Una signora del mare cresciuta sui Banchi di Terranova: la nave scuola “Palinuro” a Livorno per la Settimana velica (con fotogallery)

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di ELISABETTA ARRIGHI

Nelle acque a sud-est dell’isola di Terranova, la corrente – calda – del Golfo e quella – fredda – del Labrador provocano fenomeni di nebbia intensi. Chissà quante volte la “Commandant Louis Richard” si sarà trovata in mezzo alla nebbia, carica del merluzzo appena pescato. Chissà quanti perigli avranno dovuto affrontare i suoi marinai nelle notti fredde dell’oceano. Chissà quante e quali navi, compresi i primi transatlantici che facevano la rotta fra l’Europa e l’America, avranno incrociato gli equipaggi. Chissà quante volte le vele al vento avranno spinto verso il largo e l’orizzonte infinito questa goletta arrivata a solcare i mari quando le vele, per la navigazione commerciale, stavano ormai per scomparire. Costruita nei cantieri di Nantes in Francia e varata nel 1934, la “Commandant Louis Richard” conserva ancora il suo nome in plancia di comando, inciso nel bronzo sul retro della ruota del timone. Sulla parte davanti, invece, si legge l’incisione “Palinuro”, nave scuola della Marina Militare Italiana utilizzata per le campagne di addestramento dei sottufficiali, ma non solo (nella fotogallery immagini della nave scuola “Palinuro” della Marina militare ormeggiata nel porto di Livorno, si ringraziano il comandante Giuseppe Valentini, il tenente di vascello Umberto Montoneri e il personale di bordo).

Da sabato 22 aprile 2017 la nave “Palinuro”, comandante il capitano di fregata Giuseppe Valentini,  è ormeggiata al Porto Mediceo di Livorno nell’ambito delle manifestazioni della Settimana velica internazionale Accademia navale e Città di Livorno che si concluderà – dopo due weekend di regate – il primo maggio. La nave è visitabile sabato 22 aprile dalle 16 alle 19, domenica 23, lunedì 24, martedì 25, domenica 30 aprile e lunedì primo maggio dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Nei giorni delle regate, a bordo della “Palinuro” saranno ospitati – come evento-premio – anche i ragazzi che hanno partecipato con le loro scuole al concorso “Il mare, le vele” organizzato dal quotidiano livornese “Il Tirreno” (contestualmente gli elaborati degli studenti i – disegni, grafiche e altro – saranno in mostra all’interno dell’Accademia navale). L’unità accoglierà poi le autorità e anche i capi delegazione degli equipaggi delle Marine estere che partecipano alle regate della Settimana velica internazionale che, di fatto, dopo una sosta di un anno ha preso il posto del Tan, il trofeo velico Accademia navale e Città di Livorno nato dalla Regata del Centenario (1981, quando l’Accademia festeggiò il secolo della fondazione), che in questo 2017 ha passato il testimone alla nuova manifestazione velica.palinuro18

Ma torniamo indietro nel tempo, agli inizi degli anni Cinquanta, quando la “Commandant Louis Richard”  venne acquistata dall’Italia con lo scopo di trasformarla in nave scuola da affiancare alla Amerigo Vespucci. La scelta fu necessaria in quanto la “gemella” della Vespucci – la nave a vela Cristoforo Colombo – era stata ceduta alla Russia come risarcimento per danni di guerra. La trasformazione in “Palinuro” avvenne a Castellammare di Stabia e nell’Arsenale di La Spezia ed entrò in servizio nel luglio del 1955. A bordo, sopra la campana di ottone, troneggia il motto latino “Faventibus Ventis”, con il favore dei venti. Lunga 69 metri f.t. e larga 10, “Palinuro” ha tre alberi in acciaio più il bompresso (trinchetto 35 metri, maestro 34,50 e mezzana 30 metri). La velatura complessiva (15 vele) è di circa mille metri quad. L’unità è anche dotata di un motore diesel. Imbarca un equipaggio composto complessivamente da circa 85 militari, fra ufficiali, sottufficiali e marinai.

La rotta dall’isola della Maddalena, dove è di base da circa due anni, verso Livorno (partenza giovedì 20 aprile, arrivo sul continente sabato 22) ha costituito la prima uscita stagionale. “Nei mesi invernali abbiamo effettuato alcuni lavori – spiega il comandante Valentini – e adesso stiamo cominciando i sei mesi, solitamente da metà aprile a metà ottobre, di attività istituzionale e non solo. A parte la campagna addestrativa con i sottufficiali, svolgeremo analoghe operazioni con gli allievi della Scuola navale Morosini (due periodi, per la prima e la seconda classe). Ma nell’ottica di una sempre maggiore apertura alla società civile effettueremo anche imbarchi di giovani fra 16 e 20/22 anni nell’ambito di programmi sviluppati con Stai Italia, Lega navale e Associazione nazionale marinai d’Italia (è previsto un ampliamento anche ad altre associazioni). Per questi ragazzi è un vero e proprio battesimo del mare, collaborano alla vita di bordo, vivono un’esperienza come poteva essere quella di un marinaio dell’Ottocento”. Le rotte della nave scuola “Palinuro” sono essenzialmente mediterranee anche se una volta effettuati alcuni importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento  – previsti da tempo e probabilmente ormai prossimi (fra questi anche la sostituzione del ponte in ferro, messo a dimora durante la trasformazione degli anni ’50, con un ponte in tek, che riporterebbe così l’unità alle origini) – potrebbe nuovamente “toccare” l’Atlantico nel quale non naviga da oltre dieci anni.

Comandante Valentini – chiediamo – che cosa dicono i visitatori quando salgono a bordo di questa magnifica nave rilucente di ottoni e di legni? “Le persone sono contentissime, specialmente i ragazzi e i bambini, ai quali durante la visita, viene raccontata com’era un tempo la vita di bordo e com’è attualmente. Sono sempre, per loro, storie molto avvincenti”. E inoltre la nave incarna alla perfezione il ruolo di testimonial della Marina militare, raccontando con le sue linee vintage una storia che oggi si estrinseca anche nelle moderne navi grigie, tecnologicamente e tecnicamente all’avanguardia.

 

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