Voglia di conoscersi e contaminarsi: accordo di partenariato fra il teatro Goldoni e l’US Livorno per avvicinare sport e cultura, stadio e teatro, gradinate e palchetti

Possono sembrare realtà molto distanti tra loro, ciascuna custode di una specificità propria che mai si sarebbe immaginato potessero incrociarsi, eppure a Livorno è così ed entrambe lo hanno annunciato pubblicamente con tanta simpatia e voglia di conoscersi e “contaminarsi”: è il mondo del calcio, rappresentato dalla gloriosa maglia amaranto dell’Unione Sportiva Livorno 1915, e quello teatrale, con lo storico Teatro Goldoni attivo dal 1847, la “casa” di Pietro Mascagni.

Così al Goldoni, si sono incontrati il presidente dell’U.S. Livorno Paolo Toccafondi con tutta la squadra, il Club manager Igor Protti, il sindaco – presidente della Fondazione Goldoni Luca Salvetti ed il direttore amministrativo del Teatro Mario Menicagli, per siglare un accordo di partenariato che avvicina sport e cultura, stadio e teatro, gradinate e palchetti. Due gli elementi che rappresentano un fondamentale tratto comune: il pubblico, la partecipazione e con essi la passione, perché entrambe hanno nel proprio Dna l’insopprimibile desiderio di socialità condivisa e di gioia da condividere. Ciascuna, nel proprio ambito, è artefice di una prestazione, di uno spettacolo corale, in cui i protagonisti in quel momento diventano idealmente una cosa sola con chi è vicino a loro e li segue. 

«Parliamo di emozioni – hanno affermato ad una voce il presidente Toccafondi ed il direttore Menicagli – e abbiamo tutti provato in questi ultimi due anni cosa ha voluto dire rinunciare a incontrarsi, chiudersi in casa, cosa ha comportato e purtroppo ancora consegue il lockdown. Ecco che abbiamo deciso insieme di unire le nostre due realtà in un proficuo rapporto di partenariato, in modo che il pubblico di entrambe possa avere facilitazioni e informazioni per vivere e partecipare lo sport e la cultura, moltiplicando le occasioni di incontro, svago, relazioni. Quello che firmiamo oggi – hanno proseguito – è probabilmente un unicum almeno in Italia e, senza alcuna presunzione, vuole lanciare un messaggio: siamo tutti coinvolti e ne usciremo soltanto se, tutti insieme, ci impegneremo per recuperare reciprocamente modi e spazi di frequentazione. Su questo abbiamo immediatamente ricevuto l’adesione entusiasta del sindaco». 

Il Teatro Goldoni e lo stadio Armando Picchi sono entrambi patrimonio del Comune di Livorno e pertanto della collettività (il sindaco è anche presidente della Fondazione Goldoni): “L’invito, che da oggi viene rivolto alla città – hanno affermato i protagonisti – è quindi di essere sempre più attiva e partecipe a quanto di bello e coinvolgente avviene e anima Livorno”.

Se nel frattempo è prossima la ripresa del campionato a causa dell’emergenza sanitaria, il Goldoni è nel pieno della sua nuova stagione Teatrale ed ha colto l’occasione per mostrare a tutti gli intervenuti alcuni aspetti della “macchina” teatrale: dalla visita dei luoghi di spettacolo inclusi quelli che rimangono nascosti al pubblico, ad un piccolo “assaggio” delle arti performative tra canto e recitazione, con un pizzico di sana labronicità: dopo aver ascoltato il soprano Silvia Pantani con Gianni Cigna al pianoforte proporre “Un bel dì vedremo” dalla Butterfly pucciniana e l’attore Marco Conte con il “Monologo di Antonio” da Giulio Cesare di William Shakespeare e la sua parodia in vernacolo, ha concluso il fisarmonicista  Massimo Signorini  con “Libertango” di Astor Piazzolla che il direttore Menicagli ha dedicato a Miguel Vitulano indimenticato argentino del Livorno Calcio.

Non poteva mancare il calcio o almeno nella sua unica forma proponibile in Teatro: ecco che il presidente dell’US Livorno ha sfidato un rappresentante del Palcoscenico ad un incontro di subbuteo tra “Livorno 1931/32” e “Palcoscenico Goldoni”, una simpaticissima e breve sfida terminata 1-1. 

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