Soonja Han alla Galleria Il Ponte: dipinti, sculture, disegni e un’animazione digitale raccontano lo spazio

Arte

La galleria Il Ponte di Firenze conclude la stagione espositiva (prima della chiusura estiva) con una personale – dal 13 maggio al 30 luglio 2017 , catalogo edito da Gli Ori – dedicata alla coreana Soonja Han, nata a Seoul nel 1952, artista globale conosciuta per i suoi vibranti dipinti astratti, sculture e installazioni, della quale vengono esposti 10 dipinti, 7 sculture, 8 disegni, 1 animazione digitale. Questa mostra rappresenta la sfida di Han alle comprensioni convenzionali del luogo. Per l’artista, lo spazio é compreso come una realtà fisica, ma nel processo di visualizzarlo come un’opera d’arte, diventa qualcosa oltre lo spazio fisico. Han combina o separa l’opera d’arte e lo spazio che lo abita in diverse dimensioni.

In questa mostra l’artista coglie Firenze come un’immagine e uno spazio millenario e la guarda da una prospettiva distinta. Crea una connessione tra la luce che si riversa attraverso l’occhio del Pantheon e l’effetto della luce sulle sue forme di alluminio semicircolari piegate. Oltre a ritrarre trascurate narrazioni culturali nell’ambiente urbano, Han esplora i concetti correlati di forma, colore e luce nei suoi dipinti circolari, installazioni e disegni. Da qualche anno, Han sta lavorando con il mezzo dell’animazione digitale, che é anche contemplato in questa mostra. Le sue brillanti forme circolari si rivolgono a specifiche idee astratte e alla fine proiettano la nostra nozione di Firenze in una nuova luce. Il cerchio é il centro visivo dell’opera di Han, ma il tema del suo lavoro é anche il contesto in cui essi sono visti, previsti e esperiti come forma. Il suo semplificato simbolo circolare é il contenuto dell’opera. Esso rappresenta un mondo interiore che lei vuole esprimere. Inoltre, é un modo per facilitare trasformazioni nell’arte. Quello che Han cerca é completamente un senso di libertà. L’artista rifiuta di rilegare la sua creatività a qualsiasi nozione di ideologia. La sua arte mantiene fedelmente la sua propensione a superare le fonti tradizionali e a creare il suo proprio mondo.

 

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