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Festival Sanctae Juliae: l’ultimo concerto con musiche antiche e moderne (anche con il tablet). In agenda due prime assolute di Deraco e Teani

Concerti e Lirica, Livorno, Lucca

Il Festival Sanctae Juliae si avvia alla conclusione della sua quarta edizione con il concerto “Juliae” che si svolgerà sabato 19 maggio 2018 (ore 21) nella Sala Canaviglia della Fortezza Vecchia a Livorno, in occasione della Giornata Europea del Mare e proprio nei giorni dei Festeggiamenti della Santa Patrona della Città di Livorno.
Come lo scorso anno, la Fortezza Vecchia chiuderà la serie di concerti del Festival. Nel 2017 fu rappresentata l’opera Dido and Eneas di Purcell, risalente alla fine del 1600, quest’anno, invece, l’antico e il moderno si uniranno: musiche antiche e moderne, architettura antica e tecnologia. Moderni tablet saranno usati, per la prima volta, come strumenti musicali e scenici. Verranno eseguite prime assolute di musiche scritte per l’occasione dal compositore Girolamo Deraco, artista affermato a livello internazionale, vincitore di importanti concorsi in molte nazioni e insignito di prestigiosi riconoscimenti, e dal Maestro Stefano Teani, giovane compositore lucchese, ma in attività da molti anni. Il programma prevede anche brani sacri e ispirati al mare, sia del repertorio antico, sia di quello contemporaneo. Il coro Libercantus di Perugia sarà diretto dal Maestro Vladimiro Vagnetti.

Girolamo-Deraco
Girolamo Deraco

Il programma si aprirà con un Omaggio al Mare, “Visione del Mare – Mare Orizzonte”, composto per l’occasione e si chiuderà con la prima esecuzione assoluta del Dittico “Juliae”, formato da due nuove composizioni per Coro con Tablet, “Juliae” e “Sanctae Juliae”, ispirate alla vita della Santa.
IL DITTICO “Juliae – Sanctae Juliae”
JULIAE. Fa parte di un progetto ampio dal titolo Vetrate Arcane, che ha come perno centrale l’idea di scrivere dei pezzi di musica sacra contemporanea che raccontino della vita dei Santi (come le antiche vetrate delle chiese). Commissionato dall’Associazione Musica Ritrovata nell’ambito del Festival Sanctae Juliae di Livorno, il brano si ispira a momenti della vita di Juliae. Il componimento presenta la rielaborazione di frammenti di preghiere, lodi e inni dedicati a Santa Giulia, e anche del canto gregoriano “Vexilla Regis”. Si dice che Juliae, condotta sul luogo in cui era stata eretta la croce, nonostante tutti i patimenti trovò la forza di elevare alla Croce un inno di lode. “Sanctae Julie” è una processione sacra per coro con tablet, su un antico e rarissimo inno in latino per Santa Giulia cortesemente messo a disposizione per l’occasione dall’Arciconfraternita di Santa Giulia e del SS. Sacramento. I tablet sono utilizzati in forma scenica e relazionandosi a particolari momenti della vita della santa.
Girolamo Deraco: musica e testo (rielaborazioni di testi sacri).
Alberto Maria Gatti: sound designer.
SANCTAE JULIAE. “Processione sacra per Coro con Tablet. Questo brano, commissionato dall’Associazione Musica Ritrovata nell’ambito del Festival Sanctae Juliae di Livorno, è ispirato alla figura di Santa Giulia. Il testo – in latino – è un rarissimo inno a Santa Giulia (Ad Vesperas Sanctae Juliae), reperito casualmente dagli organizzatori del Festival. Il brano, seguendo la scansione del testo in cinque strofe, è suddiviso i cinque piccole sezioni (oltre l’Amen finale) fra loro intrecciate da elementi comuni. Ogni corista dispone di un tablet mediante il quale leggerà lo spartito. L’utilizzo dei tablet, inoltre, è funzionale non solo all’abolizione della carta pentagrammata, ma anche alla resa scenica del brano. Come specificato nel sottotitolo, si tratta di una “processione sacra” in onore della Santa, dunque tutti i coristi congiungono lentamente verso l’altare e, nell’ultima sezione, i bassi raggiungono il resto del coro con quattro tablet disposti a croce. L’utilizzo delle luci e soprattutto dei fixed media (metodo di composizione basato sulla registrazione e diffusione dei suoni) contribuisce all’effetto drammatico creando un’atmosfera più mistica e liturgica, oltre a supportare l’intonazione e il ritmo del coro a cappella. Inoltre, i tablet disposti a croce, nel finale, non solo simboleggiano la croce della processione, ma anche la costellazione della Croce del Sud, la “stella guida” dell’emisfero australe nel quale mi trovavo durante la stesura di questo brano; mi piace pensare, infatti, che essa abbia guidato i miei passi in questo compito impegnativo.”

I due brani per coro con tablet, nascono come pezzi indipendenti, composti come detto, da Girolamo Deraco e Stefano Teani, ma sono stati concepiti come dittico dedicato alla figura di Santa Giulia.
Ognuno secondo il proprio linguaggio ed estetica musicale, questi due lavori vogliono omaggiare la Santa che dà il nome al Festival per mezzo di strumenti antichi (come le voci riunite in formazione corale) e moderni (i tablet). Questi ultimi, lungi dall’essere una mera velleità, serviranno non solo per sostituire la carta pentagrammata, ma anche per ottenere interessanti e inaspettati effetti scenici. Cruciale, infatti, per entrambi questi compositori, è l’aspetto teatrale della musica, aspetto quanto mai evidente in questo dittico sacro.

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