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SPECIALE FESTIVAL PUCCINI / 6. La “favola” di Turandot, un successo caloroso (con la recensione di Fulvio Venturi). Il red carpet dei paparazzi e due fotogallery

Concerti e Lirica

di FULVIO VENTURI –

Era forte l’attesa per questa “Turandot” inaugurale il Festival Pucciniano 2017. E tanta aspettativa era data dalla presenza di un regista “insolito”, il giornalista Alfonso Signorini. In tanti anni di presenza in teatro mai mi sono sentito chiedere con tanta frequenza, “ma come sarà la regia di Signorini”? Devo tornare indietro con gli anni e con la memoria e ricordare quando l’attesa era data da personaggi come Franco Corelli, o Magda Olivero, o Luciano Pavarotti per trovare l’uguale. Or bene, dobbiamo dire che abbiamo visto il teatro torrelaghese ricolmo come raramente in altre occasioni.

Dal punto di vista registico Alfonso Signorini ha firmato uno spettacolo molto ordinato, così ordinato, come non avremmo ipotizzato. Forse è quello che oggi chiede il pubblico, che sempre più spesso si lamenta delle regie “moderne”. L’aspetto favolistico di “Turandot” era poi completato dalle scene di Carla Tolomeo, dai coloratissimi costumi di Fausto Puglisi con Leila Fteita, dalle coreografie di Cristina Gaeta e dalle luci di Valerio Alfieri. Da ricordare anche il lavoro di aiuto regista di Andrea Tocchio.

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Villa Puccini a Torre del Lago

Dal lato musicale la produzione era capitanata da un motivatissimo Alberto Veronesi che ha profuso energie per tutta la serata. Fra i cantanti da sottolineare la prova di Martina Serafin, una Turandot fragile e femminile fin dalle prime battute, in virtù di un timbro delicato ed un assetto vocale più lirico che drammatico. Buona anche Carmen Giannattasio fra le “nuances” e le trepide passioni di Liù. Stefano La Colla ha disegnato un Principe Ignoto tosto e ben determinato alla conquista della “principessa di gelo”. La sua voce ha una fibra che ricorda alcuni cantanti del passato quali Luigi Ottolini e Antonio Salvarezza e l’espressione è virile, asciutta, con poche concessioni alla platea, se non una continua profusione dello squillo. Un Calaf deciso, tutto proiettato verso la vittoria finale.

Ottimo materiale vocale anche per il basso George Andguladze interprete del re spodestato Timur. Andrea Zaupa, Ugo Tarquini e Tiziano Barontini vestivano gli scomodi panni delle tre maschere, Ping, Pang e Pong, mentre Carmine Monaco d’Ambrosia era un vigoroso Mandarino. Altri cantanti provenienti dall’Accademia di Perfezionamento del Festival Pucciniano completavano la distribuzione: Nicola Pisaniello (Altoum), Francesca Pacini e Donatella De Caro (due ancelle). Samuele Simoncini era Il Principe di Persia. Buona la prova dell’orchestra e eccellente il coro agli ordini del Maestro Salvo Sgrò. Successo caloroso.


FOCUS SULLA “PRIMA” DI TURANDOT

IL RED CARPET, LA MODA E L’INNO NAZIONALE

di ELISABETTA ARRIGHI – 

Il tappeto rosso, nel parco che circonda il Gran Teatro all’Aperto dove non si possono non ammirare alcuni frammenti di una scenografia di Mitoraj, c’è per davvero. E conduce direttamente nel foyer e alle rampe di scale che portano lo spettatore nell’anfiteatro dal quale, a destra e a sinistra del palcoscenico, si intravedono pezzi di lago. Faceva caldo venerdì 14 luglio 2017, sera della “prima” di “Turandot” con Alberto Veronesi sul podio, Alfonso Signorini in regia e Fausto Puglisi (con Leila Fteita) autore dei costumi. E il caldo umido ha fatto sì che alla giacca e cravatta per gli uomini e agli abiti elaborati per le signore, si siano sostituiti outfit molto più estivi (bermuda compresi). In certi casi abiti molto scollati, come per una giovanissima ed esile ragazza bionda in lungo rosa cipria (uno dei colori di tendenza) che ha mostrato spacchi inguinali (tipo Belen sul palco di Sanremo 2012) che hanno catturato molti sguardi. Ma c’è anche chi, in piena “tendenza Turandot”, ha indossato un bellissimo abito in seta dal fondo verde acqua, con decori orientali. Poi molti abiti lunghi, ma colorati, con righe e fiori, di quelli che si portano dalla mattina alla sera e senz’altro molti tacchi, dallo stiletto al tacco grosso con plateau adeguato.

