SPECIALE FESTIVAL PUCCINI / 15. “La Rondine” dei giovani. Alessandro Fantoni è un ottimo Ruggero, interessante la prova di Lidia Lunetta. La recensione di Fulvio Venturi (con fotogallery)

Concerti e Lirica

di FULVIO VENTURI

A Torre del Lago, sabato 5 agosto 2017, è andata in scena la seconda rappresentazione de “La Rondine”, che vedeva impegnati nella totalità delle parti solistiche i giovani che nell’arco di un anno hanno seguito i corsi, le masterclasses, dell’Accademia del Festival Pucciniano. Poiché abbiamo già dettagliatamente recensito lo spettacolo dopo la prima rappresentazione, ci dedichiamo esclusivamente ai cantanti e alla parte musicale.

Innanzitutto l’impiego dei giovani non ha nuociuto alla economia generale dello spettacolo, che ha continuato ad avere un impatto levigato e leggibile.

In palcoscenico si è distinto l’ottimo Ruggero di Alessandro Fantoni. Elegante in scena, attore aperto e cordiale, molto credibile nella restituzione di un personaggio a lui vicino nell’immaginario per età e physique-du-rôle. Ha cantato bene, con un fraseggio pulito, con una pronuncia percepibile, mutando anche gli stati d’animo a seconda delle situazioni. Il lieve impaccio del giovane “campagnard” al debutto parigino, il candore nel rammemorare i luoghi di fanciullezza nell’incontro con Magda (“Così timida e sola assomigliate alle ragazze di Montauban”), l’entusiasmo del brindisi (“Bevo al tuo fresco sorriso”), l’emozione della prima notte d’amore (“… che hai… mia vita…”). Nel terzo atto ha poi reso bene dapprima l’allegria incosciente dell’innamorato, l’anelito di una vita in due ricondotta al sacramento ed alla nascita di un figlio (Adami, Adami, come siamo fragili in quel punto…) e la desolazione dell’abbandono finale al quale ineluttabilmente non si oppone. Musicale, non ha dato segni d’impaccio durante lo svolgimento dell’opera, neppure nei passi più complicati come il popolatissimo e variegato secondo atto. Una prestazione da incoraggiare e un cantante da seguire. Per la giovane età che ancora lo contraddistingue, sentiamo anche di poter rivolgere un consiglio ad Alessandro Fantoni. Cerchi risonanze più alte, sia più deciso nel raccogliere sistematicamente le note del passaggio di registro, a prescindere dal colore delle vocali, trovi la “punta” della voce. Ne gioverà lo squillo delle note acute e la proiezione tutta del suono.

Accanto a lui si è mossa con estrema dignità la Magda di Lidia Lunetta. La parte di Magda, ricordiamolo, è difficilissima. La giovane ha affrontato con calma la prova, risultando forse un po’ contenuta nei primi due atti, ma trovando momenti molto intensi, commossi, nella lancinante trenodia d’amore che chiude l’opera. Anche a lei rivolgiamo la stessa esortazione. Cerchi maggior proiezione, maggior espansione. Ma, merito davvero grande per una debuttante, Lidia Lunetta, per tutta la serata, ha dato l’impressione di saper mantenere la concentrazione, senza cadute, senza dimostrazione di difficoltà, confrontandosi con un personaggio che certamente da debuttante non è.

Il resto del cast era molto simile a quello della prima rappresentazione e di esso manteniamo il giudizio complessivo. Ottimo il coro, buona l’orchestra e suonare “di fino” all’aperto come questa partitura richiede, non è facile. Serata luciferina nella temperatura, pubblico numerosissimo tanto da fare quasi notizia per una seconda rappresentazione della bella, quanto ancor poco nota, “Rondine” pucciniana. Attestato dell’ottimo lavoro promozionale ed organizzativo del Festival.

 

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