, ha consentito di mantenere, sul lato opposto a via Grande, la quota attuale del marciapiede storico.

La fontana ornamentale evidenzia l’elemento acqua, che sarebbe stato il fine dell’architettura del Cisternino se le vicissitudini storiche non lo avessero impedito.

 

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