“Contro la, guerra. Ritratti dall’infanzia negata”: a Cecina prorogata fino al 16 febbraio la mostra del fotografo Pino Bertelli

Arte, Livorno

Visto il notevole riscontro di pubblico ottenuto dalla mostra “Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata” del fotografo Pino Bertelli: storie di bambini attraverso i loro volti, le loro espressioni, i loro tratti e le loro speranze rubate e calpestate, allestita nelle sale del Centro Espositivo del Comune in piazza Guerrazzi, l’Amministrazione Comune ha deciso di prolungarla fino a domenica 16 febbraio 2020. Curata da Alessandro Schiavetti, narra la guerra e la sua forza distruttrice, attraverso i volti teneri e delicati di un’infanzia smarrita e ferita; il tutto grazie all’attento obiettivo di Pino Bertelli, che con rispetto ed emotività, racconta l’infanzia di chi soffre nel silenzio del mondo nel mentre questo va avanti calpestandone le vite. (Sopra il titolo: particolare di una locandina della mostra – ph. Pino Bertelli).

L’autore espone opere magistrali scattate in tutto il mondo, dall’Iraq all’Amazzonia, dal Burkina Faso fino a Chernobyl. Nato in una città-fabbrica della Toscana, tra ‘Il mio corpo ti scalderà’ e ‘Roma città aperta’. Dottore in niente, fotografo di strada, film-maker, critico di cinema e fotografia. I suoi lavori sono affabulati su tematiche della diversità, dell’emarginazione, dell’accoglienza, della migrazione, della libertà, dell’amore dell’uomo per l’uomo come utopia possibile. È uno dei punti centrali della critica radicale situazionista italiana.

“Come si può negare l’infanzia? Come si può togliere ai bambini il diritto di esserlo? Sono particolarmente felice che Cecina e il Centro Espositivo Comunale ospitino e continuino ad ospitare fino a metà febbraio la mostra di Bertelli – ha detto il sindaco Samuele Lippi – una riflessione intensa e profonda verso quei bambini ai quali non è affatto concesso di essere spensierati e gioiosi”.

“Gli scatti di Pino Bertelli in mostra – ha sottolineato il curatore della mostra Alessandro Schiavetti – colpiscono per il forte impatto che hanno, ma testimoniano con estrema delicatezza e dolcezza gli sguardi smarriti dei bambini ritratti in una silenziosa contemplazione carica di rispetto; gridano una vera e propria incriminazione alla guerra, un’accusa vera e propria contro la follia depravata e colpevole che ha inquinato in profondità ogni centimetro dell’uomo stesso. Più di 350 milioni di bambini attualmente, vivono in aree colpite da conflitti. E allora è bene ricordare che il silenzio uccide in questo caso, che l’immobilismo deteriora le possibilità, che il paradosso dell’io pensante e capace di agire è il suo stesso fermarsi indeciso e riluttante, e che in ogni secondo che passa i nostri sforzi devono aumentare costanti e mai stanchi, mai domi e uniti nel nome della pace e della bellezza pura della pace stessa”.

“Rumori di bombe, urla di bambini, pianti di genitori disperati sono descritti e riportati nel lavoro del reporter. Il “fotografo” di guerra – ha concluso il presidente di Aruspicina Marzio Porri – ha la possibilità e la capacità di dar voce a una qualsiasi persona che sta vivendo la lotta, l’ostilità, la fatica. Vive tra i soldati, tra la gente nelle trincee, il campo di battaglia diventa la sua redazione. Questo è quel che ha fatto il fotografo Pino Bertelli a cui vanno i miei complimenti sentendomi orgoglioso di “averlo portato” a Cecina con i suoi scatti che stanno regalando emozioni e soprattutto riflessioni in questo momento così particolare”.

Orario della mostra, ad ingresso gratuito, organizzata da Acs Art Center e associazione Aruspicina con il patrocinio del Comune di Cecina: dal martedì al venerdì dalle 17 alle 19, il sabato e la domenica dalle 16.30 alle 19.30. 

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