Terra Mater: atto di denuncia nei confronti della civiltà contemporanea, ma anche supplica alla terra. Il progetto artistico di Sergio Talenti e Fulvio Renzi in prima nazionale al Teatro San Girolamo di Lucca

Venerdì 5 aprile 2019, alle 21 al Teatro San Girolamo di Lucca in scena Terra Mater – Notte a Occidente, opera poetica di Sergio Talenti e Fulvio Renzi. Terra Mater è un progetto artistico che nasce per diffondere il principio dell’arte come dissenso dall’ordine brutale del sistema di dominio delle grandi oligarchie. Il poeta, nella scrittura e nella voce di Sergio Talenti, dialoga con Synthesis, “attrezzo psicofisico di prima generazione”, interpretato da Pierpaolo Capovilla. Le musiche di Fulvio Renzi e Alessandro Biagi, violino e sassofono.

Synthesis è la scoria di un’umanità perduta, la cui esistenza è resa sempre più difficile dal sistema di dominio occidentale, che ha fatto e sta facendo terra bruciata del mondo. Il pianeta che ci ospita e ci ha dato la vita, la terra appunto, è sempre più brutalizzata dal cattivo utilitarismo occidentale.

Terra Mater è un progetto artistico che, presentato in prima nazionale al Teatro San Girolamo di Lucca, raggiungerà teatri, luoghi di incontro, ma anche piazze, centri di accoglienza e tutti i luoghi in cui abitano gli ultimi. Per realizzare questa distribuzione capillare è stato attivato un crowdfunding che permetterà di finanziare la distribuzione dell’opera. Collabora alla raccolta fondi anche Pino Bertelli, fotografo di fama internazionale da sempre attento ai diseredati e alle tematiche che emergono nell’opera poetica. Centocinquanta scatti raccolti dal 2003 al 2014, dalla guerra in Iraq al golpe in Burkina Faso, un libro che ritrae gli ultimi della Terra e che sarà disponibile per tutti coloro che vorranno sostenere il progetto. Occhi, labbra, corpi, terra, che parlano del lato oscuro, dell’emisfero sacrificato per il caldo tepore di un Occidente disumanizzato.

https://www.produzionidalbasso.com/project/terra-mater-notte-a-occidente/

www.terramater.tv

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L’OPERA

Muovendosi lungo una riflessione che parte dal 1492, quando la barbarie occidentale già iniziata nell’Africa del Nord trova lo sbocco per essere elevata a sistema attraverso il sorgere del colonialismo, gli autori arrivano ad un lontano 2144. La Terra, devastata dai grandi terremoti del secolo precedente, è ridotta ad una megalopoli elettrificata. La società post-umana che la abita ha cancellato le emozioni, ridotto a nulla la possibilità di errore delle grandi intelligenze umane, sterilizzato la pulsante scatola toracica dell’affettività. In questo asettico ordine digitale bande ribelli di neoumani armati cercano sopravvivenza. Trovano, nella grande discarica di MiTo, un vecchio VHS. Scoria di un passato ormai cancellato, la videocassetta viene restaurata: sullo schermo compare Synthesis. Prima delle grandi catastrofi l’ibrido era divenuto il nuovo soldato: umano plasmabile, funzionale, pulsione erotica ridotta a nervatura metallica e meccanica, sinapsi thanatica. L’innesto di DNA umano ha consentito in un caso la sopravvivenza della natura profonda della specie.

Autogeneratosi in laboratorio, Synthesis è questo unico. Profugo del proprio tempo, la sua testimonianza è resistenza che scorre sotterranea attraverso i secoli. Nell’interpretazione disturbante di Pierpaolo Capovilla Synthesis è la scoria di un’umanità perduta, che ha fatto terra bruciata del mondo, ridotto all’asfalto di un’immane megalopoli. Egli è l’unico erede di un’umanità sconfitta dalla propria tracotanza, soffocata dai fast-food, violentata dal sesso glabro della ripetizione a video, depauperata da valori ridotti all’ostentazione dello sterile possesso. 

Terra mater è un atto di denuncia nei confronti della presunta civiltà contemporanea ed una supplica alla terra. È la ricerca della linfa su un mondo che appare sempre più arido, di un mare che sembra non promettere approdo. Eppure è la promessa dell’arte, e della speranza che rimane negli occhi umidi di chi ancora può coglierne il messaggio.  

