SPECIALE FESTIVAL PUCCINI / 8. Sul palcoscenico sale “La Bohème” di Folon (scene) e Scaparro (regia). Intervista a Mimì, il soprano Karine Babajanyan

Nel filone dell’omaggio alla Francia e alla sua capitale il Festival Puccini porta in scena nel Gran Teatro all’aperto di Torre del Lago “La Bohème” (la prima venerdì 21 luglio 2017 alle ore 21.15). Eccellenti interpreti alla prima nei panni di Mimì il soprano Karine Babajanyan mentre per la prima volta calca il palcoscenico di Puccini nei panni di Rodolfo il celebre tenore  polacco Piotr Beczala. Sul podio dell’Orchestra del Festival Puccini la bacchetta di James Meena. La regia è di Maurizio Scaparro: “dedico questa nuova edizione dello spettacolo a Folon e a tutti quelli che nella nostra Europa nei secoli, nei paesi e nelle lingue più diversi, vivono e lavorano per opporsi a una crescente società dei senza amore e senza sogni. E ai giovani che dovranno inventarsi dieci, cento, mille altre Parigi…”

Dramma della giovinezza, ma anche inno all’amore puro, sullo sfondo di una Parigi delle grandi rivoluzioni artistiche, quelle che avrebbero segnato la storia e che Puccini, musicista moderno e attento alle trasformazioni colse perfettamente e immortalò in questo capolavoro della storia del melodramma ancora oggi in testa alle classifiche dei titoli più rappresentati in tutto il mondo, è “La Bohème”  del compositore lucchese che va in scena nel cartellone del 63° Festival Puccini. Tre le rappresentazioni con le suggestive e poetiche ambientazioni parigine firmate per il Festival Puccini dal grande e compianto Jean Michel Folon, allestimento già Premio Abbiati. Una produzione del Festival Puccini nata nel 2003 dal sodalizio artistico tra Folon e Maurizio Scaparro che facendo leva su attitudini diverse, ma lavorando in simbiosi, hanno decretato il successo di un allestimento sino ad oggi applaudito da migliaia di spettatori a Torre del Lago e all’estero. Le ispirazioni di stampo tradizionale di Scaparro si sono mischiate splendidamente con i cromatismi e le iconografie dell’arte contemporanea di Folon in un allestimento coloratissimo e naif in cui la soffitta è una grande tavolozza colorata.

la boheme festival puccini 2017 torre del lago
La Bohème al festival Puccini 2017 di Torre del Lago

La regia di questa ripresa a Torre del Lago nelle tre rappresentazioni del Festival Puccini 2017 (21 e 28 luglio/11 agosto) è firmata – come accennato –  da Maurizio Scaparro che non mancherà di regalare, ancora una volta, al pubblico del Festival Puccini uno spettacolo in cui sarà possibile cogliere tutte le sfumature della giovinezza della “bella età d’inganni e d’utopie”, propria de la Bohème.

Eccellenti interpreti della prima in programma venerdì 21 luglio (ore 21.15): nei panni di Mimì il soprano Karine Babajanyan (di cui a seguire pubblichiamo un’intervista per www.toscanaeventinews.it), soprano armeno che dopo gli studi in Italia ha scelto di concentrare la carriera soprattutto, ma non esclusivamente nei paesi di lingua tedesca, diventando una delle più richieste interpreti del repertorio italiano, con particolare enfasi su quello pucciniano, di cui ha cantato quasi tutte le eroine. Ha anche inciso per la EMI un CD di arie e duetti con il grande tenore Giuseppe Giacomini. Mentre per la prima volta calca il palcoscenico di Puccini nei panni di Rodolfo Piotr Beczala, tenore  polacco al vertice di una  carriera internazionale che ha costruito con grande tenacia e pazienza.  Nato come tenore leggero mozartiano, Beczala ha sviluppato negli anni la propria voce in volume e spessore preservando la sua grazia innata ed è arrivato oggi a ritagliarsi una posizione eminente anche nel grande repertorio verdiano e pucciniano. La giovane Elisabetta Zizzo vestirà i panni di Musetta, mentre nel ruolo di Marcello ci sarà Raffaelle Raffio, Schaunard sarà Francesco Baiocchi e nel ruolo Colline è previsto Gianluca Breda. Con loro in scena nel ruolo di Benoit Claudio Ottino, Alcindoro Armando Ariostini, Parpignol Francesco Napoleoni, Andrea Del Conte il sergente dei doganieri e Alessandro Biagiotti il doganiere.

Sul podio dell’orchestra del Festival Puccini di Torre del Lago debutta il direttore James Meena. Assistente alla regia Luca Ramacciotti. I costumi sono firmati da Cristina Da Rold, le luci da Davide Ronchieri. Il Coro del Festival Puccini è istruito da Salvo Sgrò, mentre alla guida del Coro delle Voci Bianche, Viviana Apicella
Biglietti da € 19,50 / Tel 0584 359333 ticketoffice@puccinifestival.it
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L’INTERVISTA

KARINE BABAJANYAN RACCONTA LA SUA MIMÌ

Presto il debutto nella “Fanciulla del West”

