Società della Salute Valli Etrusche: un intervento del presidente Daniele Donati (sindaco di Rosignano). “No a fughe in avanti: occorrono visioni unitarie e un disegno chiaro e coerente”

Livorno

A seguire un intervento del sindaco di Rosignano Marittimo, Daniele Donati (foto sopra il titolo), da poco nominato presidente della Società della Salute Valli Etrusche.

“L’emergenza legata alla situazione Covid dovrà obbligatoriamente porci davanti ad una rilettura dei servizi socio sanitari, sia ospedalieri che territoriali della nostra zona. Rilettura ed analisi che dovranno avere come centro di discussione ed elaborazione la conferenza zonale dei sindaci, che corrisponde localmente nell’assemblea della società della salute Valli Etrusche.
In questa sede dovremo ripensare – scrive Donati – coinvolgendo tutti i soggetti interessati quali Asl Tno, sindacati, associazionismo che eroga servizi, soggetti portatori di interesse coinvolti nel Comitato di partecipazione, Mmg e Pls, modalità di erogazione delle prestazioni, luoghi, protocolli di accesso, che incrocino i bisogni dei cittadini con le capacità organizzative del sistema.
Sono quindi premature e fuorvianti soluzioni che riportano a vecchi schemi, quali ipotesi  ventilate in questi giorni da alcuni media di riutilizzare immobili, quali quelli ex Usl 14 di Via Savonarola a Cecina, che rimasti invenduti dopo alcuni bandi pubblici, non garantiscono più, salvo interventi importanti e con grande dispendio di risorse, quei requisiti strutturali che soprattutto l’emergenza Covid richiederebbe.
Il  tutto aggravato dal fatto che strutture quali le Case della Salute previste sul territorio, a partire da quella di Rosignano, pensata addirittura al momento della realizzazione dell’ospedale della Bassa Val di Cecina, non sono ancora state realizzate.
In questo contesto si colloca anche la notizia, sempre apparsa sui media locali, della realizzazione nel Comune di Cecina di una nuova Rsa da 240 posti, di  cui mai si è discusso nei mesi precedenti all’interno dell’assemblea della Sds, della quale oltretutto il sindaco di Cecina era presidente. Assemblea che avrebbe dovuto esprimere un parere non vincolante ma obbligatorio, per una struttura che appare sovradimensionata rispetto alle necessità di tutta la zona, in cui si stimano circa un’ottantina di posti necessari, che sarà quindi in potenziale competizione con altre strutture esistenti ed altre che, contrariamente a questa, sono state oggetto di discussione in seno alla Sds, per le quali è prevista e la realizzazione.
Come nuovo presidente Sds ritengo che la fuga in avanti da una visione unitaria e da un disegno chiaro e coerente, oltre che trasparente e condiviso, rischia di far disperdere risorse, creare le premesse per potenziali forme di privatizzazione dei servizi, ma soprattutto far perdere alla nostra zona opportunità e finanziamenti, che con un lavoro serio e puntuale potremmo invece portare a casa nell’interesse di tutti i nostri cittadini”.

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