“A Taxi Driver” del regista Jan Hun vince il premio come migliore pellicola al Florence Korea Film Fest

“A Taxi Driver”, l’ultimo lavoro del regista Jang Hun, si aggiudica il premio come miglior film del 16mo Florence Korea Film Fest, il festival dedicato alla cinematografia della Corea del Sud  a Firenze dal 22 al 30 marzo 2018 presso il cinema La Compagnia. Candidato a rappresentare la Corea del Sud nella selezione delle nominations per l’Oscar al Miglior film in lingua straniera, “A taxi driver” è una coraggiosa opera che indaga il passato recente per capire meglio il presente e racconta la storia vera dell’amicizia nata tra un tassista coreano e un reporter tedesco coinvolti nelle rivolte studentesche di Gwangju, nella primavera del 1980.

A taxi driver

Per l’importanza dei temi trattati, il film ha ricevuto il plauso del presidente della Corea del Sud Moon Jae-in. Kim Man-seob, protagonista del film (due fotogrammi, a sinistra e in alto sopra il titolo), si divide tra il suo lavoro di tassista e l’educazione della figlia a cui, da quando è rimasto vedovo, deve provvedere da solo. Un giorno, credendo di poter intascare una ricca mancia, fa salire sul suo taxi un reporter tedesco per accompagnarlo a Gwangju per filmare la protesta studentesca contro la dittatura perpetrata dal generale Chun Doo-hwan. Quella che doveva essere una semplice corsa in taxi diventerà per Kim Man-seob un’esperienza dopo la quale non sarà più lo stesso.

Venerdì 30, come evento collaterale alle 20.30 al Cinema La Compagnia ci sarà una performance di danza e musica tradizionale coreana con Oulime, gruppo di musicisti coreani in Europa che eseguirà con i quattro strumenti Daegeum, Gayageum, Haegeum e Janggu numerosi brani caratteristici della Corea, tra cui varie versioni dell’Arirang, canzone tradizionale coreana, considerata inno non ufficiale della Corea e nominata dall’UNESCO “Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità” (ingresso 5€).

Il riconoscimento è stato assegnato dalla giuria presieduta dal critico cinematografico Massimo Tria, e composta da Ciro Di Dato, direttore tecnico del FIPILI Horror Festival, Andreas Lotti, giornalista, Martina Agnoletti di Novaradio Città Futura e Marta Pancini, creatrice del blog Lulaida. Questa la motivazione: “Per i perfetti meccanismi drammatici ed emotivi con cui mette in scena la presa di coscienza del protagonista e il suo inquadramento in un momento tragico della storia coreana, ma soprattutto per il modo in cui conferma il fondamentale valore informativo e rivelatore che l’arte cinematografica può e deve rappresentare”.

MicrohabitatA vincere nella sezione Independent Korea “Microhabitat” di Jeon Go-woon (foto a sinistra): “Per lo stile delicato, ma già molto promettente con cui illustra in modo trasversale il microcosmo composito di speranze e avversità della Seoul contemporanea. La Giuria individua in “Microhabitat” di Jeon Go-woon l’opera di un’autrice che merita di essere seguita con viva attenzione anche in futuro e che conferma la vitalità del cinema coreano indipendente”.

Il premio del pubblico, denominato Asiana Airlines Audience Award, è andato anch’esso a “A Taxi Driver” del regista Jang Hun.

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