Michael Nyman – ‘Nyman’s Goldberg’

Firenze Suona Contemporanea: dal 7 al 27 settembre il festival che coniuga musica del Novecento e arte visiva. Inaugurazione il 7 settembre con la prima mondiale Nyman’s Earthquakes di Michael Nyman alla Manifattura Tabacchi

Firenze, Musica

Undicesima edizione per FIRENZE SUONA CONTEMPORANEA, il festival internazionale dedicato alla musica del Novecento e contemporanea coniugata all’arte visiva che, anche quest’anno, dal 7 al 27 settembre 2019, avrà prime assolute e ospiti d’eccezione. La rassegna inaugura con una prima mondiale, NYMAN’S EARTHQUAKES di Michael NYMAN, alla Manifattura Tabacchi, dal 7 al 14, mentre il Tepidarium del Roster ospita, in prima italiana, l’eccezionale performance di William KENTRIDGE e Joanna Dudley, The Guide to an Exhibition, il 25 settembre.

NYMAN’S EARTHQUAKES è realizzato in coproduzione con Manifattura Tabacchi, all’interno del Festival “God is Green”, dedicato alla sostenibilità e al futuro.

  • Il Giardino Monocromatico, titolo della edizione 2019, ispirato ai giardini zen e all’influenza della cultura giapponese sull’Europa, diretto dal compositore italo-americano Andrea Cavallari, vuole colpire l’immaginario con una proposta che non si accontenta dei sentieri tradizionalmente battuti: concerti e esposizione d’arte si uniscono in eventi che si pongono al confine fra dimensioni diverse, sperimentando inedite forme di accompagnamento reciproco fra musica e immagine. Firenze Suona Contemporanea conterà su scenografie straordinarie e insolite, luoghi storici e spazi museali della città come il Tepidarium del Roster, il Museo Novecento, il Museo Marino Marini e la Manifattura Tabacchi.

FIRENZE SUONA CONTEMPORANEA 2019 è realizzato nell’ambito dell’Estate Fiorentina, in collaborazione con Museo Novecento, Fondazione Berengo, ASF Ltd London, Flame Ensemble, Museo Marino Marini e Manifattura Tabacchi.

Tra gli ospiti in cartellone, oltre a Nyman e Kentridge, sempre alla Manifattura Tabacchi, Andrea Cavallari con una installazione audio-visiva, i giovani artisti Giovanni Vetere, Matteo Pasin e Luís Calçada con delle video installazioni, e l’eccentrica artista americana Nancy Burson con la grande scultura DNA HAS NO COLOR. Nancy Burson sarà poi presente anche al Museo Marino Marini, con la video installazione Love Above All Else e l’installazione sensoriale Perpetual Mary: An Experiential Installation, dal 13 al 23 settembre e con la scultura DNA HAS NO COLOR che per l’occasione il 13 settembre sarà spostata dalla ManifatturaTabacchi a Museo Marino Marini. Il Museo Novecento sarà teatro invece di gran parte dei concerti solistici che vedranno Roberto Fabbriciani e Francesco Dillon, esplorare compositori giapponesi a confronto con compositori europei, mentre Michele Marasco e Marta Cencini proporranno un programma interamente dedicato alla musica minimalista con lavori di Reich, Cage, Glass. Infine, sempre al Museo Novecento, un evento-maratona, il 27 settembre, interamente dedicato al movimento FLUXUS, 20 performer circa occuperanno per intero lo spazio museale trasformandolo in un teatro d’azione, musica, poesia, e performance non stop dalle ore 18 alle ore 22.

IL PROGRAMMA

FIRENZE SUONA CONTEMPORANEA inaugura alla Manifattura Tabacchi, il 7 settembre alle 21.30, con un’eccezionale prima mondiale, NYMAN’S EARTHQUAKES, nuovissimo lavoro di Michael Nyman che qui sarà presentato in forma di installazione con 5 mega proiezioni, una serie di video basati su materiali filmati dallo stesso autore. Nyman sarà alla consolle per la realizzazione in live electronics della colonna sonora, appositamente scritta dal compositore del film pluripremiato oscar, Lezioni di Piano.

