UP&Down, prosegue la tournée teatrale (con tanti sold out) di Paolo Ruffini in scena con cinque attori con sindrome di Down. Martedì 20 novembre tappa al “Verdi” di Firenze

Firenze, Teatro e Danza

Prosegue il tour nei più importanti teatri d’Italia di UP&Down, lo spettacolo teatrale che Paolo Ruffini porta in scena con cinque attori con sindrome di Down, uno autistico e uno in carrozzina. Uno straordinario esempio di teatro integrato, una vera e propria esperienza in cui le distanze tra palcoscenico e platea si annullano: comicità e irriverenza accompagnano gli spettatori in un viaggio che racconta della bellezza che risiede nella diversità.

UP&Down ha debuttato nel 2018 al Teatro Sistina e ha calcato importanti palcoscenici in tutta Italia, registrando numerosi sold out. Il tour teatrale, dopo la pausa estiva, è ripartito con cinque date tutte sold out al Teatro Nazionale di Milano, al Teatro Politeama di Genova e al Teatro Brancaccio di Roma, e ora toccherà in successione Firenze (martedì 20 novembre 2018), nuovamente Roma (Brancaccio, il 26 novembre) e Bologna Teatro Celebrazion, 29 novembre).

Locandina Verticale Tour

Lo scheletro dello spettacolo, prodotto da Non c’è Problema e Fenix Entertainment, è costruito sull’intenzione di Paolo Ruffini di realizzare uno straordinario One Man Show, con imponenti scenografie ed effetti speciali. Parte però una sequela di boicottaggi e rocambolesche interruzioni in cui gli attori fanno irruzione dimostrando di essere molto più “abili” di lui. Un happening comico con una forte connotazione d’improvvisazione, sorprese e coinvolgimento che alterna i momenti esilaranti a quelli commoventi. Attraverso il filtro dell’ironia si sviluppano monologhi e gag per affrontare, con sapiente leggerezza, il significato della parola “disabilità”: tante persone non sono “abili” alla felicità o all’ascolto. Questi attori invece dimostrano di essere dei resilienti, di avere una tale confidenza con la vita e con il sorriso, che sarebbe più corretto definire “Sindrome di UP”. Dimostrano soprattutto che siamo tutti diversamente abili, diversamente normali e meravigliosamente diversi. 

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