Short Cooking Race: sfida veloce ai fornelli fra architetti-chef (con tre idee per il pranzo delle feste)

In cantina e in cucina

di CHIARA MARTINELLI

Nello Spazio Siematic di Milano è andata in scena la finalissima di Short Cooking Race, l’evento che ha visto sfidarsi i tre studi di architettura meneghini giunti alla gara conclusiva di cucina veloce. Ad aggiudicarsi la vittoria è stato Studio Piuarch, che ha ricevuto in premio un viaggio ad Amsterdam, sotto una pioggia di coriandoli e applausi. La Short Cooking Race si avvale dell’aggettivo “short” perché in tutte le manche si hanno solo trenta minuti per realizzare un piatto unico, in questo caso a base di merluzzo, affiancati dalla supervisione dello chef Umberto Zanassi. I tre studi, ognuno in una diversa e suggestiva postazione all’interno dello show room, erano rappresentati da Alessia Galimberti, Studio Piuarch e Studio Bello Dias.

Dei veri archi-mattatori che al via dello chef hanno sfidato il tempo per preparare “il piatto” oggetto della votazione finale, con l’intento di rappresentare al meglio l’identità dello studio, nonché il proprio concetto progettuale. I bellissimi colori delle materie prime disposti sui piani di lavoro di ciascun archichef, hanno giocato un ruolo decorativo di grande impatto scenografico, in perfetta simbiosi con l’esclusivo design dei mobili da cucina realizzati da Siematic. In questo concept elegante e all’avanguardia, ogni giudice ha assegnato la migliore categoria utilizzando due gettoni: il nero per il gusto e il bianco per l’impiattamento e la presentazione.

Tre piatti da copiare per le feste – Ad aggiudicarsi la vittoria e salire sul podio sotto una pioggia di coriandoli, è stato lo Studio Piuarch con il suo baccalà accompagnato da cipolle caramellate, panna acida e lime: un accostamento delicato, una piena armonia di gusto e colori neutri degli ingredienti.
Al secondo posto lo Studio Bella Dias: Ricardo ha presentato il pesce in abbinamento ai marron glacé, scalogno, foglia di alghe e cioccolato fondente al 90%, una sorta di “sushi scomposto” come lui stesso lo ha definito.
Infine Alessia Galimberti, che ha giocato con i colori caldi della zucca e la croccantezza delle mandorle tostate per accompagnare un filetto di merluzzo al rosmarino su letto di carciofi.

Tre piatti interessanti, diversi nel gusto e nella presentazione, contraddistinti dallo stile e dalla personalità degli archichef che li hanno interpretati. In abbinamento non potevano mancare i vini: Fantinel, azienda vitivinicola friulana, ha aperto la serata con Prosecco Extra Dry, per proseguire con un bianco Frontiere e un rosso Venko di Tenute Sant’Helena.

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