1991/2021, LA TRAGEDIA DEL MOBY PRINCE. Le cerimonie per ricordare le 140 vittime a trent’anni dalla tragica collisione. La consegna della Livornina da parte del sindaco Salvetti. Il messaggio di Marida Bessi, presidente della Provincia

“Questo anniversario non è uguale a tutti gli altri. Non è uguale perché arriva dopo la scelta difficile da digerire della sentenza della sezione Civile del Tribunale di Firenze riguardo alla causa contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero della Difesa promossa dai familiari.  
Non è uguale perché a distanza di 30 anni siamo ancora ad inseguire giustizia e verità, in mezzo a ricostruzioni approssimative o fantasiose che puntualmente escono nei giorni del ricordo.
Non è uguale perché la pandemia ci costringe ancora una volta a non potersi abbracciare e a non poter condividere emozioni e sensazioni nella maniera più naturale.
Non è uguale per me e per tutti voi perché qui non c’è una persona come Loris Rispoli simbolo di un percorso straordinario di lotta ed impegno in questa vicenda maledetta di una strage che non ha nessun responsabile”.

Così il sindaco Livorno Luca Salvetti nella Sala del Consiglio Comunale, nel trentesimo anniversario della tragedia del Moby Prince, la più grande della navigazione italiana che si consumò nella terribile notte del 10 aprile 1991  a poche centinaia di metri dalla costa di Livorno. (Le foto che accompagnano il post sono da Comune di Livorno).

Quest’anno l’anniversario, ancora senza verità ufficiali, è stato ricordato senza la presenza di Loris Rispoli – purtroppo è ricoverato a causa di un grave malore – il quale in tutti questi anni, come presidente dell’associazione “140 Familiari delle Vittime del Moby Prince” (una delle due associazioni in prima linea per la ricerca della verità, insieme all’associazione “10 Aprile” guidata da Angelo Chessa), ha incessantemente cercato risposte sul drammatico accaduto.

Risposte che la nazione deve continuare a cercare come ha dichiarato in un suo messaggio anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: ” Il popolo italiano non può dimenticare. Come non dimentica la città di Livorno, che vide divampare il rogo a poche miglia dal porto e assistette sgomenta alla convulsa organizzazione dei soccorsi e al loro drammatico ritardo. Sulle responsabilità dell’incidente e sulle circostanze che l’hanno determinato è inderogabile ogni impegno diretto a far intera luce. L’impegno che negli anni ha distinto le associazioni dei familiari rappresenta un valore civico e concorre a perseguire un bene comune”.

La giornata del trentennale, a Livorno è stata scandita da tanti momenti, ognuno con un profondo significato simbolico.

Il sindaco Salvati (con la fascia) e i due ormeggiatori che salvarono il mozzo Alessio Bertrand, unico sopravvissuto del traghetto Moby Prince

La mattina si è aperta con la consegna a Palazzo Comunale delle pergamene di ringraziamento ai due ormeggiatori Valter Mattei e Mauro Valli che salvarono l’unico superstite della sciagura, Alessio Bertrand.

Quindi in Fortezza Nuova è stata deposta una corona al monumento delle vittime Koningin Juliana realizzato alcuni anni fa dall’artista Federico Cavallini: un cubo in ferro da imbarcazione battuto simbolicamente sui lati con strumenti da demolizione. L’effetto creato è quello pugni battuti dall’interno della nave. I “bozzi” sono 140 così come le vittime della tragedia e come le piantine bianche dell’attigua aiuola, il “giardino della memoria” del Moby Prince. A seguire un momento musicale a cura di EstrOrchestra e della Corale Rodolfo del Corona .

La Messa in cattedrale officiata dal Vescovo di Livorno Monsignor Simone Giusti ha chiuso la prima parte delle celebrazioni.

Quindi nel primo pomeriggio l’intervento del sindaco di Livorno alla presenza delle autorità cittadine e del presidente della Regione Eugenio Giani (Foto in alto a sinistra).

In Sala del Consiglio è stata anche consegnata un’opera dell’artista Francesco Vieri, destinata a perpetuare il ricordo della tragedia attraverso incontri nelle scuole: un modellino di traghetto ricoperto da articoli di giornale che raccontano l’accaduto.

Quindi il corteo fino all’Andana degli Anelli per la deposizione del cuscino di rose donato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della corona di alloro alla lapide che riporta i nomi delle 140 vittime del tragedia del 10 aprile 1991.  Nomi letti in uno dei momenti più toccanti della giornata da persone che rappresentano la città dal punto di vista istituzionale, culturale, spettacolare, associativo e del volontariato, giornalistico, studentesco, sportivo, oltre ad un gruppo di familiari delle vittime.
(La lettura è a cura dell’Associazione Effetto Collaterale e Documenta 30).

Dopo la lettura lancio di 30 rose rosse in mare, in ricordo degli anni trascorsi da una delle più profonde ferite subite da Livorno.

La consegna della Livornina da parte del sindaco ai familiari dell’Associazione 140 (a sinistra con la felpa rossa Nicola Rosetti, vicepresidente)

Infine al Teatro Goldoni la consegna della Livornina d’oro, la massima onorificenza cittadina al vicepresidente dell’Associazione “140 Familiari delle Vittime del Moby Prince” Nicola Rosetti. (Nella foto sopra il titolo). 