NYMAN’S EARTHQUAKES è strettamente connesso al precedente WAR WORK: 8 SONGS WITH FILM (2014-2018), tutti e due riguardano grandi tragedie dell’umanità viste in una chiave molto personale e intima.

“In NYMAN’S EARTHQUAKES –  racconta l’artista – esploro la mia relazione con una serie di terremoti nei quali mi sono trovato coinvolto, in un modo o in un altro: semplicemente come spettatore televisivo (Skopje, 1967 or Belice, 1968); o perchè degli amici ne sono stati partecipi (Mexico City, 1985); o dal momento che mi è stato chiesto di scrivere la colonna sonora per un documentario (Armenia, 1968 e per il film di Sergi Eisenstein, El Desastre en Oaxaca, 1931), o perchè ho prodotto io stesso un documentario (Kobe, 1995); oppure ho organizzato concerti per raccogliere fondi per aiutare le vittime del terremoto (Gujerat, 2004, Centro Italia, 2016). Città del Messico, 15 settembre 2017 è stato il primo terremoto di cui sono stato testimone diretto.In questo nuovo lavoro, combino diversi tipi di immagini e materiali trovati, osservati e recentemente filmati, collegati a questi tragici eventi, con la musica della colonna sonora che ho composto”.

La prima di Nyman, il 7 settembre, sarà preceduta alle 18.30, alla Manifattura Tabacchi, dalla presentazione della scultura DNA HAS NO COLOR di Nancy Burson, artista americana presenta nelle collezioni di musei quali il MoMA, il Metropolitan Museum of Art, il Whitney in New York City, ma anche al Victoria and Albert Museum di Londra e al Center Georges Pompidou, a Parigi, giusto per citarne alcuni. La scultura (visibile fino al 14 settembre), realizzata in vetro dallo Studio Berengo di Venezia, rappresenta come gli scienziati vedono il DNA, ovvero traslucido, senza colore, anche se a volte può apparire biancastro a causa delle impurità nei campioni. Con l’attuale ripresa del razzismo oggi, DNA HAS NO COLOR è un messaggio puntuale: la razza è solo un costrutto sociale che non ha nulla a che fare con la genetica, siamo tutti una razza, quella umana, e tutto il DNA umano è incolore. L’Opera è prodotta con il contributo della Fondazione Berengo e realizzata presso lo Studio Berengo di Venezia nel mese di Luglio 2019. In mostra anche CULTURE SHOULD BE OUR DNA, installazione acustica visiva di Andrea Cavallari.

Sempre alla Manifattura, dal 7 al 14 settembre, ci saranno i giovani artisti Giovanni Vetere con Colonizing the ocean is not an easy task, Matteo Pasin, in collaborazione con VISUALCONTAINER, con il video Weltanschauung – il mondo come volontà di rappresentazione e Luís Calçada con Zoom out from Garching to the Universe, con musiche di Monolake, a formare una video installazione verticale insieme al video TOKYO ARUKU (camminando Tokyo) di Andrea Cavallari.

 Mercoledì 11 settembre, alle 21, al Museo Novecento, il rinomato violoncellista Francesco Dillon, eseguirà un programma di musiche per violoncello e elettronica, nell’ottica di una indagine esplorativa tra Asia e Occidente, proponendo giovani compositori giapponesi, quali Noriko Koide, Eiko Ishibashi e Kenji Sakai, con gli ormai notissimi Toshio Hosokawa e Salvatore Sciarrino.

Dal 13 (vernissage ore 18.30) fino al 23 settembre, al Museo Marino Marini verrà presentata l’installazione video Love Above All Else, l’installazione interattiva dall’emblematico titolo Perpetual Mary: An Experiential Installation, e la video proiezione The Energy of a Drawing in UV Light sempre della video-artista americana Nancy Burson, oltre alla scultura DNA HAS NO COLOR presentata il 7 settembre alla Manifattura Tabacchi.