Karine Babajanyan, al debutto al Festival Puccini di Torre del Lago nel ruolo di Mimì ne “La bohème”, ha alle spalle una lunga carriera svoltasi principalmente, ma non esclusivamente, nei paesi di lingua tedesca, dove è da tempo considerata una delle interpreti del repertorio italiano; oltre alle eroine pucciniane, su cui ci si sofferma a lungo nell’intervista, il soprano di origini armene è nota per le sue interpretazioni verdiane (Aida, La forza del destino, Messa da Requiem, Un ballo in maschera, Il trovatore, Otello, e Don Carlos, quest’ultima anche nella versione originale francese del 1867), e altri ruoli fra cui spicca Norma. Cantante molto versatile, ha all’attivo ruoli mozartiani quale la Contessa ne Le nozze di Figaro, Elettra in Idomeneo, Fiordiligi in Così fan tutte e Donna Elvira in Don Giovanni alcuni fra i più importanti ruoli del repertorio russo (è bilingue), e altri come Rachel ne La Juive e Jenůfa. Ultimamente ha iniziato a dedicarsi anche al repertorio tedesco riportando un enorme successo come protagonista di Ariadne aut Naxos a Dusseldorf. Fra gli atri recenti successi ricordiamo Elena in Mefistofele alla Bayerische Staatsoper di Monaco, Manon Lescaut, La bohème e Senta in Der Fliegende Höllander a Hanover. La stagione prossima la vedrà protagonista di un nuovo allestimento di Aida a Hanover, Tosca a Lispia e Don Carlo a Lipsia a Hanover, la Messa da Requiem nella Philharmonie di Parigi. Ha inciso per la EMI un CD di arie e duetti pucciniani con il tenore Giuseppe Giacomini, e ha preso parte al film della serie di James Bond “Quantum of Solace” in cui interpretava Tosca al Festival di Bregenz.F81B3129readylq

Karin Babayanjan (a destra, ph. Katalin Karsay), può descrivere brevemente com’è nato il suo interesse per la musica e per l’opera?

“Ho iniziato a studiare musica classica a scuola, all’età di sei anni. In particolare studiavo il pianoforte, eseguendo pezzi di Bach, Mozart, Cerni, Mendelssohn etc. L’opera è entrata nella mia vita un po’ più tardi; la mia passione iniziò quando ancora studentessa ascoltai una registrazione di Elena Obrastzova; fu in quel momento che decisi di diventare una cantante lirica”.

Nella sua biografia menziona Mirella Parutto, illustre soprano italiano e insegnante di moltissimi cantanti che hanno fatto carriera. Che cosa ha imparato da lei?

“È stata una allieva della signora Parutto a darmi i suoi contatti. Sono molto contenta e grata di questo incontro, delle lezioni e di tutto quello che mi ha insegnato. Ho imparato tanto da lei, soprattutto riguardo il fraseggio e la dizione italiana. Faccio tuttora i vocalizzi della signora Parutto quando riscaldo la voce!”.

Perché ha scelto la Germania come base per la sua carriera?

“Penso che sia stato il destino. All’inizio della mia carriera dovevo pur calcare il palcoscenico e debuttare in ruoli adatti alla mia voce, e dopo il successo ottenuto ad un concorso ad Amburgo ho subito ricevuto due proposte di collaborazione da parte di due agenzie; in Germania arrivano spesso buone proposte di lavoro e anche rapidamente, e quindi sono rimasta”.

Eppure, anche se ha costruito la carriera in Germania, il suo repertorio è essenzialmente italiano. Dato che sta per debuttare al Festival Puccini di Torre del Lago, soffermiamoci su questo compositore: quanti ruoli pucciniani ha cantato?

“Sei opere del Maestro Puccini fanno parte del mio repertorio: a parte La bohème (Mimì), Tosca, Manon Lescaut, Madama Butterfly, Suor Angelica e Turandot (Liù). E presto ci sarà il settimo debutto pucciniano, La fanciulla del West”.

Qual è al momento il suo preferito?

Cio Cio San

Ce ne sono alcuni che non desidera più cantare, e perché?

“Se me lo avesse chiesto dieci anni fa avrei risposto Madama Butterfly perché è il ruolo più sconvolgente a livello emotivo fra quelli pucciniani, e per una giovane cantante non è facile farsi travolgere da tutte queste emozioni. Ora con più anni di esperienza so come affrontare le insidie di questo ruolo, e ormai non c’è nessun ruolo pucciniano che vorrei togliere dal mio repertorio”.

L’eroina pucciniana che l’attrae più di ogni altra sia vocalmente che drammaturgicamente?

“Definitivamente Tosca: è un ruolo semplicemente perfetto”.

Un ruolo pucciniano che non ha ancora cantato ma che vorrebbe tanto aggiungere al suo repertorio, e un altro cui non è affatto interessata.

“Vorrei debuttare il ruolo di Giorgetta nel Tabarro. A parte questo ho cantato tutti ruoli pucciniani importanti. Manca solo la protagonista di Turandot, ma non la canterò mai. Richiede una voce completamente diversa dalla mia, e anche il carattere stesso non lo sento molto vicino a me”.

Escludendo Puccini, quali sono i ruoli italiani più congeniali e perché?

“Adriana Lecouvreur, un ruolo molto vicino al mio carattere. È una donna passionale, ed è un ruolo con tante sfumature, sia sul lato vocale che su quello drammatico”.

Un ruolo che vorrebbe intensamente cantare ma che forse sente di non poter mai affrontare, se esiste.

“Mi piacerebbe interpretare delle figure storiche, come le regine Tudor, Anna Bolena o Maria Stuarda. Ma è un repertorio completamente diverso…”

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