#Sienafrancigena, il trekking urbano dentro le mura. Dieci tappe da Porta Camollia a Porta Romana

Focus, Siena

Arriva la bella stagione e Siena torna ad aprire le sue porte a chi ha voglia di vivere un’esperienza unica, calandosi nei panni di antichi pellegrini attraversando la città, lungo il tratto urbano della Via Francigena. 

Ogni domenica, dal 7 maggio al 25 giugno e dal 3 settembre al 15 ottobre 2017, torna #SienaFrancigena, il trekking urbano dentro le mura, in dieci tappe, da Porta Camollia a Porta Romana, passando per il Santa Maria della Scala, uno degli ospedali più antichi d’Europa e simbolo di accoglienza e di cura durante il Medioevo. Il calendario dei percorsi a piedi partirà domenica 7 maggio e proseguirà, ogni domenica, fino al 25 giugno. Ad arricchire la quarta edizione dedicata alla valorizzazione della Via Francigena ci saranno, inoltre, due appuntamenti speciali a maggio con #SienaFrancigena extramoenia, trekking lungo la Via Romea in programma sabato 6 maggio da Monteriggioni a Siena e sabato 27 maggio da Siena a Ponte d’Arbia. Dopo un periodo di stop estivo #SienaFrancigena riprenderà in autunno con una nuova stagione di appuntamenti, in programma sempre ogni domenica dal 3 settembre al 15 ottobre.

#Sienafrancigena extramoenia: le novità di maggio. Per quest’anno il trekking urbano si arricchisce di un’ulteriore opportunità: #SienaFrancigena extramoenia, percorso più lungo che si svolgerà sabato 6 maggio da Monteriggioni a Siena e sabato 27 maggio da Siena a Ponte d’Arbia. Per la tappa di 21 km, da Monteriggioni a Siena, il ritrovo è previsto alle ore 8.15 presso il parcheggio Siena-Nord all’ingresso della Super Strada Siena – Firenze. Da qui i pellegrini saranno trasferiti con una navetta a Monteriggioni, dove alle ore 9 prenderà avvio il trekking con arrivo previsto a Siena alle ore 18.30. La tappa da Siena a Ponte d’Arbia, lunga 25 km, in programma sabato 27 maggio, partirà alle ore 8.30 da Porta Romana con arrivo a Ponte D’Arbia alle ore 18.30 circa. Per il ritorno a Siena è previsto un servizio navetta. Le due tappe saranno guidate dal Gruppo Trekking Senese e si svolgeranno, su prenotazione entro il venerdì precedente, chiamando il numero 347 4171898 oppure scrivendo a info@gruppotrekkingsenese.it . Il costo di ogni tappa è di 5 euro per i soci GTS e di 20 euro per i non soci.

Info e prenotazioni #SienaFrancigena — Il costo del biglietto, comprensivo di guida, ingresso al Santa Maria della Scala e della “Bisaccia del Pellegrino” è di 20 euro e di 10 euro per bambini fino a 11 anni di età. Per informazioni e prenotazioni (chiusura prenotazioni il giorno prima dell’evento): tel. 347 6137678, 348 0216972, sienasms@c-way.it