Domenica 15 settembre (ore 21), magistrale appuntamento con Michele Marasco, primo flauto dell’ORT e solista nelle più importanti sale da concerto in Europa e in America, accompagnato dalla pianista Marta Cencini. Il programma, interamente dedicato alla musica minimalista, propone brani di John Cage, Steve Reich, Philip Glass e Olivier Messiaen. Il luogo del concerto è segreto e rivelato solo a chi prenota.

Venerdì 20 settembre al Museo Novecento, sempre alle 21, ultimo appuntamento solistico affidato allo storico flauto di Roberto Fabbriciani il quale interpreterà, attraverso le opere di alcuni tra i massimi compositori del secolo scorso quali Giacinto Scelsi, Kazuo Fukushima, Luciano Berio, Toru Takemitsu, Salvatore Sciarrino e Aldo Clementi, un imperdibile omaggio al “modernismo” in musica.

Evento imperdibile, fra concerto e installazione, in prima nazionale, mercoledì 25 settembre al Tepidarium del Roster (2 spettacoli, ore 20,30 e ore 22), il nuovo lavoro di William KENTRIDGE The Guide to an Exhibition, for soprano and handbag opera per soprano, video, scultura e la voce dello stesso Kentridge, interpretata dalla magistrale e storica collaboratrice di Kentridge, Joanna Dudley.        

La rassegna si chiuderà con una maratona-concerto dedicata al movimento Fluxus da titolo FLASHFLUXUS! Venerdì 27 settembre, dalle ore 18 alle ore 22, al Museo Novecento, i musicisti del FLAMEENSEMBLE, insieme al pianista Vincenzo Pasquariello, oltre che ad attori, performer, musicisti e vari ospiti, realizzeranno un vero e proprio omaggio a FLUXUS, presentandone varie installazioni, performance, musiche e poesie. Segnaliamo, in particolare, le Sonate & Interludes per pianoforte preparato di John Cage, ma anche Cut Piece di Yōko Ono, o l’enigmatica poesia di George Brecht.  Immancabilmente presente nella serata anche l’omaggio a Giuseppe Chiari della pianista Chiara Saccone che interpreterà Gesti sul piano (1962) e Metodo per suonare il pianoforte (1964). Gesti sul Piano rappresenta una delle esperienze fondamentali nella sua vita di compositore e performer, l’esecuzione libera e sempre diversa dei suoi Gesti lo accompagnerà tutta la vita. Chiari si libera dal pentagramma e sviluppa un nuovo approccio alla tastiera. L’attenzione del compositore e del performer si focalizza sulla cura dei movimenti, che sono descritti minuziosamente.  Il suono è la naturale conseguenza del gesto.  Gesti sul Piano fu eseguito nel 1962 da Frederic Rzewski al Fluxus internationale Festspiele neuester Musik di Wisbaden. Nella partitura Chiari descrive in forma discorsiva le sequenze di gesti con i quali il performer deve agire sullo strumento, indicando il tempo esatto di ogni azione. A lato della partitura verbale annota dei segni che stilizzano alcuni dei gesti proposti. Nel Metodo teorico e pratico per suonare il pianoforte del 1964 Chiari riprende e sviluppa le azioni indicate nei Gesti. La partitura si presenta in due versioni: una grafica ed una verbale. Manca la scansione temporale, la durata delle azioni è scelta liberamente dal pianista, mentre la successione degli eventi è indicata dal compositore.

Se questa maratona, da un lato, costringe gli interpreti, FLAME Ensemble, a una performance continua di quattro ore, dall’altro permette al pubblico di ribellarsi al suo ruolo di ascoltatore passivo – nelle intenzioni del movimento americano, infatti il pubblico è invitato a partecipare attivamente alle performances, ed è libero di vagare fra lo spazio museale in cerca degli eventi più nascosti e imprevedibili.

 

 

Lascia un commento