La giornata si è chiusa con il concerto per solisti coro e orchestra “Requiem KV626” di W.A.Mozart in ricordo della tragedia del Moby Prince. Organizzato dal Comune di Livorno in collaborazione con la Fondazione Teatro Goldoni ha visto protagonista  l’Orchestra del Teatro Goldoni, alla sua prima uscita pubblica (vedi sezione Concerti e Lirica)

Tanti appuntamenti, un unico fine, come ha detto il sindaco Luca Salvetti: “Un modo per dire ad alta voce e con passaggi estremamente significativi che tutti noi non abbiamo intenzione di dimenticare né ora né mai.

A SEGUIRE L’INTERVENTO COMPLETO DEL SINDACO LUCA SALVETTI

31 anni compiuti da poco, un bel lavoro dopo un percorso di studi da incorniciare, un marito e una figlia di 5 anni, un vita divisa tra due splendide regioni, la Toscana dove risiede e la Sardegna terra di origine dove vivono i suoi parenti. Un esistenza felice, piena di amore e di giorni bellissimi, un esistenza che la pandemia in atto prova a guastare senza però riuscirci perché il suo carattere è troppo solare. Un affetto sviscerato per la sorella più grande di 4 anni e un legame forte con mamma e papa’. La bella storia di una ragazza, Ilenia, una bella storia che purtroppo è solo frutto della mia immaginazione quando qualche giorno fa mi sono trovato a rivedere le immagini del video della famiglia Canu girato a bordo del Moby Prince pochi istanti prima dell’impatto con l’Agip Abruzzo. Ilenia è la bambina di appena un anno che insieme alla sorella e ai genitori sale a bordo gira per i saloni e poi entra nella cabina. Ilenia è la più piccola vittima del disastro, senza quel terribile evento adesso avrebbe appunto 31 anni e sarebbe stata la protagonista di quella bella storia che mi sono immaginato, come lei ci sarebbero state altre 139 persone che in questi 30 anni avrebbero fatto mille cose e vissuto storie uniche. Tutto questo è stato cancellato in una tragica e insopportabile sliding door imboccata la quale c’è stata la morte atroce di 140 persone, il dolore dei familiari e l’angoscia di un’intera città di un intero paese.

Questo anniversario non è uguale a tutti gli altri:

Non è uguale perché arriva dopo la scelta difficile da digerire della sentenza della sezione Civile del Tribunale di Firenze riguardo alla causa contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero della Difesa promossa dai familiari.

Non è uguale perché a distanza di 30 anni siamo ancora ad inseguire giustizia e verità, in mezzo a ricostruzioni approssimative o fantasiose che puntualmente escono nei giorni del ricordo

Non è uguale perché la Pandemia ci costringe ancora una volta a non potersi abbracciare e a non poter condividere emozioni e sensazioni nella maniera più naturale.

non è uguale per me e per tutti voi perché qui non c’è una persona come Loris Rispoli simbolo di un percorso straordinario di lotta ed impegno in questa vicenda maledetta di una strage che non ha nessun responsabile.

Loris in questo momento ci ascolta, con la sua tempra da combattente sta condividendo nel suo animo e nella sua mente le parole dette e le sensazioni provate in queste ore. A lui va un saluto affettuoso.

La giornata di oggi è molto intensa, ed è cominciata con il riconoscimento a chi ha salvato Alessio Bertrand è proseguita con la toccante cerimonia in Fortezza Nuova e la funzione religiosa presieduta dal Vescovo, con il passaggio dalla sala del consiglio comunale e andrà avanti con la lettura dei nomi delle vittime all’andana degli anelli la deposizione delle corone e le rose lanciate in mare per concludersi poi al teatro Goldoni dove prima del concerto con il requiem di Mozart procederemo alla consegna delle Livornina d’oro all’associazione 140, la massima onorificenza cittadina che abbiamo voluto consegnare nel 30 anniversario della tragedia. Un modo per dire ad alta voce e con passaggi estremamente significativi che tutti noi non abbiamo intenzione di dimenticare ne ora ne mai.


Presidente Bessi: “La Provincia vicina ai familiari che da 30 anni aspettano la verità sulle cause dell’incidente”
Il messaggio della presidente della Provincia Marida Bessi, in occasione del 30° anniversario della tragedia del Moby Prince.

“Sono passati 30 anni dalla tragedia del Moby Prince, ma ancora non è stata accertata la verità sulle cause dell’incidente e sul perchè 140 persone persero la vita in attesa dei soccorsi.

Alle cerimonie di commemorazione della tragedia, anche quest’annoin forma ridotta a causa della pandemia, non potranno essere presenti i familiari delle vittime, ai quali esprimo vicinanza e sostegno in questo giorno di doloroso ricorso. Desidero, inoltre, inviare un affettuoso abbraccio ed augurio di pronta guarigione al presidente del Comitato dei familiari, Loris Rispoli, da sempre animatore delle tante iniziative promosse con coraggio e determinazione per chiedere giustizia.

La Provincia, sarà sempre al loro fianco perché lo Stato mantenga la dovuta attenzione su questa assurda tragedia e faccia ogni sforzo per dare ai responsabili del disastro un nome e cognome”.

Sul balcone della facciata di Palazzo Granducale, sarà appeso uno striscione per ricordare l’anniversario dell’incidente del Moby Prince.

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