Simona Ventura, la popolare conduttrice tv, era elegantissima e molto trendy: gonna e camicetta in tessuto lucido, sui toni senape con disegno astratto (la camicia) e righe (la gonna). Ma soprattutto carinissima la scelta delle scarpe: tacco grosso (neppure troppo alto), e una cascata di glitter argento. Come se fossero “di ghiaccio”, per restare in tema con Turandot, ovvero “la principessa di ghiaccio”, che in scena si è presentata prima con un costume pop-barocco, con molto oro e il tipico copricapo, poi con uno splendido vestito dallo strascico immenso e vaporoso. Un abito bianco “ottico” inframezzato da cristalli, splendenti sotto le luci, capaci di lanciare lampi folgoranti. Fausto Puglisi, lo stilista di moda, insieme a Leila Fteita e con il regista Alfonso Signorini, è riuscito a creare costumi sontuosi nel pieno rispetto dell’ambientazione dell’opera, ma con tocchi rock e molto pop. C’è chi si è entusiasmato di fronte alla miscellanea di colori, dai rossi in varie gradazioni (compreso il rosso lacca) al viola, dal lime all’azzurro, il blu profondo, il bianco accecante, e poi i cristalli a profusione anche sull’abito di Liù. Una scenografia corale quasi da musical-kolossal. Senz’altro molto piacevole e intrigante

Tornando al red carpet non è mancata Federica Panicucci, personaggio della tv, affezionata frequentatrice della Versilia per le vacanze estive, che indossava un tubino molto chic. Poi Valeria Marini, con uno dei suoi abiti stile sottoveste, con leggero strascico, e al braccio bauletto Vuitton della serie rielaborata dall’artista Jeff Koons (che ha stampato alcuni capolavori della pittura mondiale, compresa Monna Lisa, la Gioconda di Leonardo da Vinci, e la campagna provenzale di Van Gogh). Presente anche Andrea Bocelli con la moglie Veronica, in abito corto in pizzo chiaro, con orecchini color turchese che mettevano in risalto i suoi capelli castani e l’abbronzatura (nella foto in basso a sinistra con il sindaco viareggino Del Ghingaro, da Comune di Viareggio).Andrea Bocelli con la moglie Veronica e il sindaco di Viareggio Del Ghingaro (da Comune di Viareggio)

In platea anche molti adolescenti e ragazzi. Con le loro magliette colorate, con stampe cartoon, e scritte iconiche, e con gli abitini leggiadri che solo gli stilisti under 16 sanno costruire per le bambine/ragazzine, trasformandole in piccole principesse per una serata di bellissima musica e grande cultura.

Elegantissimo il maestro Alberto Veronesi, che quando si sono abbassate le luci ha dato il “la” all’Orchestra del Pucciniano che ha suonato l’Inno di Mameli. Tutti i piedi e poi, prima timidamente poi in maniera sempre più convinta, gli spettatori si sono messi tutti a cantare.

One thought on “SPECIALE FESTIVAL PUCCINI / 6. La “favola” di Turandot, un successo caloroso (con la recensione di Fulvio Venturi). Il red carpet dei paparazzi e due fotogallery

  • La classe e la competenza non sono acqua. Lo dimostra questa severa e, al contempo, delicata recensione. Complimenti per la sapienza umana e letteraria del Dott Venturi.
    Chiara ed esplicita la mondanità dell’evento nel reportage della giornalista Arrighi.

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