#SIENAFRANCIGENA 2017
QUANDO
Giunta alla quarta edizione #SienaFrancigena torna ogni domenica, dal 7 maggio al 25 giugno e dal 3 settembre al 15 ottobre, con partenza alle ore 9.30 da Porta Camollia
LE TAPPE DEL PERCORSO
#SienaFrancigena si snoda lungo un percorso di 4 km, da Nord a Sud, all’interno delle mura, facendo tappa nei luoghi più importanti che raccontano la città nel Medioevo e la vita dei pellegrini e dei viandanti durante il loro cammino da Canterbury a Roma, lungo la Via Francigena.
Tappa 1. Porta Camollia
Documentata, già nell’XI secolo, Porta Camollia è uno degli accessi più antichi della città e storicamente quello più difeso dai senesi per il suo affaccio verso Firenze. Lungo l’arco esterno della Porta domina lo stemma mediceo e l’iscrizione Cor magis tibi Sena pandit (Siena ti apre il cuore più della sua porta), simbolo dell’ospitalità senese.
Tappa 2. Via Camollia
A Siena il tratto urbano della Via Francigena fu selciato dal Comune nel 1264 per rendere il percorso più comodo e agibile per i pellegrini. Via Camollia era la strada principale che portava in direzione del Duomo.
Tappa 3. Chiesa di San Pietro alla Magione
Poco prima del 1148 i Cavalieri del Tempio si insediarono in Via Camollia, nell’antica chiesa di San Pietro. Attorno alla chiesa fu costruita la “Magione”, ovvero le case con portico circondate da mura di cinta in cui sostavano i membri dell’Ordine durante il cammino verso Gerusalemme. Dopo lo scioglimento dell’Ordine dei Templari, la chiesa e tutti i suoi beni passarono all’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, successivamente chiamati Cavalieri di Malta.
Tappa 4. Casa di Baldassarre Peruzzi
Situata al numero civico 168 di Via Camollia, la costruzione presenta un primo impianto romanico con archi in pietra. Qui nacque l’architetto, Baldassare Peruzzi (Siena, 1481 – Roma, 1436).
Tappa 5. Chiesa di Santa Maria in Portico a Fontegiusta
Sempre lungo Via Camollia si incontra la Chiesa costruita tra il 1479-1484 per ringraziare la Madonna della vittoria ottenuta dai senesi contro i fiorentini durante la battaglia di Poggio Imperiale. L’edificio sorse a ridosso delle mura, inglobando il portico del “gabellino” (stanza dove i gabellieri riscuotevano i dazi, le gabelle alle porte della città) della Porta di Pescaia (inserita nella cinta muraria della prima metà del XII sec. in cui si conservava un’immagine della Vergine con Bambino affrescata intorno al 1380.
Tappa 6. Via dei Pellegrini
Continuando da Via Camollia verso Via Montanini e poi Banchi di Sopra si arriva a Via dei Pellegrini. Il nome della strada è legato al fitto passaggio di coloro che si dirigevano in pellegrinaggio. Da qui si arriva in Piazza Duomo attraverso le scale oppure continuando la salita, lungo Via dei Fusari.
Tappa 7. Duomo
La Cattedrale di Siena dedicata alla Madonna Assunta fu consacrata nel 1179 da papa Alessandro III. Nella facciata dominano i colori bianco, verde, rosa e oro, riportato alla luce grazie ad un recente intervento di restauro. Numerosi sono i capolavori presenti, a partire dal pavimento, un esempio unico nella storia della pavimentazione lapidea, con oltre 50 commessi marmorei istoriati ed eseguiti con la tecnica del graffito e della tarsia. Nel corso dei secoli grandi artisti hanno contribuito a rendere unica la cattedrale senese: Donatello, Michelangelo, Gian Lorenzo Bernini, solo per citare i più conosciuti. Degna di nota è anche la Libreria Piccolomini in cui l’artista umbro Pinturicchio narra, con il gusto per la descrizione e l’accuratezza dei dettagli, scene della vita di Pio II (papa senese).
Tappa 8. Lo Spedale di Santa Maria della Scala
Documentato dal 1090 deve il nome alla sua posizione davanti alle scale che conducono al sagrato del Duomo. Inizialmente di dimensioni modeste, era destinato ad accogliere i pellegrini e aiutare i poveri. Sin dagli inizi del Trecento uno Statuto ne regolava la vita e l’autonomia, dimostrandosi talmente efficace da essere preso a modello da Gian Galeazzo Visconti e dal duca di Milano, Francesco Sforza i quali inviarono a Siena i propri emissari per studiarne la gestione e l’organizzazione. I pellegrini, ospitati assieme ai malati nell’omonima Sala del Pellegrinaio, ricevevano pane, vino, cibi cotti. Oggi il Santa Maria della Scala si presenta come una realtà culturale polivalente europea, in grado di rispondere efficacemente alle necessità delle grandi collezioni senesi e alle crescenti necessità di studio, di ricerca e turistiche.
Tappa 9. Il ristoro del Pellegrino
I viandanti, in questa nuova edizione, potranno riposarsi dalle fatiche del cammino con una pausa golosa all’interno del bar del Santa Maria della Scala. Qui verrà consegnata la “Bisaccia del Pellegrino” con un panino con salumi locali, una bibita o un bicchiere di birra artigianale del Santa Maria delle Scala a scelta e concludere lo spuntino con l’assaggio del ricciarello IGP di Siena.
Tappa 10. Porta Romana
Anticamente detta Porta Nuova, costruita tra il 1327 e il 1329, è la più grande delle porte di Siena. Attraverso Porta Romana i pellegrini (“romei”) entravano a Siena per dirigersi verso nord attraverso la Via Francigena. Usciti da Porta Romana, il percorso francigeno si snodava verso sud, attraverso le Crete senesi, un territorio aspro e difficoltoso sia in estate che in inverno. Qui i pellegrini bisognosi potevano trovare riparo nella Grancia di Serre di Rapolano di proprietà dell’Ospedale di Santa Maria della Scala. Dalle Crete si proseguiva fino alle vallate del territorio della Berardenga (dove oggi si trova Castelnuovo Berardenga) dominato da fitta boscaglia e coltivazioni.

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