Una fisarmonica e due attori per festeggiare il compleanno di Modigliani. Con la fan più appassionata dell’artista: ogni 12 luglio arriva a Livorno da San Pietroburgo per dirgli “buon compleanno” nella casa natale di via Roma

Focus, Livorno

di Elisabetta Arrighi

Buon compleanno o Bon anniversaire? In italiano o in francese avrebbe comunque apprezzato il pensiero. E a Livorno, città natale, il compleanno – il 135mo – è stato festeggiato con la torta, le candeline e il brindisi. In una una serata un po’ meno afosa di quelle vissute negli ultimi giorni, ma comunque con l’aria umida e appiccicosa di un’estate un po’ anomala. 12 luglio 1884/12 luglio 2019, un venerdì. Anche 135 anni fa faceva caldo e c’erano, nella casa di via Roma dove Amedeo Modigliani nacque, tante zanzare. 

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Una doppia festa in piena regola quella dedicata al compleanno dell’artista. Doppia perché oltre alle normali visite guidate dell’appartamento, c’è stato un primo evento con brindisi finale (con accompagnamento musicale di Marianna Pace e l’attrice Alessia Cespuglio) alle ore 17, e poi la serata (dalle 21) che ha visto (oltre alla visita) un appuntamento teatral-musicale con Emanuele Barresi (già protagonista delle Stanze dedicate a Modì), la fisarmonica di Massimo Signorini e un intervento di Michele Crestacci (con la sintesi di un suo monologo a tema). Fra le note “parigine” dell’accordéon l’atmosfera ha cominciato a fluttuare fra Ottocento e primi del Novecento, fra l’aria salmastra di Livorno e quella di una Parigi con i caratteristici camini e una torre Eiffel ancora in costruzione, fra il mare di Antignano e le acque scure della Senna…

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Barresi (foto a lato) ha tratteggiato i personaggi di casa Modigliani, dalla madre al fratello Emanuele dalla lunga e intoccabile barba, avvocato, politico socialista, esule. Ha ricordato quel 12 luglio del 1884, con quel bambino che nasceva mentre l’ufficiale giudiziario si presentava alla porta per un pignoramento. Con gli ori e i preziosi di famiglia che venivano ammassati sul letto della partoriente perché non venissero portati via. E poi è arrivato Michele Crestacci (foto in basso) che ha reso un omaggio partecipato, emozionante e ironico. Amedeo detto Dedo (oppure Dedò con l’accento sulla ‘o’ finale alla francese), Modigliani detto Modì (sempre con ‘i’ finale accentata). Uno dei più grandi, un artista universale, controverso e amato. Tant’è che ogni anno, ormai da tempo, arriva a Livorno da San Pietroburgo una giovane donna che il 12 luglio vuole essere presente nella città natale di Dedo, per festeggiarne il compleanno.  Auguri! Bon anniversaire! Ma prima del compleanno del 2020, ci sarà da ricordare un’altra data, quella del 24 gennaio, cent’anni dalla morte dell’artista che dal 1920 è sepolto nel cimitero Père Lachaise di Parigi. La città natale ha cominciato a prepararsi, vedremo quello che riuscirà a fare.

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