A Venezia c’è Damien Hirst con i suoi “Tesori dal relitto dell’Incredibile” tra realtà e fantasia. Immaginate, infatti, Topolino che naufraga duemila anni fa…

Fuori Toscana

La leggenda è questa: Amotan II, vissuto fra la metà del primo e l’inizio del secondo secolo dopo Cristo, era un liberto di Antiochia, quindi ex schiavo romano, che dopo aver spezzato le catene si mise a giare il mondo allora conosciuto accumulando una enorme ricchezza. Tutte opere d’arte che lui imbarcò sulla sua nave, detta Apistos – “incredibile” in greco – finirono in fondo al mare nel naufragio del vascello al largo della costa orientale dell’Africa.

Fin qui la storia, dalla quale – duemila anni dopo – ne ricomincia unaltra. Quella di Damien Hirst, il famoso e visionario artista britannico, l’autore del famosissimo teschio di diamanti (vedi foto in basso a destra) che torna con una mostra sospesa fra storia, leggenda e fantasy. La mostra si intitiola “Treasures from the Wreck of the Unbelievable” e comprende decine di opere (si supera abbondantemente il centinaio) che appaiono incrostate, consunte dall’acqua del mare e dal tempo, ma che – all’improvviso – mostrano sembianze contemporanee familiari come Topolino, Pippo o il volto di Ishtar (molto somigliante) a quello della super top model britannica Kate Moss (in basso a sinistra. Questa foto e quella sopra il titolo sono rispettivamente di C. Gerigk e P. Cuming Associates, Damien Hirst and Science Ltd). Insomma, una mostra del dubbio, nel senso che questa operazione artistica mescola oggetti che sembrano vecchi e che invece (forse, chissà…) sono nuovi. Nel frattempo una leggenda sembra diventare realtà, come reale sembra il recupero dei tesori documentato da foto e filmati subacquei… ma anche questo può essere stato oppure no. Creatività, quindi, che diventa arte e la leggenda che diventa realtà artistica contemporanea. E quando c’è di mezzo un tesoro c’è sempre un po’ di mistero… Ma le opere sono reali. grandi, piccole e talvolta gigantesche, in fusione di bronzo o in marmo, ma anche in resina e con tocchi d’oro. Il “tesoro” di Hirst diventa quindi il caso dell’anno. Un caso artistico, che fa discutere, che affascina e che sta richiamando a Venezia – dove la mostra è in corso – migliaia di visitatori.

“Treasures from the Wreck on the Unbelievable” è allestita fino al 3 dicembre 2017 in due sedi veneziane: Punta della Dogana (Dorsoduro 2) considerata la prima tappa della mostra e quindi Palazzo Grassi (Campo San Samuele 3231). L’esposizione resta chiusa il martedì, gli altri giorni è aperta dalle 10 alle 19. Il biglietto (comprende tutte e due le mostre) costa 18 euro (intero).

www.palazzograssi.it

 

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