VolterraTeatro diventa un festival biennale e riparte nel 2019 quando la città etrusca si candiderà a patrimonio mondiale Unesco

VolterraTeatro si rinnova, diventa un festival biennale, ridefinisce la propria vocazione di evento di alto valore culturale di area e strumento di valorizzazione artistica nazionale e internazionale per il territorio. Sarà pubblicato nel mese di aprile il nuovo bando per l’affidamento della gestione artistica del Festival che, nella nuova forma, si svolgerà nel 2019 proprio l’anno in cui Volterra proporrà la sua candidatura Unesco a patrimonio mondiale dell’Umanità.

«Sulla base di un percorso di condivisione con la Regione Toscana, da sempre sostenitrice del Festival e i comuni storicamente partner – spiega Eleonora Raspi, assessore alla cultura – avvertiamo forte la necessità di una nuova definizione del festival, di una sua rinascita in linea con le maggiori esperienze nazionali ed internazionali. Ogni cambiamento di direzione comporta decisioni coraggiose e ambiziose ma confidiamo un impatto positivo sul futuro della rassegna. Alla base di un grande festival sono necessarie una macchina operativa efficiente, tempo e risorse adeguate. La scelta dell’Amministrazione comunale di trasformare in via sperimentale il Festival VolterraTeatro in una manifestazione biennale va proprio in questa direzione».

Grazie all’impegno delle Amministrazioni e alla professionalità e al lavoro di chi ha detenuto la direzione negli ultimi decenni, il Festival si è affermato come un’esperienza di elevato tenore culturale, ha richiamato l’attenzione e la partecipazione di maestri e giovani gruppi: un festival che si è sviluppato non soltanto nei teatri, ma anche in spazi aperti, strutture inconsuete centrali e periferiche. Pur mantenendo il suo centro nevralgico nella città di Volterra, è inoltre riuscito a coinvolgere un territorio più vasto, creando una vera e propria rete con i Comuni di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina e Montecatini Val di Cecina. «Ci aspettiamo quindi una continuità in tal senso e un grande 2019 – conclude Raspi – Questo sarà l’anno in cui la città si candiderà all’Unesco con il progetto di rete Spur e il festival dovrà giocare a tal riguardo un ruolo chiave come alta espressione di cultura».

Il bando di affidamento terrà presente questo aspetto della città mentre il programma dovrà essere ispirato da elementi provenienti dalla storia e dalle tradizioni del territorio, dagli Etruschi alla lavorazione della pietra. Tra gli altri elementi di novità che verranno introdotti, due in particolare: l’attenzione ad elementi di innovazione propri della scena teatrale contemporanea, e la possibilità di rinnovare l’incarico per l’edizione successiva al fine di garantire una continuità artistica e di programmazione.

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