Il progetto artistico – come accennato – si arricchisce del contributo del fotografo Pino Bertelli. Attraverso il crowdfunding che finanzierà lo spettacolo verrà infatti pubblicato un libro fotografico che raccoglierà alcuni dei lavori del grande fotografo, corredati dal testo integrale dell’opera poetica. Il libro sarà distribuito attraverso il crowdfunding e mediante la vendita durante gli spettacoli.

GENESI DELL’OPERA

Nel 2016 il gruppo artistico da cui nasce l’opera Terra Mater converge intorno al Manifesto del movimento BEat 2.0 redatto da Fulvio Renzi e Massimo Arrigoni. Qui inizia un intenso dialogo tra Fulvio Renzi e Sergio Talenti, che collaborano attraverso un intenso scambio tra parola e musica alla stesura dell’opera. Fin da subito verrà coinvolto anche Pierpaolo Capovilla, corpo e voce del simbionte che abita a desertica scena del futuro distopico di Terra Mater. Alex Biagi contribuirà con Fulvio Renzi alla stesura della parte musicale, mentre Sylvia Zanotto e Marina Campagna introducono sulla scena il movimento della danza. Lorenzo Righini lavora invece, con l’aiuto di Luca Incorvaia, al montaggio del video che dialoga con gli interpreti presenti in scena. Cristina Tosto, che aveva già organizzato, insieme a Fulvio Renzi e ad alcune associazioni del territorio fiorentino, la rassegna artistica BEat 2.0, contribuisce al coordinamento, alla produzione e alla promozione dello spettacolo.

AUTORI 

 Sergio Talenti

Esponente storico della beat-generation, realizza numerosi reading e manifestazioni di pojesis dagli anni Settanta fino alla fine degli anni Novanta. Autore attivo in City Lights, il movimento Beat italiano nato a Firenze, ha lavorato insieme a poeti e scrittori come John Giorno, Lawrence Ferlinghetti, Alejandro Jodorowsky, Fernando Arrabal, incontrando migliaia di giovani. Rimarca la sua posizione di dissidente nel campo occidentale opponendosi all’industria culturale e privilegiando il contatto diretto con il pubblico della poesia. 

Fulvio Renzi

 Violinista, compositore, performer realizza numerosi progetti con artisti e musicisti internazionali che lo portano in tutto il mondo, dall’America al Medio Oriente. Nel 1995 fonda l’associazione culturale Azione Sperimentale, con la quale produce il film e documento storico “Stay Human – The Reading Movie” [www.StayHuman.tv], con cui condanna pubblicamente la criminale politica sionista dello Stato di Israele. Nel 2016 scrive il manifesto artistico internazionale “Beat2.0.” [www.beatgen.com], in cui decifra la crescente e urgente necessità di un processo di purificazione artistica, sociale e intellettuale. www.fulviorenzi.com

PROTAGONISTA

Pierpaolo Capovilla

Cantautore, bassista e attore italiano, inizia a suonare all’età di vent’anni. Nel 1996 fonda il gruppo One Dimensional Man. Nel 2005 nasce Il Teatro degli Orrori, che lo porta sotto i riflettori della scena musicale internazionale. Artista impegnato e dissidente, realizza numerosi reading musicali dedicati a figure disturbanti come Antonin Artaud, Vladimir Majakovskij, PierPaolo Pasolini. Intellettuale e schierato, prenderà parte accanto a Fulvio Renzi, nel 2016 al progetto “Beat 2.0. Le voci del dissenso”.

CONTRIBUTO ARTISTICO

Pino Bertelli 

Pino Bertelli è nato in una città-fabbrica della Toscana, tra Il mio corpo ti scalderà e Roma città aperta. Dottore in niente, fotografo di strada, film-maker, critico di cinema e fotografia. I suoi lavori sono affabulati su tematiche della diversità, dell’emarginazione, dell’accoglienza, della migrazione, della libertà, dell’amore dell’uomo per l’uomo come utopia possibile.  È uno dei punti centrali della critica radicale situazionista italiana. Collabora sin dal 1993 con registi, pittori e scrittori. Numerosi i premi e le esposizioni uniche nel loro genere. Alcuni suoi lavori sono esposti alla Galleria degli Uffizi di Firenze. Maggiori informazioni sul sito www.pinobertelli.it.